Scuola nel caos: molti prof non vogliono rientrare

28 Agosto 2020 | Autore:
Scuola nel caos: molti prof non vogliono rientrare

Centinaia di lettere per chiedere l’esonero come lavoratori fragili: gli alunni rischiano di restare senza docenti. E i presidi non sanno come comportarsi.

Non bastavano le polemiche sui nuovi banchi, sulle mascherine nelle aule, sul trasporto degli alunni. Non bastava nemmeno l’annuncio da parte di Matteo Salvini di una mozione di sfiducia nei confronti della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, ritenuta «incapace» dal leader della Lega. Ora, ci si mettono anche i professori di Veneto, Liguria e Campania, che vogliono restare a casa: non si fidano delle misure di sicurezza anti-Covid adottate in vista del rientro a scuola. E così, fioccano le lettere di insegnanti che chiedono ai dirigenti scolastici di essere esonerati dal servizio per motivi di salute. Se la loro richiesta verrà soddisfatta, delle due una: o vengono reclutati centinaia di supplenti o a restare a casa saranno anche gli alunni per mancanza di insegnanti. Anche perché una parte delle cattedre per le quali si prevedeva l’assunzione di 85mila docenti è rimasta vuota.

Il problema che emerge è quello dei cosiddetti lavoratori fragili, vale a dire chi ha diverse patologie, chi è immunodepresso, chi ha un tumore. Ma anche chi ha più di 55 anni, e nella scuola questa categoria abbonda: lo scorso anno erano 730mila di ruolo, mentre più di 300mila avevano già compiuto i 54 anni. Molti di loro potrebbero ottenere un certificato medico in cui si attesta che hanno bisogno di una sorveglianza sanitaria eccezionale, cioè di quella prevista dalla legge sulla tutela dei lavoratori e dalle norme approvate recentemente per chi può essere fatalmente esposto al coronavirus.

In Veneto, sono già arrivate centinaia di leggere di professori che vogliono restare a casa. Qualche decina in Campania. I presidi chiedono di sapere come si devono muovere: mettere questi lavoratori in malattia o dotarli di dispositivi di protezione speciali. Ed il ricorso alla didattica a distanza appare poco praticabile: i bambini non possono stare da soli in aula, qualcuno ci deve essere. Ma chi?

In mattinata, il ministero dell’Istruzione ha voluto sedare gli animi: «Con riferimento al tema dei lavoratori fragili e alla loro gestione nel sistema scolastico – scrive in una nota il Ministero – sono in corso specifici approfondimenti e interlocuzioni che coinvolgono anche le altre amministrazioni competenti in materia, il ministero della Salute e quello della Funzione Pubblica, per fornire alle scuole, in tempi rapidi, un quadro ancora più chiaro. Nel frattempo – continua il comunicato – il Ministero invita ad evitare allarmismi. Dalle verifiche continue di queste ore con i territori non risultano infatti situazioni di criticità».



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4 Commenti

  1. Ma ci credo che molti insegnanti si spaventano.Sapete quante sono le maestre che hanno un’età avanzata e giustamente temono dei rischi per la propria salute e per quella dei loro cari. Avere a che fare con dei bambini non è semplice e assicurarsi che rispettano in aula le misure di sicurezza è davvero complicato…o la maestra si mette ad insegnare oppure si mette a fare la baby sitter e osservare i comportamenti dei bambini che indossano correttamente la mascherina e stanno a distanza

  2. Da mamma e maestra nella scuola dell’infanzia, avendo un bambino a casa, devo dire che i bambini fanno quello che gli insegni a casa… I bimbi osservano molto e imitano ciò che fanno i loro genitori… Mio figlio è molto rispettoso delle regole che gli ho insegnato, saluta tutti, anche i nonni, con il gomito. Quindi, non dovrebbero esserci grandi problemi se gli altri genitori hanno provveduto a spiegare cosa si può fare e cosa non si può fare a causa di questo virus

  3. Se molti insegnanti, a causa delle loro condizioni di salute e della loro età (perché più esposti al rischio di essere contagiati), non vogliono andare a scuola, che aprissero le porte ai giovani che vogliono lavorare e che sono ancora precari.

  4. Mia zia è un’insegnante e si preoccupa molto per l’inizio della scuola. Teme che non siano rispettate le distanze e ci sia un forte rischio che bambini o personale scolastico possano essere asintomatici e trasmettere con più facilità il virus. Ora, lei non si preoccupa soltanto per lei ma anche per le condizioni di salute di sua madre che abita con lei e che, non sia mai, dovesse contrarre il coronavirus, sarebbe davvero a rischio…bisogna considerare queste cose e non tralasciare tutte le possibili condizioni di salute dei familiari a carico degli insegnanti

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