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Affidamento temporaneo del minore: cos’è

20 Novembre 2013 | Autore:
Affidamento temporaneo del minore: cos’è

Il minore può essere provvisoriamente affidato ad altre famiglie, a persone single o a comunità familiari in caso di gravi situazioni familiari del nucleo d’origine, non in grado di dargli ciò di cui ha bisogno.

 

Quando la famiglia biologica non è in grado di provvedere alla crescita ed educazione del figlio minore, questi può essere affidato ad altri parenti, a soggetti esterni alla famiglia o a comunità familiari. Si tratta di misure di sostegno per i genitori in difficoltà che non riescano temporaneamente a dare cura e assistenza morale e materiale ai propri figli [1].

La particolarità di queste forme di affidamento risiede nella provvisorietà, nella finalità assistenziale e nel mantenimento del diritto del minore alla propria famiglia d’origine.

Il minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo può essere affidato, in ordine di preferenza, ad una famiglia (preferibilmente con figli minori), ad una persona singola o ad una comunità familiare. Ciò che conta è che il soggetto affidatario sia in grado di assicurare il mantenimento, l’educazione, l’istruzione e le relazioni affettive di cui il minore ha bisogno [2].

L’affidamento ha una durata massima di 24 mesi ma è possibile una proroga, anche ripetuta, quando le difficoltà della famiglia d’origine, pur se temporanee, permangono. La proroga è decisa dal Tribunale dei Minorenni il quale deve verificare che la prosecuzione dell’affidamento realizzi l’interesse del minore.

Vediamo le possibili forme di affidamento temporaneo:

 

Affidamento residenziale a parenti entro il quarto grado

Esso può attuarsi in casi di gravi difficoltà nella cura e dell’educazione da parte del nucleo familiare d’origine oppure per improvvise situazioni di emergenza (per esempio ricoveri ospedalieri e irreperibilità dei genitori). Il minore viene affidato a parenti entro il quarto grado (coppie o singole persone).

Affidamento residenziale a terzi

Esso prevede l’assegnazione temporanea di un minore a soggetti con i quali non ha rapporti di parentela, e in particolare a:

– una famiglia con o senza figli;

-una coppia di fatto, con o senza figli, che abbia una convivenza stabile;

– un single (anche vedovo o separato).

Il bambino viene accolto presso la propria casa, con l’impegno di assicurargli il mantenimento, l’educazione, l’istruzione e le relazioni affettive di cui ha bisogno e che la famiglia d’origine non è in grado di dargli.
Ogni affidatario può tenere non più di due minori, salvo eccezioni particolari (il caso tipico è quello dei fratelli  che è opportuno rimangano insieme). In ogni caso non possono essere presenti nel nucleo più di sei minori compresi i figli della coppia.

Affidamento familiare di bimbi piccoli (0-24 mesi)

Esso serve a fornire al neonato o bimbo piccolo cura e affetto in un normale contesto familiare.

Le famiglie affidatarie disponibili ad accogliere un bimbo piccolo devono avere una particolare competenza ad affrontare una situazione delicata, con la consapevolezza della sua transitorietà. Gli affidatari devono quindi essere in grado di accogliere il bambino ma anche di abituarlo al distacco una volta terminato il periodo di assegnazione.

Affidamento a comunità familiari

È una forma di affidamento “estesa” per l’accoglienza di minori in gravi difficoltà personali e familiari. Le comunità di tipo familiare si distinguono dagli istituti di assistenza per la loro organizzazione analoga a quella di una famiglia numerosa. Vi è la presenza stabile di una coppia affidataria che ospita fino a un determinato numero di bambini, oltre ai propri eventuali figli.

Le regioni definiscono gli standard minimi dei servizi e dell’assistenza che devono essere forniti dalle comunità di tipo familiare e verificano il rispetto degli stessi.

Affidamento agli istituti di assistenza

Questa forma di affidamento è, per legge [3], superata dall’affidamento a una famiglia e, ove ciò non sia possibile, dall’inserimento in una comunità familiare caratterizzata da organizzazione e rapporti interpersonali tipici di una famiglia.


note

[1] L’affidamento e le altre misure di sostegno a favore del minore sono regolati dalla legge sul diritto del minore ad una famiglia (L. n. 184 del 4 maggio 1983).

[2] Art. 2, L. n. 184/1983.

[3] Art. 2, c. 4, L. n. 184/1983.


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