Incidenti: teste attendibile anche se non ricorda una targa

28 Agosto 2020 | Autore:
Incidenti: teste attendibile anche se non ricorda una targa

Basta un solo dettaglio, come il colore dell’auto, a rendere credibile un testimone. Il giudice non può ritenerlo inaffidabile se non gli pone delle domande.

L’agitazione può giocare brutti scherzi alla memoria. E può capitare di assistere ad un incidente causato da un pirata della strada, dare un’occhiata alla targa ma dimenticare i numeri poco dopo. In questo caso, però, quel testimone non diventa inattendibile solo perché non ricorda la targa o il modello del veicolo che ha provocato il sinistro: gli basterebbe dire, ad esempio, di che colore era l’auto. Lo ha stabilito oggi la Cassazione con un’ordinanza [1].

Non perde, dunque, di valore – sostiene la Suprema Corte – la testimonianza di chi ha conservato nella mente solo un dettaglio della macchina che, ad esempio, ha investito una persona oppure si è scontrato contro un’altra auto e poi si è dato alla fuga. Inoltre, il suo racconto va tenuto in considerazione anche quando il testimone conferma soltanto le circostanze dedotte nei capitoli di prova se non gli vengo fatte altre domande.

La Cassazione ricorda, infatti, che il giudice «non è un registratore» ma un soggetto attivo dell’interrogatorio. A questo proposito, la Corte sottolinea che il magistrato ha il potere-dovere di «sondare con zelo» l’attendibilità del teste, incalzandolo e contestandogli le eventuali contraddizioni tra ciò che dichiara e altre prove già raccolte. Semmai, conclude la Cassazione, chi cade in contraddizione è proprio il giudice, che prima non fa le domande e poi ritiene inattendibile il testimone perché non fornisce dei dettagli che non gli sono stati richiesti.


note

[1] Cass. ordinanza n. 17981/2020 pubblicata il 28.08.2020.


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