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Procedura di affidamento del minore ad un’altra famiglia

29 gennaio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 gennaio 2014



Affidamento temporaneo del minore: ecco come funziona la procedura di affidamento e quali sono i requisiti.

 

Dopo aver descritto cos’è l’affido temporaneo del minore con gravi situazioni familiari (leggi l’articolo “Affidamento temporaneo del minore”), vediamo come funziona l’apposita procedura di affidamento [1].

L’affidamento (familiare o etero familiare) è disposto dal servizio sociale locale se sussistono le seguenti condizioni:

– impossibilità temporanea della famiglia originaria di garantire assistenza materiale e morale al minore;

consenso dei genitori biologici all’affidamento del figlio a terzi: il consenso deve essere espresso per iscritto ed è sempre revocabile. Qualora manchino i genitori, perché sconosciuti o assenti, e non sia stato nominato un tutore, sull’affidamento provvede il Tribunale per i minorenni (e non il giudice tutelare) [2];

audizione del minore: il minore che ha compiuto dodici anni (o anche di età inferiore, qualora abbia capacità di discernimento) deve essere obbligatoriamente sentito prima che si proceda al suo affidamento.

Il giudice tutelare (o il tribunale per i minorenni) del luogo in cui si trova il minore, dopo aver verificato la presenza delle condizioni sopra elencate, emette un decreto con il quale rende esecutivo il provvedimento di affidamento disposto dal servizio sociale.

Il provvedimento di affidamento deve indicare, in modo specifico:

– le motivazioni dell’affidamento;

– i tempi e i modi dell’esercizio dei poteri del soggetto affidatario;

– le modalità attraverso le quali la famiglia originaria può mantenere i rapporti con il minore;

– il servizio sociale locale al quale è attribuita la responsabilità del programma di assistenza e vigilanza durante l’affidamento con l’obbligo di tenere costantemente informati il giudice tutelare (o il tribunale per i minorenni nel caso in cui sia stato questo a provvedere) [3];

– la presumibile durata dell’affidamento: l’affidamento ha una durata massima di 24 mesi ma può essere prorogato dal Tribunale per i minorenni.

L’affidamento cessa con provvedimento del servizio sociale, confermato dalla stessa autorità giudiziaria che lo ha disposto (giudice tutelare o tribunale per i minorenni) quando:

– viene meno la situazione di temporanea difficoltà della famiglia d’origine;

– la prosecuzione dell’affidamento reca pregiudizio al minore.

note

[1] Art. 4, L. 184/1983.

[2] Il procedimento dinanzi al Tribunale dei minori, in caso di mancanza o assenza dei genitori, ha carattere di giurisdizione volontaria. La legittimazione passiva spetta al p.m. o al tribunale stesso d’ufficio.

[3] Il servizio sociale locale deve comunicare al giudice tutelare o al tribunale per i minorenni, ogni evento di particolare rilevanza e deve redigere una relazione semestrale sull’andamento del programma di assistenza, sulla sua presumibile ulteriore durata e sull’evoluzione delle condizioni di difficoltà della famiglia di provenienza.

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