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Pensione liberi professionisti senza cassa

28 Settembre 2020 | Autore:
Pensione liberi professionisti senza cassa

Chi esercita una professione ma non è iscritto a una gestione previdenziale di categoria può pensionarsi presso la gestione Separata: quali trattamenti ottiene?

Naturopata, home stager, mentor, counselor…Le nuove professioni aumentano in misura esponenziale, ma sono prive di gestioni previdenziali di categoria, al contrario delle professioni ordinistiche. Il che, però, non significa che i professionisti senza cassa siano privi della tutela previdenziale e non abbiano diritto alla pensione: chi esercita un’attività professionale e non ha un fondo di categoria, difatti, è obbligato all’iscrizione presso la gestione Separata dell’Inps. Si tratta della gestione di previdenza che tutela tutti coloro che svolgono lavori “atipici”: non solo i liberi professionisti non iscritti agli ordini (o comunque non obbligati all’iscrizione presso la gestione di categoria o privi di gestioni di riferimento), ma anche i lavoratori autonomi occasionali, i collaboratori, i dottorandi, gli amministratori, i revisori e i componenti di collegi e commissioni, nonché coloro che sono retribuiti con i nuovi voucher, ossia col contratto di prestazione occasionale e col libretto famiglia.

Ma quale pensione per i liberi professionisti senza cassa e per tutte le categorie di lavoratori iscritte alla gestione separata?

Gli iscritti presso questa gestione hanno diritto alla generalità dei trattamenti pensionistici spettanti agli iscritti presso gli altri fondi amministrati dall’Inps. Ci sono però importanti eccezioni: presso la gestione Separata, ad esempio, non è possibile ottenere l’opzione donna, cioè un trattamento pensionistico agevolato che spetta alle sole lavoratrici, con un minimo di 58 o 59 anni di età e 35 anni di contributi.

L’Inps, poi, non ammette la ricongiunzione dei contributi accreditati presso la gestione Separata verso le altre gestioni amministrate dall’Istituto, ma ammette unicamente il computo, cioè la possibilità di far confluire tutti i contributi presenti nelle altre casse verso la gestione Separata. Quest’operazione per l’interessato non comporta oneri, ma comporta il ricalcolo contributivo dell’assegno pensionistico, ricalcolo che solitamente è penalizzante.

Infine, per ottenere determinate pensioni presso la gestione Separata è indispensabile che l’importo del trattamento sia superiore a determinate soglie, commisurate all’assegno sociale. Non è facile superare queste soglie, in quanto tutte le pensioni, presso la gestione, sono calcolate col sistema integralmente contributivo, che risulta penalizzante (qui la Guida al calcolo contributivo della pensione).

Ma procediamo con ordine e osserviamo quali trattamenti si possono ottenere presso la gestione Separata.

Pensione anticipata

Presso la gestione Separata, come avviene presso la generalità delle gestioni Inps, si può ottenere la pensione anticipata ordinaria, con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, più un’attesa pari a 3 mesi dalla maturazione dei requisiti alla liquidazione del trattamento, detta finestra.

Ma la gestione separata esiste soltanto dal 1996: come ottenere oltre 42 anni di contributi presso questa cassa, allora, dal momento che l’anzianità massima conseguibile per il professionista iscritto è pari a circa 25 anni (si possono solo riscattare i periodi di collaborazione coordinata e continuativa anteriori al 1996, sino a un massimo di 5 anni)?

Fortunatamente, la pensione anticipata si può ottenere anche in regime di cumulo, cioè sommando gratuitamente i contributi accreditati presso altre casse e non coincidenti.

Marcantonio possiede 23 anni di contributi accreditati presso la gestione Separata e altri 20 anni di contributi accreditati presso il Fondo pensione lavoratori dipendenti dell’Inps, non coincidenti. Avendo dunque alle spalle 43 anni di contributi non coincidenti, può ottenere la pensione anticipata in regime di cumulo presso la gestione separata, per la quale sono richiesti 42 anni e 10 mesi di contribuzione.

Pensione anticipata precoci

Lo stesso discorso vale per la pensione anticipata rivolta ai lavoratori precoci, cioè a coloro che possiedono almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del compimento dei 19 anni di età e appartengono a particolari categorie tutelate: invalidi dal 74%, caregiver, addetti ai lavori usuranti e gravosi, disoccupati di lungo corso. Questo trattamento non richiede 42 anni e 10 mesi, o 41 anni e 10 mesi di contribuzione, ma solo 41 anni di versamenti.

Non è possibile, ad oggi, avere alle spalle 41 anni di contributi, tutti accreditati presso la gestione Separata. Peraltro, per ottenere questa pensione è indispensabile possedere almeno un contributo accreditato alla data del 31 dicembre 1995.

Fortunatamente, anche questo trattamento può essere ottenuto in regime di cumulo: l’iscritto presso la gestione Separata può dunque sommare gli anni mancanti al requisito contributivo, utilizzando i versamenti accreditati presso le altre gestioni. Per approfondire: Pensione anticipata precoci.

Pensione anticipata quota 100

Anche la pensione anticipata quota 100, sebbene non possa essere raggiunta con la sola contribuzione accreditata presso la gestione Separata, in quanto richiede almeno 38 anni di contributi, può essere raggiunta attraverso il cumulo. In particolare, si possono sommare, ai fini del diritto alla pensione quota 100, tutti i contributi non coincidenti accreditati presso le altre gestioni Inps.

Oltre ai 38 anni di contribuzione, per il diritto alla quota 100 è richiesto anche il compimento dei 62 anni di età. Entrambi i requisiti, contributivo e anagrafico, devono essere maturati entro il 31 dicembre 2021. Per approfondire: Pensione quota 100.

Pensione anticipata con 20 anni di contributi

Gli iscritti presso la gestione Separata possono ottenere, nel 2020 e sino al 31 dicembre 2022, la pensione anticipata con 64 anni di età e soli 20 anni di contributi. Si tratta della cosiddetta pensione anticipata contributiva, che può essere raggiunta, nel 2020, con i seguenti requisiti:

  • almeno 64 annidi età;
  • almeno 20 anni di contributi effettivi;
  • un assegno di pensione pari almeno a 2,8 volte l’assegno sociale, cioè pari a 1287,52 euro mensili (valore in vigore per l’anno 2020).

Pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia ordinaria è un trattamento che gli iscritti alla gestione separata possono ottenere alle seguenti condizioni:

  • 67 anni di età, dal 1° gennaio 2019 sino al 31 dicembre 2022;
  • 20 anni di contributi;
  • un assegno mensile superiore a 1,5 volte l’assegno sociale, cioè superiore a 689,75 euro nel 2020 (459,83 x 1,5).

La pensione di vecchiaia può essere ottenuta anche in regime di cumulo.

Pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi

Gli iscritti presso la gestione Separata possono anche ottenere, con un minimo di 5 anni di contributi, la pensione di vecchiaia con 71 anni di età. Per questa pensione non sono richieste soglie minime di assegno, quindi il lavoratore può pensionarsi anche se il trattamento è molto basso.

Pensione in totalizzazione

Gli iscritti presso la gestione separata, oltreché attraverso il cumulo dei contributi, possono sommare i versamenti accreditati nelle altre casse, ai fini del diritto alla pensione, anche attraverso la totalizzazione.

La totalizzazione, come il cumulo, è infatti uno strumento che consente di considerare unitariamente gli accrediti presso casse diverse per il diritto alla pensione. Come avviene per il cumulo, ai fini della misura della pensione ogni cassa liquida separatamente la quota di propria competenza. Spesso, però, è applicato il ricalcolo contributivo dell’assegno, ricalcolo che normalmente risulta penalizzante (non lo è per gli iscritti presso la gestione Separata, in quanto a questi lavoratori si applica già il calcolo integralmente contributivo).

Attraverso la totalizzazione si può ottenere:

  • la pensione di vecchiaia, con un minimo di 66 anni di età, 20 anni di contributi e un assegno pari a 1,5 volte l’assegno sociale; dalla maturazione dei requisiti alla liquidazione della pensione, si deve attendere un periodo di finestra pari a 18 mesi;
  • la pensione di anzianità, con un minimo di 41 anni di contributi e l’attesa di un periodo di finestra pari a 21 mesi;
  • la pensione di inabilità, se l’interessato è riconosciuto inabile a qualsiasi attività lavorativa in modo permanente ed assoluto e possiede almeno 5 anni di contributi, di cui 3 accreditati nell’ultimo quinquennio;
  • la pensione ai superstiti.

Pensione supplementare

Anche gli iscritti presso la gestione Separata che risultano già pensionati presso un’altra cassa possono comunque ottenere un trattamento pensionistico da questa gestione: si tratta della cosiddetta pensione supplementare.

Nel dettaglio, il lavoratore ottiene la pensione supplementare al compimento dell’età utile per la pensione di vecchiaia ordinaria, pari a 67 anni, a prescindere dalla cassa che eroga il trattamento pensionistico principale e a prescindere dai contributi posseduti presso la gestione separata.

Il trattamento, essendo calcolato col sistema integralmente contributivo, dipende ovviamente dai versamenti e dagli accrediti effettuati.



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