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Contestazione parcella avvocato: le cose da non dire

30 Agosto 2020
Contestazione parcella avvocato: le cose da non dire

Non scatta la prescrizione presuntiva se il cliente ammette di non aver pagato l’avvocato.

Chi intende muovere una contestazione alla parcella dell’avvocato deve stare attento a ciò che dice: una recente ordinanza della Cassazione [1] avverte infatti che, in presenza di una tacita ammissione di mancato pagamento, il termine di prescrizione si allunga notevolmente. Cerchiamo di capire le ragioni di tale pronuncia e, quindi, come comportarsi in questi casi.

Parcella avvocato: prescrizione

Tutte le prestazioni contrattuali possono essere pretese fino a massimo 10 anni dallo svolgimento dell’attività. Dopo tale termine, scatta la prescrizione. Il che significa che il creditore non può più pretendere il pagamento di quanto gli sarebbe altrimenti dovuto. 

Per i professionisti, però, il termine è ridotto ed è pari a 3 anni. In tal caso, si parla di «prescrizione presuntiva»: in buona sostanza, la legge presume che il pagamento sia già avvenuto, salvo prova contraria.

La prescrizione può essere interrotta in qualsiasi momento, prima del suo compimento, con una lettera raccomandata a.r., una pec o altra comunicazione di cui si abbia prova del ricevimento (ad esempio, una lettera consegnata a mani e controfirmata per accettazione). 

In teoria, quindi, se prima del compimento della prescrizione il debitore dovesse ricevere una diffida, il termine tornerebbe a decorrere di nuovo da capo, potendosi così prolungare all’infinito. Nei fatti, però, il creditore, dopo aver tentato un paio di volte l’esecuzione forzata, in assenza di possibilità di rivalersi, abbandona la preda.

Prescrizione presuntiva: come funziona?

La prescrizione presuntiva ha la caratteristica di consistere in un termine molto più breve della prescrizione ordinaria. Essa è perciò prevista solo per quei pagamenti che, per prassi, si effettuano nel momento stesso in cui la prestazione viene eseguita o comunque non dopo molto tempo. Per cui, una volta scaduto tale termine, il debito si presume estinto (di qui il nome di «prescrizione presuntiva»). Questa presunzione però, come vedremo a breve, ammette la prova contraria.

Come avviene con la prescrizione ordinaria, la prescrizione presuntiva comporta la perdita del diritto del creditore di agire contro il debitore. Tuttavia, la differenza, oltre che nella maggiore brevità del termine, sta in questo: se una volta decorso il termine della prescrizione ordinaria il diritto cessa definitivamente di esistere, nel caso della prescrizione presuntiva il creditore può dimostrare di non essere stato pagato in altro modo. Ma come può fornire tale prova? Solo in due modi: 

  • se il debitore ammette di non aver pagato (lo può fare anche in forma implicita);
  • oppure se il debitore accetta di giurare davanti al giudice di aver già pagato. L’ipotesi è tuttavia infrequente: difficilmente, infatti, si va in causa e poi si dichiara di avere torto.

Contestazione parcella avvocato: le cose da non dire

Chi contesta un credito per il quale vale la prescrizione presuntiva – come appunto quello relativo alla parcella dell’avvocato – deve stare attento a quali contestazioni muove contro di esso. Difatti, se ammette tacitamente di non aver pagato, la prescrizione presuntiva non opera più e il termine di prescrizione torna ad essere quello ordinario. 

Pertanto, la prescrizione presuntiva non può scattare se il cliente ammette di non aver pagato le prestazioni del professionista. È, inoltre, sintomatica del mancato pagamento la circostanza che il cliente abbia contestato il fatto di dover pagare in tutto o in parte il debito [1]. 

Anche chi contesta l’entità della parcella dell’avvocato, sostenendo di non essere tenuto a versare un importo troppo elevato, sta tacitamente ammettendo di non aver ancora corrisposto il dovuto, sicché non potrà poi invocare la prescrizione presuntiva a proprio favore.

Quindi, per non incorrere in trappole, bisognerebbe sempre dichiarare di aver già pagato il debito e, comunque, sollevare tutte le ulteriori contestazioni sul merito.

Come chiarito dalla Cassazione, l’eccezione di prescrizione deve essere rigettata «qualora il debitore ammette di non avere pagato, dovendo considerarsi sintomatica del mancato pagamento e, dunque, contrastante con i presupposti della relativa presunzione, la circostanza che l’obbligato abbia contestato di dovere pagare in tutto o in parte il debito, essendo tali circostanze incompatibili con la prescrizione presuntiva che presuppone l’avvenuto pagamento e il riconoscimento dell’obbligazione». 

La prescrizione presuntiva è, in definitiva, «incompatibile con qualunque comportamento del debitore che configuri, anche indirettamente, il riconoscimento della mancata estinzione dell’obbligazione dedotta dal creditore». 


note

[1] Cass. ord. n. 17980/20 del 28.08.2020.


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