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Come contestare multa per mancata esposizione disco orario

30 Agosto 2020 | Autore:
Come contestare multa per mancata esposizione disco orario

Come fare ricorso contro un verbale per violazione dell’obbligo di esporre il disco orario: tutti i motivi per ottenere l’annullamento della multa.

Trovare un posto auto in città è davvero difficile; trovarne uno gratuito, poi, è un’impresa impossibile. A metà tra i parcheggi a pagamento e quelli liberi ci sono quelli in cui la sosta è gratuita, ma solo per un tempo limitato. In questi stalli si può sostare solamente se il conducente segnala, in modo chiaramente visibile, l’orario in cui la sosta ha avuto inizio. In pratica, si può parcheggiare se si espone il disco orario. Può capitare, però, che la sosta del veicolo si prolunghi oltre il tempo concesso dalla segnaletica, ovvero che il conducente, non avendo con sé il disco orario e trattandosi di una sosta brevissima, non lo esponga affatto. In questi casi, il codice della strada prevede una multa che può arrivare fino a 173 euro. Come contestare una multa per mancata esposizione del disco orario?

Se hai preso una multa per aver violato il codice della strada, puoi proporre ricorso entro trenta giorni al giudice di pace oppure entro sessanta giorni al prefetto. La contestazione della multa per mancata esposizione del disco orario potrebbe vertere sia su vizi formali del verbale che su vizi sostanziali: nel primo caso, è consigliabile il ricorso al prefetto, mentre nel secondo quello al giudice di pace. Ma in cosa possono consistere questi vizi formali e sostanziali che consentono di annullare una multa per mancata esposizione del disco orario? Scopriamoli insiemi.

Disco orario: quando va esposto?

Il disco orario (quel dispositivo, in genere di carta o di plastica, in cui sono indicate le ore del giorno) serve per segnalare l’orario di arrivo dell’autovettura all’interno di un parcheggio in cui la sosta è consentita solamente per un determinato limite di tempo.

Il disco orario va esposto in maniera visibile sul parabrezza dell’auto quando la segnaletica verticale lo richiede.

L’obbligo di esporre il disco orario è segnalato da un cartello stradale a forma di rettangolo blu con una P di colore bianco e con l’indicazione del tempo massimo di stazionamento: ad esempio, 30 minuti dalle 08.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00.

Le aree di sosta a tempo che richiedono l’esposizione del disco orario sono gratuite: ciò significa che non occorre pagare il ticket. Sussiste tuttavia l’obbligo di segnalare l’orario di arrivo mediante l’apposito dispositivo, denominato appunto disco orario.

Mancata esposizione disco orario: com’è sanzionata?

Il codice della strada dice che, nei luoghi ove la sosta è permessa per un tempo limitato, è fatto obbligo ai conducenti di segnalare, in modo chiaramente visibile, l’orario in cui la sosta ha avuto inizio.

Chiunque viola l’obbligo di esporre il disco orario è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 42 a 173 euro [1].

La legge prevede non solo una multa per disco orario non esposto, ma anche una multa per disco orario scaduto, vale a dire una multa per prolungamento della sosta oltre i limiti.

In questi casi il codice della strada stabilisce che la sanzione amministrativa va da 26 ad 102 euro e la sanzione stessa è applicata per ogni periodo per il quale si protrae la violazione [2].

Multa disco orario: vizi formali e di merito

Una multa per mancata esposizione del disco orario può essere contestata sia per vizi di merito che per vizi di forma del verbale.

I vizi formali di una multa sono quelli che riguardano la modalità di compilazione del verbale con cui si contesta l’infrazione.

Perché essi possano invalidare una multa, però, occorre che siano talmente gravi da rendere non identificabile l’autore della violazione, il veicolo oppure altre circostanze essenziali.

I vizi sono formali perché non riguardano il fatto in sé per sé (che è comunque accaduto), ma semplicemente la compilazione del verbale.

I vizi sostanziali di un verbale sono invece quelli che riguardano le modalità del fatto, cioè come è avvenuta la violazione: ad esempio, l’agente accertatore scrive che l’auto parcheggiava in uno stallo destinato ai disabili, quando in realtà le strisce erano bianche.

A differenze dei vizi formali, che riguardano aspetti più “superficiali” ma ugualmente importanti, quelli sostanziali riguardano proprio il merito della vicenda, cioè come i fatti si sono svolti.

Chiariti questi aspetti, vediamo dunque come si può contestare una multa per mancata esposizione del disco orario.

Contestare multa disco orario per vizi formali del verbale

Una multa per mancata esposizione del disco orario può innanzitutto essere contestata per vizi formali del verbale. Ne rappresentano un esempio:

  • l’errata o mancata indicazione del numero di targa del veicolo, delle generalità del titolare e/o del trasgressore materiale, del luogo ove l’autovettura era parcheggiata, della norma violata, dell’importo da pagare, della data della violazione;
  • la mancata contestazione immediata della multa, a meno che non sia stato assolutamente impossibile procedere in tal senso, ad esempio perché il conducente non era in auto oppure perché ha messo subito in moto il veicolo ed è andato via;
  • la mancata motivazione riguardante la scelta della contestazione differita;
  • nel caso di contestazione differita, la notifica del verbale effettuata oltre 90 giorni dalla mancata esposizione del disco orario.

In merito alla contestazione della multa in assenza del conducente, è appena il caso di ricordare che il foglio di accertamento della contravvenzione che spesso l’agente lascia sul parabrezza dell’auto non rappresenta la vera multa ma solo una comunicazione di cortesia che consente di pagare evitando le spese postali.

Contestare multa disco orario per vizi sostanziali

Una multa per mancata esposizione del disco orario può essere contestata anche per vizi sostanziali, cioè per incongruenze nei fatti così come esposti nel verbale.

Per ottenere l’annullamento della sanzione è necessario dimostrare al giudice la veridicità dei fatti sostenuti e, di riflesso, l’infondatezza delle ragioni addotte nel verbale.

Infatti, le dichiarazioni contenute in un verbale di accertamento non hanno la stessa valenza di quelle rilasciate da un cittadino qualunque o dal trasgressore, in quanto la legge stabilisce che verbale di accertamento fa piena prova fino a querela di falso.

Ciò significa che il giudice sarà tenuto a considerare sempre veritiera la versione degli agenti che hanno elevato la multa, salvo che il conducente azioni un particolare procedimento (la cosiddetta querela di falso) in cui dovrà dimostrare la falsità delle dichiarazioni degli agenti.

Si potrebbe evitare la querela e limitarsi alle normali contestazioni nell’ambito del ricorso al giudice di pace solo se le prove in possesso del trasgressore dimostrino circostanze che, sebbene avvenute, non siano state attestate dal verbale, oppure situazioni contraddittorie rispetto a quanto asserito dagli agenti.

Classico caso è la prova chiara e certa che, nell’istante in cui gli agenti sostengono di aver accertato l’infrazione, il conducente era, in realtà, dall’altra parte della città, magari sul posto di lavoro.

Ugualmente, per sconfessare ciò che è contenuto nel verbale per mancata esposizione del disco orario ci si può avvalere di testimoni che sostengano le ragioni del ricorrente.

La multa può essere contestata anche se il segnale stradale che imponeva l’obbligo di esposizione del disco orario non era presente oppure non era visibile, magari perché occultato dalla vegetazione.

Infine, è possibile contestare la multa per mancata esposizione del disco orario nel caso di stato di necessità, cioè del ricorrere di un evento imprevisto e urgente che ha necessariamente comportato la violazione della norma del codice della strada.

Pensa a colui che deve effettuare una sosta d’emergenza per andare in farmacia per acquistare d’urgenza alcuni farmaci salvavita per il coniuge o il figlio che ha avuto un improvviso malore, oppure alla sosta forzata per un improvviso svenimento. In tutti questi casi, però, occorre dimostrare l’evento imprevedibile e urgente che ha giustificato la mancata esposizione del disco orario.


note

[1] Art. 157 cod. str.

[2] Art. 7, comma 15, cod. str.

Autore immagine: Depositphotos.com


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