Reddito di cittadinanza: da oggi può essere decurtato

31 Agosto 2020 | Autore:
Reddito di cittadinanza: da oggi può essere decurtato

Partono i controlli mensili e semestrali sui soldi non utilizzati o non prelevati: riduzioni fino al 20% del sussidio erogato e non utilizzato.

Non spendere o prelevare per intero il reddito di cittadinanza può comportare la decurtazione della prestazione. Lo avverte l’Inps in un recente messaggio che riporta le istruzioni operative del decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso mese di giugno.

Chi beneficia del sussidio può utilizzare la carta del reddito di cittadinanza per l’acquisto di beni primari (alimentari, farmaci, bollette, ecc.) e per prelevare fino a 100 euro al mese per persona, rapportando questo importo secondo la scala di equivalenza alle famiglie numerose. È possibile anche effettuare un bonifico mensile a favore del locatore o della banca che ha consesso un mutuo se previsto nella carta.

Dal mese di agosto che si conclude oggi, viene effettuato un controllo per vedere se ogni mese è stato speso tutto l’importo erogato nella carta del mese precedente. Se così non fosse, il mese successivo la somma viene decurtata dei soldi non spesi fino ad un massimo del 20% del reddito di cittadinanza spettante prima del controllo. La decurtazione non viene applicata se d’importo inferiore ai 100 euro. Il concetto è semplice: si vuole che il beneficiario spenda effettivamente quello che riceve attraverso il reddito di cittadinanza per i suoi bisogni primari. Se non lo fa, significa che non necessita di quella somma.

Un primo controllo viene effettuato attraverso il confronto tra il saldo disponibile sulla carta nell’ultimo giorno di ogni mese (si parte, come detto, dal 31 agosto 2020), al netto di eventuali arretrati erogato nel semestre in corso e in quello precedente, e il valore del reddito di cittadinanza effettivamente erogato nel mese. Se il valore del saldo è superiore a quello del beneficio erogato, la differenza è sottratta dal reddito del mese successivo o dalla disponibilità della carta fino a capienza.

Come accennato, ci sono dei limiti alla decurtazione, ovvero:

  • in ogni caso, non si può superare il 20% del reddito di cittadinanza erogato e non speso;
  • non è possibile trattenere alcuna somma se l’importo è inferiore al 20% del sussidio minimo, pari a 8 euro.

C’è, poi, un altro controllo ogni semestre, a partire dal secondo del 2020, che prevede una decurtazione dalla carta quando il reddito di cittadinanza risulterà non speso né prelevato, lasciando in disponibilità una sola mensilità, ovvero quella d’importo più elevato del semestre. In pratica, alla fine del semestre, verrà considerato il valore del saldo al netto degli arretrati erogati durante lo stesso semestre e al netto del valore del beneficio mensile effettivamente erogato nell’ultimo mese del semestre e dell’eventuale importo da sottrarre dalla disponibilità della carta.

In questo caso, se il valore del saldo è superiore a quello del beneficio mensile massimo erogato nel semestre, la differenza viene sottratta dal sussidio relativo al mese successivo o dalla disponibilità della carta fino a capienza.

Resta lo stesso vincolo di non applicare la decurtazione se l’importo è inferiore al 20% del beneficio minimo (i soliti 8 euro). La prima verifica semestrale sarà effettuata il 31 gennaio 2021 e le eventuali decurtazioni saranno fatte sulla mensilità di febbraio.

Nell’ipotesi di cessazione del reddito di cittadinanza, la carta viene disattivata dopo sei mesi dall’ultima erogazione, anche se ci sono ancora dei soldi caricati che, pertanto, verranno persi.



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