Diritto alla Naspi per chi accetta l’incentivo all’esodo

31 Agosto 2020 | Autore:
Diritto alla Naspi per chi accetta l’incentivo all’esodo

Le aziende, in deroga al divieto di licenziamento, possono proporre degli accordi con adesione individuale che non escludono l’indennità di disoccupazione.

I vari decreti approvati durante l’emergenza coronavirus hanno stabilito e più volte prorogato il divieto di licenziamento. Tuttavia, il dl Agosto (l’ultimo in ordine di tempo) ha concesso qualche eccezione alle aziende che sono in una situazione disperata e che hanno bisogno di sfoltire l’organico per sopravvivere. Queste realtà possono stipulare con i sindacati maggiormente rappresentativi a livello nazionale un accordo collettivo aziendale che preveda l’incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, al quale possano aderire i lavoratori in forma individuale. Praticamente, non un vero e proprio licenziamento ma una risoluzione consensuale del rapporto.

L’aspetto importante da tenere in considerazione è che ai dipendenti che accetteranno questo tipo di accordo spetta la Naspi, nonostante non si tratti, appunto, di un normale licenziamento ma di una cessazione volontaria.

Il decreto non pone dei limiti al numero di lavoratori che possono aderire all’incentivo: l’accordo può interessare anche meno di quattro dipendenti. E l’intesa dovrà essere firmata anche da un’organizzazione sindacale esterna – purché siano quelle «comparativamente più rappresentative a livello nazionale» – e non necessariamente dai loro riferimenti interni.

Affinché l’accordo sia valido, l’azienda dovrà:

  • delimitare con precisione il perimetro dei destinatari dell’incentivo, riservandosi la possibilità di rifiutare la risoluzione consensuale di certi lavoratori per evitare di far uscire del personale necessario alla continuità dell’impresa;
  • lasciar ben chiaro che l’accordo non è risolutivo di eventuali problematiche di esubero, che potrebbero essere affrontate in un secondo momento con le modalità ordinarie.


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