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Pignoramento presso terzi: perchè conviene

27 Ottobre 2020 | Autore:
Pignoramento presso terzi: perchè conviene

Caratteristiche e modalità dell’espropriazione dei beni mobili del debitore che non sono, direttamente, in suo possesso.

Se sei creditore di una somma, per recuperarla forzatamente dal debitore, devi prima procurarti un titolo. Si tratta, per ipotesi, del decreto ingiuntivo esecutivo emesso dal Tribunale dopo aver verificato che il credito è fondato su una prova scritta. Oppure può essere una sentenza definitiva nella quale il magistrato ha affermato l’esistenza del tuo diritto. Con un titolo come questo sei, finalmente, in grado di intraprendere l’azione esecutiva nei confronti del debitore inadempiente. In particolare, ad esempio, puoi avviare un pignoramento presso terzi con il quale puoi ottenere l’importo necessario a soddisfare le tue pretese da un soggetto obbligato, a sua volta, nei riguardi del tuo debitore. Tuttavia può sorgere un dubbio. A proposito del pignoramento presso terzi, perchè conviene?

Ti stai ponendo questa domanda perché non vorresti affrontare inutili quanto costose spese legali per incominciare l’ennesimo procedimento senza ottenere alcun rimborso. Pertanto desideri sapere: quanti tipi di pignoramento esistono? Perché è vantaggioso orientarsi verso un pignoramento presso terzi? Come funziona questo procedimento esecutivo? Continuando a leggere questo articolo troverai le risposte.

Quanti tipi di pignoramento esistono?

La scelta del tipo di pignoramento da avviare è affidata al creditore. Per questo motivo, prima di intraprendere quest’azione esecutiva, è importante capire quali sono le opzioni a disposizione. Devi sapere, quindi, che i pignoramenti contemplati dalla legge sono:

  • pignoramento immobiliare: con questa procedura esecutiva il creditore rivolge le proprie pretese nei confronti di un immobile del debitore, mirando alla vendita forzata del bene e a soddisfarsi sul ricavato ottenuto dalla medesima. Si tratta, però, di una procedura lunga, complessa e molto costosa. Per tale ragione, soprattutto se si tratta di recuperare un importo non molto elevato, è preferibile optare per il pignoramento mobiliare. Quest’ultima scelta, inoltre, diventa l’unica se il debitore non è proprietario, nemmeno pro quota, di alcun immobile;
  • pignoramento mobiliare: in questo caso, l’azione di recupero coattivo del credito insoluto si indirizza verso i beni mobili del debitore. Ad esempio, gioielli o arredi di prestigio presenti presso la residenza dell’obbligato oppure l’auto di sua proprietà. Anche in queste circostanze, il creditore recupererà le somme a lui dovute ottenendole dalla vendita coattiva di questi beni pignorati. In alternativa, la procedura esecutiva in esame potrebbe rivolgersi verso un soggetto terzo. Può trattarsi, per ipotesi, della banca nella quale sono depositate le somme, in conto corrente, del debitore oppure del suo datore di lavoro dal quale percepisce, regolarmente, lo stipendio. In questi casi, mi riferisco al tipico pignoramento presso terzi.

Pignoramento presso terzi: perché è vantaggioso?

Devi sapere che, all’atto pratico, il pignoramento presso terzi è la procedura più semplice, più veloce e meno complessa per ottenere, forzatamente, il pagamento di un credito insoddisfatto. In particolare, l’azione esecutiva si dirige verso dei beni del debitore che, però, non sono direttamente in suo possesso, ma nella disponibilità di un terzo. Quest’ultimo, di regola, non ha motivo per ostacolare il pignoramento di somme, semplicemente, detenute e che non sono di sua proprietà.

Pensa, ad esempio, al datore di lavoro del debitore che è tenuto a versare, mensilmente, lo stipendio al suo dipendente e al pignoramento di 1/5 dell’emolumento. Con questo, il creditore procedente potrà soddisfare, forzatamente, il proprio diritto mediante la trattenuta mensile a suo favore. Tale trattenuta durerà sino alla soddisfazione integrale del credito, degli interessi e delle spese legali affrontate sino a quel momento.

Oppure ipotizza il pignoramento del saldo del conto corrente del debitore e il trasferimento delle somme depositate e pignorate a favore del creditore procedente. A questo proposito, sappi, inoltre, che se non conosci in quale banca il tuo debitore intrattiene dei rapporti, puoi saperlo attraverso la ricerca con modalità telematiche dei beni [1]. Si tratta di un procedimento che puoi avviare con una spesa minima e che ti consente di ottenere dal Tribunale l’autorizzazione ad avere dall’Agenzia delle Entrate le informazioni sui rapporti bancari del tuo debitore.

Pignoramento presso terzi: come funziona?

In sintesi, una volta in possesso del titolo esecutivo in cui è attestato il diritto di credito, il tuo avvocato deve notificarlo al debitore unitamente all’atto di precetto, dove si intima al debitore il pagamento di tutte le somme dovute (sorta capitale, interessi e spese) entro dieci giorni. Scaduto tale termine, sempre tramite l’assistenza del tuo legale, dovrà essere inviato l’atto di pignoramento presso terzi al debitore ed al terzo pignorato (ad esempio, la banca o il datore di lavoro). Con questo atto, oltre a fissare la data di comparizione dinanzi al giudice dell’esecuzione, si bloccano le somme, eventualmente, in possesso del terzo. Si invita, inoltre, il terzo pignorato a rendere un’apposita dichiarazione in cui conferma di essere a sua volta obbligato e in che termini nei confronti del debitore esecutato. Una volta verificato che la dichiarazione del terzo è stata positiva (ad esempio, il datore di lavoro ha comunicato l’ammontare dello stipendio e che è libero da altri pignoramenti) e che la procedura è stata correttamente condotta, il giudice dell’esecuzione provvederà ad assegnare al creditore procedente le somme pignorate.


note

[1] Art. 492 bis cod. civ.


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