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Come contestare una multa per cinture di sicurezza

27 Ottobre 2020 | Autore:
Come contestare una multa per cinture di sicurezza

Guida senza cinture di sicurezza: come evitare di pagare la multa? Quali sono i principali motivi di impugnazione del verbale?

È cosa nota a tutti che il conducente, così come tutti i passeggeri a bordo, devono allacciare le cinture di sicurezza durante la marcia del veicolo. La mancata osservanza di questa norma comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria (multa), oltre che la decurtazione di cinque punti dalla patente (ai danni del solo conducente). Il problema è che non sempre la multa per guida senza cinture è legittima: la legge, infatti, stabilisce determinati casi in cui la cintura non è obbligatoria. In tutte queste ipotesi è possibile fare ricorso per far valere le proprie ragioni. Come contestare una multa per cinture di sicurezza?

Come ti spiegherò a breve, vincere un ricorso contro una multa ingiusta per guida senza cintura di sicurezza non è impossibile. Peraltro, oltre ai casi in cui espressamente la legge consente di non indossare la cintura, esiste anche la possibilità che la stessa non sia stata allacciata per un urgente stato di necessità. Insomma: i motivi per fare ricorso non mancano. Vediamo dunque come impugnare un verbale per guida senza cinture di sicurezza.

Obbligo cinture di sicurezza: cosa dice la legge?

Secondo la legge [1], tutti i passeggeri a bordo di un autoveicolo sono tenuti ad allacciare le cinture di sicurezza.

Il codice della strada impone l’obbligo di mettere le cinture di sicurezza anche ai passeggeri che viaggiano sui sedili posteriori.

L’obbligo di allacciare le cinture di sicurezza vige per i passeggeri di tutte le automobili, di tutti gli autoveicoli pensati per il trasporto di cose e di persone e dei quadricicli leggeri provvisti di carrozzeria chiusa. Si capisce dunque che l’obbligo è tale anche sugli autobus e sui taxi.

Violazione obbligo cinture: sanzioni

Chi non rispetta le regole imposte dal codice della strada a proposito dell’impiego delle cinture di sicurezza rischia:

  • una multa, che può partire da 83 euro e arrivare fino a 323 euro;
  • la decurtazione di 5 punti dalla patente.

Se il conducente dell’automobile prende due volte la multa per guida senza cintura nell’arco di due anni scatta la recidiva, la qual cosa comporta:

  • multa pecuniaria;
  • sottrazione punti sulla patente;
  • sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi.

Cinture di sicurezza: quando non sono obbligatorie?

Come sempre, alla regola segue l’eccezione. Esistono ipotesi in cui non è obbligatorio allacciare le cinture di sicurezza. Di conseguenza, in questi casi la multa sarebbe illegittima.

Come ti dirò di qui a un istante, si tratta sostanzialmente di ipotesi riconducibili alla particolare professione svolta dal soggetto che si trova a bordo del veicolo.

Inoltre, non sono obbligati ad allacciare le cinture di sicurezza le donne in stato di gravidanza e le persone con gravi patologie che non consentono o non rendono consigliabile l’uso delle cinture.

Possono viaggiare senza cintura e non temere delle sanzioni:

  • le forze armate e le forze di polizia;
  • gli istruttori di guida;
  • gli addetti ai servizi sanitari e di emergenza;
  • il personale addetto al servizio antincendio;
  • gli addetti al trasporto e alla raccolta dei rifiuti;
  • il personale addetto alla vigilanza privata e gli addetti al servizio di scorta.

Sono dispensati dall’obbligo di indossare le cinture di sicurezza anche i passeggeri a bordo delle auto d’epoca immatricolate prima del 15 giugno 1976. Su questi mezzi, infatti, non esistono le necessarie cinture di sicurezza.

Come detto, le donne in gravidanza e le persone con particolari patologie (nei casi in cui le cinture di sicurezza si rivelano rischiose) sono dispensate da questo obbligo. In entrambi i casi, però, è obbligatorio presentare alle forze dell’ordine un certificato medico.

Multa per cinture di sicurezza: motivi di contestazione

Allacciare le cinture di sicurezza è un obbligo, salvo i casi visti nel paragrafo superiore. I motivi per contestare una multa per guida senza cinture di sicurezza posso riguardare tuttavia anche vizi formali del verbale, quali ad esempio il difetto di notifica, il sussistere di uno stato di necessità o la mancata contestazione immediata.

Analizziamo brevemente tutti i casi in cui è possibile contestare una multa per cinture di sicurezza.

Mancanza di obbligo di indossare le cinture

Innanzitutto, è possibile contestare una multa per guida senza cinture di sicurezza nel caso in cui le cinture non sono obbligatorie. Si tratta di tutte le ipotesi viste sopra e, soprattutto, dei casi in cui le condizioni patologiche del passeggero o del guidatore non consentono di poter portare la cintura.

Sia nel caso di donna in stato di gravidanza che in quello di persona affetta da particolare patologia, per contestare la multa occorre avere con sé un certificato medico che giustifiche la condotta.

Per la precisione, la legge dice che le donne in stato di gravidanza sono esonerate dall’indossare la cintura di sicurezza sulla base della certificazione rilasciata dal ginecologo curante che comprovi condizioni di rischio particolari conseguenti all’uso delle cinture.

Difetto di contestazione immediata

Una multa per guida senza cinture di sicurezza dovrebbe essere contestata immediatamente, al momento in cui il guidatore e/o i passeggeri sono trovati a bordo del veicolo.

La Corte di Cassazione [2] ha tuttavia affermato che, quando la contestazione immediata non è possibile perché, ad esempio, il conducente è fuggito via, allora è possibile per l’organo accertatore (ad esempio, la polizia stradale) procedere alla contestazione differita, purché avvenga entro 90 giorni dall’infrazione.

La contestazione differita è però legittima solo se l’organo accertatore dimostri che la contestazione immediata è stata impossibile. In tutti gli altri casi, infatti, la regola è che il verbale venga elevato nell’immediatezza del fatto e contestato subito.

Difetto o ritardo della notifica del verbale

Come appena detto, nel caso di contestazione differita il verbale deve essere notificato entro 90 giorni dal momento in cui è avvenuta l’infrazione. Decorso questo termine, la multa è nulla.

Contestazione della multa a persona sbagliata

L’errore di persona è sempre motivo di nullità della multa. Nel caso delle cinture di sicurezza, l’organo accertatore potrebbe mal interpretare la norma di legge e contestare al conducente il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza da parte dei passeggeri.

In realtà, questo modo di procedere è lecito solamente se si tratta di passeggeri minorenni. E infatti, se è vero che anche i passeggeri minorenni hanno l’obbligo di indossare la cintura di sicurezza, è altrettanto vero che essi non sono responsabili dell’eventuale trasgressione.

Questo significa che se un minore viene colto sui passeggeri posteriori senza cintura, la multa deve essere fatta al conducente del veicolo, oppure, eventualmente, alla persona deputata alla sorveglianza del minore (nel caso in cui questa persona sia presente a bordo del veicolo al momento della constatazione).

In tutti gli altri casi, addossare la responsabilità del mancato utilizzo delle cinture da parte dei passeggeri al conducente è sbagliato e, pertanto, la multa può essere contestata.

Contestazione per stato di necessità

La legge [3] dice che non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima ovvero in stato di necessità o di legittima difesa.

Dunque, chi non allaccia le cinture di sicurezza perché si trova in uno stato di necessità può essere giustificato e, di conseguenza, contestare la multa.

Lo stato di necessità ricorre ogni volta che si commette un fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.

Dunque, se una persona salta a bordo di un’auto per correre verso l’ospedale ove il coniuge o il figlio è stato ricoverato d’urgenza e viene colto senza cinture di sicurezza, potrebbe tentare la carta dello stato di necessità per contestare la multa.

In realtà, però, il motivo di contestazione può risultare forzato perché l’intervento precipitoso non giustifica il non aver compiuto un gesto così semplice come quello di allacciare le cinture.

Più corretta è probabilmente la contestazione della multa per cinture di sicurezza se lo stato di necessità riguarda un fatto che si pone in contrasto con l’atto di indossare la cintura: è l’ipotesi di chi, ferito gravemente dopo un sinistro, prosegua la marcia a bordo dell’auto senza mettere la cintura che gli opprime la cassa toracica rimasta fratturata dopo l’incidente.

Insomma: lo stato di necessità ampia le ipotesi in cui le condizioni di salute non consentono di allacciare le cinture di sicurezza, quando non sia abbia con sé un certificato medico valido in quanto il problema di salute è sorto nell’immediatezza.

Contestazione per errata indicazione delle generalità

Il verbale con cui è contestata la violazione dell’obbligo di indossare le cinture di sicurezza può essere impugnato se non sono correttamente indicate le generalità del trasgressore.

Per la precisione, secondo la legge [4] è nullo il verbale quando non sono indicate le generalità esatte del proprietario e dell’obbligato in solido e non sono annotati gli estremi della patente di guida di quest’ultimo, nella qualità di conducente.

Altresì è nullo il verbale per la genericità ed incertezza del contenuto se indica la targa e non il tipo e modello di auto, né indica il luogo della presunta infrazione.


note

[1] Art. 172 cod. str.

[2] Cass., sent. n. 22991/19.

[3] Art. 4, l. n. 689/81.

[4] Articolo 383 delle disposizioni attuative del c.d.s.

Autore immagine: Depositphotos.com


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