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Occhio alle fatture non dovute: il rinnovo automatico di un contratto via web non è legittimo

20 Novembre 2013
Occhio alle fatture non dovute: il rinnovo automatico di un contratto via web non è legittimo

Può essere annullato il contratto concluso sul web e che sia stato automaticamente rinnovato per mancata disdetta.

Aumenta sempre più il numero di contratti conclusi attraverso il web. Si tratta di modellini inseriti in delle pagine web, contenenti le condizioni generali di contratto, che il compratore accetta e sottoscrive con un click sul pulsante a forma di carrello (cosiddetto “pulsante negoziale virtuale”).

A questi contratti, però, non possono applicarsi tutte le regole che il codice civile stabilisce per quelli stipulati, invece, in modo tradizionale, ossia con la firma “a mano”. In particolare, non si può inserire la clausola di rinnovo automatico del contratto in caso di mancata disdetta – inviata da una delle parti – entro un predeterminato termine. Ciò per una ragione molto semplice.

I non addetti ai lavori forse ignorano che la clausola di “rinnovo automatico del contratto” è una delle cosiddette “clausole vessatorie”, ossia una di quelle condizioni contrattuali che comprimono maggiormente la posizione del consumatore. Per esse, la legge prevede, pertanto, che vadano sottoscritte una seconda volta. Come?

Avete presente quando, dopo la firma del contratto, il venditore vi chiede di apporre una seconda firma dopo una piccola postilla posta proprio in fondo al foglio? In genere, in quella postilla c’è scritto che state approvando, in modo consapevole, tutte le clausole vessatorie. Anche se non vi prestate attenzione e vi limitate a ripetere la firma, senza neanche leggere, dovete sapere che, in realtà, vi state obbligando per delle condizioni particolarmente gravose. Ebbene, in questo elenco di clausole che state accettando, potrebbe esserci anche quella che prevede il rinnovo automatico del contratto.

Se la seconda firma non viene apposta, il contratto resta valido, ma non sono valide tutte le clausole vessatorie inserite nel contratto. In tal caso, esse si considereranno come mai apposte.

La legge, però, prevede – sempre a garanzia del consumatore – che questa seconda firma vada messa di proprio pugno. Insomma, deve essere una firma “fatta a mano”. Ciò perché la nostra legge non equipara il click del mouse a una firma tradizionale. Se la firma manca – o è fatto in un modo non contemplato dalla legge – la clausola non si considera neanche accettata.

La conseguenza è che tutti i contratti conclusi sul web e “firmati” con il mouse non possono contenere clausole vessatorie o, se le contengono, esse non sono valide [1].

Riunendo i punti del discorso, si potrà ben capire che, qualora abbiate firmato un contratto sul web e il venditore, dopo un anno, vi invii una fattura per rinnovo automatico del contratto – perché vi siete magari dimenticati di disdire l’accordo – potete anche non pagarla. Ciò proprio perché, come detto, i contratti sul web non possono rinnovarsi automaticamente.


note

[1] Si confronti, come precedente, Trib. Catanzaro, sent. n. 68/2011 del 18.04.2012, depositata il 30.04.2012.


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