Condomini morosi: più facile recuperare i soldi

31 Agosto 2020 | Autore:
Condomini morosi: più facile recuperare i soldi

Attraverso la compensazione, il condominio può soddisfare un credito vantato sul proprietario che non ha versato la sua quota.

La parola magica è «compensazione». E può essere un’ottima soluzione per recuperare i soldi dai condomini morosi che faticano a rispettare le scadenze delle spese condominiali o degli interventi straordinari approvati dall’assemblea. In pratica, al momento di approvare il consuntivo, il condominio può decidere di non pagare al proprietario di un’unità abitativa un eventuale debito (ad esempio per un rimborso assicurativo) per compensare i soldi delle quote non versate. Insomma: ti devo 100, mi devi 100, siamo a posto così. Questo, in estrema sintesi, quanto emerge da una sentenza del Tribunale di Teramo [1].

In linea generale, la compensazione è una modalità di estinzione di un’obbligazione che un soggetto ha verso un altro, come può essere quella inerente il pagamento della quota di spesa in condominio in base alla propria percentuale di proprietà.

Il modo più semplice – e anche più abituale – di rispettare quest’obbligo è quello di pagare puntualmente la quota al condominio. Può succedere, però, che in un momento di difficoltà o a causa di una «cattiva abitudine», il proprietario dell’immobile ritardi il versamento o non lo faccia. A sua volta, capita che lo stesso condomino vanti un credito nei confronti del condominio. In altre parole, entrambi hanno un credito e un debito reciproco.

Ed è qui che può intervenire la compensazione, per semplificare le cose: entrambi i debiti si possono estinguere senza che nessuno dei due soggetti effettuino materialmente un pagamento. La compensazione può essere anche solo parziale nel caso in cui i crediti siano diversi: chi ha il debito più elevato, dovrà corrispondere la differenza al creditore.

Non basta, però, la sola stretta di mano e «amici come prima»: ci vogliono determinate condizioni a seconda che la compensazione sia legale, giudiziale o volontaria. Nel primo caso, è necessario che le reciproche obbligazioni abbiano per oggetto somme di denaro o quantità di cose fungibili dello stesso genere, siano determinate nel loro ammontare e non siano sottoposte a termine non ancora scaduto. La compensazione giudiziale è quella stabilita da un magistrato, anche per una parte dell’obbligazione, su debiti omogenei ed esigibili. Il giudice, però, deve ritenere il debito di pronta e facile liquidazione. Infine, la compensazione volontaria è quella accordata dalle parti anche se non ci sono i presupposti che occorrono per le altre due.

In condominio, questo strumento può essere utilizzato, come detto, per recuperare delle somme non versate dal condomino, purché l’assemblea abbia dato parere positivo con apposita delibera.


note

[1] Trib. Teramo sent n. 260/2020.


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