Spese di resistenza: paga l’assicurazione

31 Agosto 2020
Spese di resistenza: paga l’assicurazione

Il cliente è coperto anche oltre il massimale, purché nei limiti fissati dal Codice civile.

Non solo le spese di soccombenza: l’assicurato ha diritto a vedersi rifondere anche le spese di resistenza, servite per pagare il proprio avvocato in una causa di risarcimento danni. L’importo può anche oltrepassare il valore del massimale, cioè il livello massimo che può essere risarcito per i danni provocati a terze persone. Basta che resti entro il limite fissato dal Codice civile.

È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, con un’ordinanza emessa oggi [1], che dà ragione al cliente di un’assicurazione che era stato citato in giudizio dal proprio condominio, per danni a un appartamento causati da infiltrazioni d’acqua.

In queste circostanze, come prevede il Codice civile [2], chi viene trascinato in tribunale da qualcuno che gli fa causa per ottenere un risarcimento danni si ritrova a sostenere tre tipi di spese: le spese di soccombenza, cioè quelle da versare alla parte che vince la causa per risarcirla; le spese di resistenza, ovvero le spese legali, per pagare un avvocato che segua la causa e «resista», appunto, alla pretesa della parte avversa; le spese di chiamata in causa dell’assicurazione, che è tenuta a risarcire al cliente parte di questi costi.

Il protagonista della vicenda, l’uomo accusato di aver arrecato un danno all’appartamento e quindi al condominio, ha impugnato in Cassazione la sentenza della Corte d’Appello nella parte che riguardava il rimborso, dall’assicurazione, delle spese da lui sostenute. Gli era stato riconosciuto il diritto alla rifusione delle sole spese di soccombenza: lui chiedeva anche la restituzione di quelle di resistenza. La Suprema Corte ha chiarito che gli spettano e anche in eccedenza rispetto al massimale, purché entro i limiti stabiliti dal Codice civile.


note

[1] Cass civ. sez. VI ord. n. 18076 del 31/08/2020;

[2] 1917 c.c..


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