Diritto e Fisco | Articoli

Come contestare una multa per mancata esposizione contrassegno

28 Ottobre 2020 | Autore:
Come contestare una multa per mancata esposizione contrassegno

Verbale per mancata esposizione sul cruscotto del ticket che dimostra il pagamento del parcheggio: come proporre impugnazione per far annullare la multa?

La sfida di ogni automobilista è quella di trovare parcheggio. Che sia a pagamento o, meglio ancora, gratuito, ogni mattina ricomincia la caccia al posto auto. i più lesti e mattinieri, con un po’ di fortuna, trovano qualche stallo a pagamento ove mettere in sosta la propria vettura. Può capitare che, nella fretta, tra mille cose a cui pensare, ci si dimentichi di esporre il ticket che prova il pagamento del parcheggio. Questa negligenza può comportare una multa. Se l’agente passa e non vede il contrassegno esposto sul cruscotto, può elevare legittimamente un verbale, anche se in effetti il pagamento è stato effettuato. Come contestare una multa per mancata esposizione del contrassegno?

Sul punto la Corte di Cassazione è stata molto chiara: è possibile impugnare e annullare la multa per mancata esposizione del ticket sul parabrezza, anche se le spese legali necessarie a proporre il ricorso restano a carico dell’automobilista. Per evitare questo esborso, è consigliabile proporre ricorso al prefetto, strumento di impugnazione gratuito. Se l’argomento ti interessa perché anche a te è stata contestata una multa per mancata esposizione del ticket, prosegui nella lettura: vedremo come far annullare il verbale.

Parcheggio a pagamento: come funziona?

Secondo la legge [1], nei luoghi ove la sosta è permessa per un tempo limitato è fatto obbligo ai conducenti di segnalare, in modo chiaramente visibile, l’orario in cui la sosta ha avuto inizio. Ove esiste il dispositivo di controllo della durata della sosta, è fatto obbligo di porlo in funzione.

In pratica, la legge dice che, nei parcheggi in cui la sosta può avvenire solo per un tempo limitato, l’automobilista, in base alla segnaletica presente, deve:

  • inserire il disco orario, se il parcheggio è gratuito;
  • attivare il parchimetro o dispositivo analogo presente in strada, se la sosta è a pagamento (stalli delimitati da strisce di colore blu).

In entrambi i casi, cioè sia nell’ipotesi in cui occorra il disco orario che in quella in cui bisogna premunirsi del ticket che dimostra il pagamento, il conducente dovrà avere cura di mostrare la prova della regolarità della sosta, esponendo sul parabrezza il disco oppure il tagliando.

Mancata esposizione del contrassegno: la multa è legittima?

Sebbene non esista una norma di legge che imponga l’esposizione del contrassegno sul cruscotto, è pacifico che la mancata esibizione del ticket legittimi il verbale con cui viene contestata l’infrazione al Codice della strada. Per la precisione, la multa per mancata esposizione del contrassegno va da 42 a 173 euro.

Questa multa, però, può essere impugnata davanti al giudice di pace (entro trenta giorni) oppure davanti al prefetto (entro sessanta giorni).

Secondo la giurisprudenza, infatti, il verbale elevato per mancata esibizione sul cruscotto del ticket che dimostri il pagamento del parcheggio può essere annullato mediante ricorso del conducente. Vediamo come.

Multa per mancata esposizione ticket: come annullarla?

Secondo la Corte di Cassazione [2], l’automobilista che ha pagato il parcheggio ma che ha dimenticato di darne prova lasciando il ticket sul cruscotto può rimediare alla multa che gli è stata comminata facendo ricorso (al giudice di pace o al prefetto) ed esibendo, davanti all’autorità, il tagliando regolarmente pagato.

Insomma: la mancata esposizione del contrassegno è rimediabile, nel senso che si può impugnare la multa e farla annullare dal giudice o dal prefetto, a condizione ovviamente che si dimostri l’avvenuto pagamento della sosta esibendo il tagliando originale.

Lo stesso è possibile fare se il ticket era esposto sul cruscotto ma in maniera non visibile: pensa al tagliando che, a causa dello spostamento d’aria causato dalla chiusura della portiera, si sposti e finisca in un angolo oppure a terra.

In sintesi, la Cassazione ha affermato il principio secondo cui chi paga il tagliando ma dimentica di esporlo non viola nessuna norma (non c’è una disposizione di legge che stabilisca come rendere visibile il contrassegno) e, quindi, non può essere sanzionato.

Annullamento multa mancata esposizione ticket: chi paga le spese?

La medesima Corte di Cassazione ha specificato che, poiché il procedimento che sorge a seguito di impugnazione della multa per mancata esposizione del contrassegno è causato da un comportamento negligente dell’automobilista (il quale, appunto, ha dimenticato di mettere sul cruscotto il tagliandino), è giusto che le spese di giustizia gravino sul ricorrente.

In altre parole, anche se il ricorso contro la multa per mancata esibizione del contrassegno va a buon fine, le spese legali e processuali devono essere comunque poste a carico dell’automobilista, la cui negligenza è stata causa della multa.

In soldoni, ciò significa che, se fai ricorso al giudice di pace contro la multa per mancata esposizione del contrassegno, anche se ottieni l’annullamento il giudice porrà a tuo carico le spese del giudizio e quelle legali. Insomma: contributo unificato e avvocato li paghi tu.

Trattandosi di cause di scarso valore, potresti risparmiare sull’avvocato proponendo ricorso senza assistenza legale. Se, poi, vuoi risparmiare anche sul contributo unificato (pari a 43 euro), allora ti suggerisco di proporre ricorso al prefetto: è totalmente gratuito, salvo il costo dell’eventuale raccomandata a/r con cui spedire l’impugnazione.


L’automobilista che ha pagato il parcheggio ma che ha dimenticato di darne prova lasciando il ticket sul cruscotto può rimediare alla multa che gli è stata comminata facendo ricorso (al giudice di pace o al prefetto) ed esibendo, davanti all’autorità, il tagliando regolarmente pagato.

note

[1] Art. 157 cod. str.

[2] Cass., sent. n. 8282/16.

Autore immagine: Depositphotos.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube