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Legge 104 busta paga

26 Ottobre 2020 | Autore:
Legge 104 busta paga

Congedo straordinario e permessi retribuiti mensili per l’assistenza di un familiare disabile: come sono retribuiti.

Le legge [1] riconosce ai lavoratori portatori di handicap grave ed ai familiari che li assistono numerose tutele. In ambito lavorativo, tra i benefici più importanti vi sono il congedo straordinario [2], cosiddetto congedo legge 104 e i permessi mensili, chiamati anche permessi legge 104. Si tratta di assenze, entrambe retribuite, finalizzate all’assistenza dei disabili. In particolare, può fruire del congedo straordinario il lavoratore che si prende cura di un familiare portatore di handicap in situazione di gravità, mentre può fruire dei permessi sia il lavoratore che assiste un familiare portatore di handicap grave, che il lavoratore che risulta in prima persona portatore di handicap grave, per sé stesso.

Ma com’è retribuita la legge 104 in busta paga? Sia il congedo straordinario che i permessi legge 104 sono retribuiti con un’indennità a carico dell’Inps, normalmente anticipata dal datore di lavoro.

Vediamo allora come si calcola la retribuzione per queste assenze e che cosa succede in ipotesi particolari, ad esempio in relazione ai lavoratori a tempo parziale.

Congedo straordinario legge 104

Il congedo straordinario legge 104, o più precisamente il congedo straordinario per l’assistenza di familiari disabili, è un periodo di aspettativa retribuita, riconosciuto ai lavoratori dipendenti che assistono un familiare portatore di handicap riconosciuto in situazione di gravità.

Il congedo retribuito legge 104 è riconosciuto ai familiari del disabile (qui l’Elenco dei familiari che possono richiedere il congedo straordinario) per un massimo di 2 anni nell’arco della vita lavorativa e per ciascun disabile.

Congedo straordinario legge 104 in busta paga

Il congedo straordinario è retribuito con un’indennità, che risulta pari alla retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro che precede il congedo, con riferimento, però, alle voci fisse e continuative del trattamento ed entro specifici limiti massimi, rivalutati annualmente.

Sull’indennità per congedo straordinario sono riconosciuti anche i contributi figurativi dall’Inps, sempre entro specifici limiti massimi.

Il beneficio economico massimo, comprensivo di indennità e contributi, originariamente era stabilito dalla normativa nella misura di 70 milioni di lire, ma è stato rivalutato annualmente. Per il 2020, i limiti degli importi accreditabili sono:

  • 100,12 euro, relativamente all’indennità giornaliera e alla retribuzione figurativa massima giornaliera (si tratta della retribuzione sulla quale calcolare l’accredito dei contributi);
  • 701,21 euro, relativamente alla retribuzione figurativa massima settimanale;
  • 36.645,11 euro, relativamente all’indennità annua e per alla retribuzione figurativa massima annua;
  • 12.092,89 euro, relativamente ai contributi figurativi annui (i dipendenti pubblici non beneficiano dell’accredito della contribuzione figurativa, ma dell’accredito diretto della contribuzione da parte dell’amministrazione/ datore di lavoro);
  • 48.737 euro, quale importo complessivo annuo, comprensivo di contributi e indennità.

Ricapitolando, dunque, per il 2020 l’importo complessivo annuo dell’indennità per congedo straordinario è pari a 48.738 euro, l’indennità annua e la retribuzione figurativa massima annua sono pari a 36.645,11 euro e i contributi figurativi non possono superare 12.092,89 euro annui.

Com’è pagata l’indennità congedo legge 104?

L’indennità per congedo straordinario legge 104 è anticipata dal datore di lavoro per conto dell’Inps e, dato che spettano i contributi figurativi al lavoratore, non è soggetta a trattenute previdenziali. È invece tassata, o più precisamente assoggettata a ritenute fiscali.

Al momento del pagamento della tredicesima e della quattordicesima il datore di lavoro deve trattenere, dalle competenze maturate nei mesi in cui il lavoratore ha svolto l’attività, quanto già anticipato per conto dell’Inps a titolo di tredicesima senza integrazione, perché il periodo di congedo sospende la maturazione dei ratei.

Le ferie e il trattamento di fine rapporto non maturano durante il congedo straordinario.

Indennità congedo legge 104 per dipendenti part time

Se il lavoratore ha un contratto a tempo parziale, l’indennità deve essere calcolata nel modo seguente:

  • In caso di part time verticale, la retribuzione del mese va divisa per il numero dei giorni retribuiti, compresi quelli festivi o di riposo; la retribuzione giornaliera così ottenuta va poi confrontata con il limite massimo giornaliero (per il 2020 pari, appunto, a 100,12 euro);
  • In caso di part time orizzontale, se durante il congedo il lavoratore passa da tempo pieno a parziale o viceversa, la retribuzione va adeguata a quella che il dipendente avrebbe perso per la fruizione del congedo straordinario.

Per approfondire: Congedo straordinario legge 104.

Permessi retribuiti legge 104

I lavoratori disabili in situazione di gravità, o che assistono un familiare nelle stesse condizioni, hanno diritto mensilmente a 3 giorni di permessi retribuiti, da fruire anche frazionatamente.

Nel dettaglio, qualora il permesso sia richiesto per prestare assistenza ad un familiare di cui sia accertata una grave disabilità, è possibile fruirne in relazione alle seguenti persone:

  • coniuge, parte dell’unione civile, convivente di fatto (per il convivente non si può invece beneficiare del congedo straordinario);
  • parente o affine entro il secondo grado;
  • parente o affine entro il terzo grado solo qualora i genitori, il coniuge, la parte di unione civile, il convivente di fatto, della persona da assistere abbiano compiuto i 65 anni di età o siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

In alternativa ai tre giorni di permesso mensile il lavoratore può richiedere:

  • per sé stesso, se disabile grave: 2 ore di permesso giornaliero retribuito, ridotte a 1 ora in caso di orario di lavoro inferiore alle 6 ore giornaliere;
  • per i figli minori di 3 anni con grave disabilità:
    • riposi giornalieri 2 di ore, ridotte a 1 ora in caso di orario di lavoro inferiore alle 6 ore giornaliere;
    • il prolungamento del congedo parentale fino a tre anni di durata massima;
  • per i figli minori dai 3 ai 12 anni con grave disabilità: il prolungamento del congedo parentale fino a tre anni di durata massima.

Sono previste specifiche modalità di utilizzo dei permessi se i beneficiari sono più di uno o perché lo stesso lavoratore possa assistere più persone disabili.

Permessi legge 104 in busta paga

Durante i permessi legge 104 viene garantita un’indennità pari alla normale retribuzione, che normalmente è anticipata dal datore di lavoro per conto dell’Inps. Durante la fruizione dei permessi maturano regolarmente l’anzianità di servizio, le ferie, la tredicesima e la quattordicesima mensilità, se dovuta.

In particolare, il lavoratore matura:

  • il diritto a fruire di un certo numero di giorni di ferie in base alla previsione del contratto collettivo nazionale applicato (senza alcuna decurtazione in conseguenza al godimento dei permessi per disabili); la relativa retribuzione viene normalmente corrisposta al momento della fruizione (con onere a carico del datore di lavoro);
  • la quota ordinaria della tredicesima (come se il dipendente avesse normalmente lavorato) e dell’eventuale quattordicesima, con onere a carico dell’Inps [3]; a tal proposito, è bene sapere che il datore di lavoro non deve corrispondere al dipendente la quota di mensilità aggiuntiva, in quanto inclusa nella retribuzione giornaliera da prendere come riferimento per calcolare l’indennità, quindi di fatto già erogata dall’Inps.

La retribuzione di riferimento sulla quale si determina il trattamento Inps per i permessi comprende già, infatti, il valore della tredicesima e dell’eventuale quattordicesima.

L’indennità corrisposta costituisce, dal punto di vista fiscale, un reddito di lavoro di lavoro dipendente. Pertanto:

  • è tassata, o più precisamente soggetta a ritenuta Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche);
  • è esclusa da trattenute contributive previdenziali; in altri termini, non sono trattenuti contributi Inps a carico del dipendente perché è riconosciuta la copertura previdenziale figurativa.

Riepilogando, l’importo riconosciuto nella voce indennità permessi legge 104, o permesso handicap, è:

  • anticipato dal datore di lavoro per conto dell’Inps;
  • determinato dalla quota oraria della retribuzione maggiorata dei ratei per le mensilità aggiuntive;
  • non costituisce imponibile contributivo;
  • fa parte delle competenze ordinarie nell’imponibile fiscale.

Indennità permessi legge 104 a giorni e a ore

Per quanto concerne la retribuzione delle ore e dei giorni di permesso legge 104, occorre precisare che:

  • i permessi 104 fruiti a giorni vengono indennizzati sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta;
  • i permessi 104 fruiti a ore, cioè in misura oraria, sono assimilati ai permessi orari per allattamento che spettano alla neomamma e sono, quindi, indennizzati sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta;
  • i permessi 104 fruiti sotto forma di prolungamento del congedo parentale fino al 12° anno di vita del bambino sono indennizzati in misura pari al 30% della retribuzione effettivamente corrisposta.

note

[1] L. 104/1992.

[2] Art.42 D.lgs. 151/2001.

[3] Inps, messaggio 13032/2005.


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