Scuola: quante saranno le vere assunzioni

29 Agosto 2020 | Autore:
Scuola: quante saranno le vere assunzioni

Gualtieri ratifica il decreto per quasi 85mila docenti a tempo indeterminato. Ma secondo i sindacati i posti a ruolo che verranno coperti saranno uno su tre.

Numeri in contrasto per quanto riguarda le assunzioni del personale scolastico annunciate dal Governo. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha appena comunicato i suoi: 84.808 insegnanti, secondo il decreto firmato nelle scorse ore che autorizza i contratti a tempo indeterminato, a cui si aggiungono 11.323 posti per il personale tecnico-amministrativo. Molti meno della metà quelli che verranno inseriti a ruolo, secondo i sindacati.

Per i rappresentanti dei lavoratori, di quelle quasi 85mila cattedre verranno coperte 25mila nei prossimi giorni, cioè nemmeno il 30% del totale. Si potrebbe arrivare al 35% con l’aumento delle possibili nomine da alcune graduatorie concorsuali e dalla risposta che i precari daranno all’appello della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina per poter occupare un posto fisso spostandosi dalla propria regione. Il 35% significa che si rischia di occupare un solo posto su tre.

Soltanto il mese prossimo si avrà il numero ufficiale, ma le indiscrezioni parlano, ad esempio, di non più di 6mila assunzioni in Lombardia su 20mila autorizzate e di percentuali simili in Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto e altre regioni del Nord. Nella metà settentrionale dell’Italia mancano professori delle materie tecnico-scientifiche e di lingue stranieri, soprattutto d’inglese. E non va meglio nemmeno al Sud.

Le stesse indiscrezioni dicono che i precari a settembre saranno 200mila su un organico complessivo di 800mila insegnanti. Tra quelli di sostegno c’è una voragine: oltre l’80% delle cattedre è vuoto oppure occupato da personale non qualificato.

Il problema è che quest’anno i concorsi che dovrebbero garantire la metà delle assunzioni sono slittati all’autunno. Il che significa che il nuovo personale deve arrivare dal serbatoio a cui si attinge per l’altra metà, ovvero le graduatorie a esaurimento in cui sono inseriti i precari abilitati. Graduatorie, però, in esaurimento. L’assurdità, quindi, è che il posto c’è ma non la persona che lo può occupare.



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