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Congedo legge 104 prima della pensione

30 Agosto 2020 | Autore:
Congedo legge 104 prima della pensione

Per il dipendente è conveniente richiedere il congedo per l’assistenza di familiari disabili alle soglie del pensionamento?

Non sempre è facile conciliare il lavoro con le esigenze della famiglia: fortunatamente, a favore dei lavoratori che assistono un familiare con handicap grave, oltre alla possibilità di beneficiare di permessi retribuiti mensili è previsto anche il diritto a un congedo retribuito, il cosiddetto congedo straordinario legge 104 [1].

Questo congedo è pari a un massimo di 2 anni nella vita lavorativa e per ciascun disabile ed è retribuito. Sono numerosi i dipendenti che decidono di fruirne alle soglie del pensionamento: dopo essersi barcamenati per anni, si vedono praticamente costretti, a fine carriera, a richiedere questo lungo periodo di assenza per assistere continuativamente un familiare con handicap in situazione di gravità. Di solito, si beneficia di questo congedo per il coniuge o per un genitore, talvolta purtroppo anche per un figlio, più raramente per altri familiari: qui è possibile osservare l’Elenco dei familiari che possono richiedere il congedo straordinario e l’ordine di priorità per la fruizione di quest’assenza.

Ma è conveniente chiedere il congedo legge 104 prima della pensione?

A questo proposito è bene sapere che il congedo, pur essendo retribuito, non prende in considerazione tutte le voci di paga. Inoltre, sia in relazione all’indennità che ai contributi accreditati a favore del lavoratore, sono previsti dei limiti massimi.

Il lavoratore può comunque, in determinati casi, beneficiare della neutralizzazione della retribuzione per il congedo, oppure integrare l’ammontare perso. Ma procediamo con ordine.

Indennità congedo straordinario legge 104: voci di paga

Il congedo straordinario legge 104 è retribuito con un’indennità, anticipata dal datore di lavoro nella generalità dei casi, ma a carico dell’Inps. Quest’indennità risulta pari alla retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro che precede il congedo, con riferimento, però, alle voci fisse e continuative dello stipendio ed entro specifici limiti massimi, rivalutati annualmente.

Sull’indennità per congedo straordinario sono riconosciuti anche i contributi figurativi dall’Inps, sempre entro specifici limiti massimi.

Ma quali voci sono incluse nel calcolo dell’indennità congedo legge 104? Come osservato, sono incluse le voci di paga che risultano fisse e continuative, cioè che sono riconosciute tutti i mesi, regolarmente.

Sono, invece, esclusi dall’indennità tutti quegli elementi variabili della retribuzione che sono diversi nei mesi dell’anno, come gratifiche, incentivi, una tantum, indennità occasionali o accessorie e straordinari.

Indennità congedo straordinario legge 104: sospensione dell’attività lavorativa

Se il congedo straordinario legge 104 è richiesto durante la sospensione parziale dell’attività con intervento della cassa integrazione guadagni (Cigo) a orario ridotto o di contratti di solidarietà a orario ridotto, l’indennità va calcolata:

  • con riferimento all’ultima retribuzione percepita;
  • al netto del trattamento integrativo.

Se la sospensione che dà luogo all’integrazione salariale è solo parziale, il lavoratore:

  • continua a percepire il trattamento di integrazione salariale o il contributo connesso alla solidarietà, relativamente alle ore per le quali è disposta la riduzione dell’attività lavorativa;
  • è ammesso a fruire dell’indennità per congedo straordinario per le restanti ore o giornate in cui è prevista l’attività.

Indennità congedo straordinario legge 104: ferie, tredicesima, Tfr

I periodi di congedo straordinario legge 104 non sono considerati ai fini della maturazione:

  • delle ferie;
  • delle mensilità aggiuntive, ossia della tredicesima e, se prevista, della quattordicesima;
  • del trattamento di fine rapporto, o Tfr.

Possono essere, però, previste condizioni più favorevoli dalla contrattazione collettiva, come confermato dall’Inps [2].

Indennità congedo straordinario legge 104: limiti massimi

Abbiamo osservato che l’indennità per congedo legge 104 viene determinata in base all’ultima retribuzione con riferimento alle voci fisse e continuative, con l’esclusione di gratifiche, incentivi, indennità, straordinari, e di tutti quegli elementi variabili dello stipendio che cambiano nei mesi dell’anno.

Abbiamo osservato anche che in relazione al congedo straordinario non maturano ferie, mensilità aggiuntive e Tfr. Oltre a questi limiti, sono previste anche delle soglie massime relative all’ammontare dell’indennità e dei relativi contributi accreditati al dipendente.

Nel dettaglio, per l’anno 2020, i limiti degli importi accreditabili per congedo straordinario sono:

  • 100,12 euro, relativamente all’indennità giornaliera e alla retribuzione figurativa massima giornaliera (si tratta della retribuzione sulla quale calcolare l’accredito dei contributi);
  • 701,21 euro, relativamente alla retribuzione figurativa massima settimanale;
  • 36.645,11 euro, relativamente all’indennità annua e per alla retribuzione figurativa massima annua;
  • 12.092,89 euro, relativamente ai contributi figurativi annui (i dipendenti pubblici non beneficiano dell’accredito della contribuzione figurativa, ma dell’accredito diretto della contribuzione da parte dell’amministrazione/ datore di lavoro);
  • 48.737 euro, quale importo complessivo annuo, comprensivo di contributi e indennità.

In buona sostanza, dunque, per il 2020 gli importi a carico dell’Inps per congedo straordinario non possono superare 48.738 euro per lavoratore; l’indennità annua e la retribuzione figurativa massima annua sono pari a 36.645,11 euro e i contributi figurativi accreditati nell’anno non possono superare 12.092,89 euro.

Questi importi devono essere riproporzionati se il lavoratore beneficia di un congedo di durata minore all’anno, sulla base dell’indennità massima giornaliera e settimanale.

Sull’indennità congedo legge 104 si pagano i contributi?

Sull’indennità per congedo straordinario legge 104 al lavoratore non sono trattenuti contributi. Il datore di lavoro, peraltro (ad eccezione degli enti in regime ex Inpdap), non deve versare contribuzione sull’indennità. Come mai? Questo accade perché al lavoratore, in relazione all’indennità, sono accreditati i contributi figurativi, quindi non è soggetto a trattenute previdenziali.

L’indennità, pur non essendo imponibile ai fini previdenziali, è invece tassata, o più precisamente imponibile ai fini fiscali.

Congedo legge 104: come incide sulla pensione?

La presenza di un tetto massimo relativo all’indennità e ai contributi figurativi per congedo straordinario legge 104 comporta delle conseguenze negative sulla pensione, per i lavoratori con gli stipendi più alti.

Per quanto riguarda le quote della pensione da calcolare col sistema contributivo, in particolare, il dipendente con una retribuzione elevata non subisce una perdita reale, in quanto il montante contributivo (cioè la somma dei contributi accreditati e rivalutati) non può mai diminuire, ma può solo aumentare. Aumenta, però, in misura minore rispetto agli incrementi che ci sarebbero stati in costanza di attività lavorativa.

In pratica, a causa del congedo straordinario il lavoratore subisce una perdita “in prospettiva”, in quanto:

  • risulta minore la contribuzione accreditata;
  • di conseguenza, risulta minore anche l’importo del montante contributivo, rispetto al montante che l’interessato avrebbe conseguito in assenza di congedo;
  • risulta così minore anche l’importo della pensione, dato che l’assegno pensionistico si ottiene moltiplicando il montante per un coefficiente che aumenta con l’età; più basso è il montante, più bassa risulta dunque la pensione.

Per quanto concerne, invece, le quote da determinare con sistema di calcolo retributivo, l’indennità riconosciuta per il congedo può influire negativamente per il dipendente che possiede almeno 18 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995, qualora l’aspettativa riguardi un periodo entro gli ultimi 5 o 10 anni della vita lavorativa (10 o 15 anni per i lavoratori autonomi). Sono queste, infatti, le annualità da considerare per determinare la retribuzione pensionabile, rispettivamente in riferimento alla quota A e alla quota B di trattamento.

Per i lavoratori con meno di 15 anni di contribuzione al 31 dicembre 1992, il congedo straordinario può determinare una diminuzione della quota A di pensione, qualora fruito nei 5 anni precedenti il pensionamento (o negli ultimi 10 anni, se iscritto presso le gestioni speciali dei lavoratori autonomi).

In relazione alla quota B di pensione, questi lavoratori beneficiano invece di una particolare tutela, la cosiddetta neutralizzazione ai fini della pensione.

Neutralizzazione dei periodi di congedo legge 104

Nello specifico, per i lavoratori con meno di 15 anni di contributi al 31 dicembre 1992, è prevista la facoltà di neutralizzare, ai fini pensionistici, in relazione alla quota B di pensione retributiva, le annualità meno favorevoli [3].

Nel calcolo della quota B, difatti, non sono considerate le retribuzioni, rivalutate, di importo inferiore del 20% rispetto alla media delle retribuzioni relative al periodo considerato nella stessa quota B.

Ai fini della retribuzione pensionabile per la quota B di pensione, per questi lavoratori, non si considerano però gli ultimi 10 anni di stipendio (o gli ultimi 15 anni di reddito se lavoratori autonomi), ma si considerano tutte le retribuzioni. Ecco perché è stato introdotto il sistema della neutralizzazione: in questo modo, si cerca di non danneggiare eccessivamente l’interessato per i cali di retribuzione nell’arco della vita lavorativa.

In relazione alla neutralizzazione, comunque, le annualità escluse non possono superare il 25% degli anni coperti di contribuzione: non è dunque possibile eliminare dal calcolo della retribuzione media pensionabile tutte le annualità sfavorevoli, ma solo ¼ di queste annualità.

Riscatto e contribuzione congedo legge 104

La legge sul congedo legge 104 [4] prevede, qualora il lavoratore ne ravvisi la necessità, la possibilità di integrare la contribuzione accreditata in relazione a questa aspettativa con contributi volontari, o attraverso un’operazione di riscatto.

In altri termini, il lavoratore, con costi a proprio carico, può valorizzare, ai fini della pensione, anche gli importi di retribuzione che eccedono i limiti massimi imposti per il congedo straordinario, ossia può “pagare di tasca” per evitare che il congedo legge 104 abbassi l’importo della pensione.

La facoltà da parte dell’interessato di integrare i contributi figurativi per congedo straordinario con il riscatto dei periodi o con il versamento di contributi volontari, però, è riservata ai lavoratori del settore privato ed ai lavoratori di enti pubblici privatizzati optanti per il regime ex Inpdap [5], dato che, in relazione a questa assenza, hanno diritto all’accredito di contribuzione figurativa e non di contributi effettivi, al contrario dei dipendenti pubblici.


note

[1] Art.42 D.lgs. 151/2001.

[2] Messaggio Inps n. 27168/2009.

[3] D.lgs. 373/1993.

[4] Art.44 Dlgs. 151/2001, che rinvia all’art.35 co. 2 del decreto stesso.

[5] Circ. Inpdap 22/2011 p.to 8).


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