Scuola: Speranza non esclude la didattica online

31 Agosto 2020 | Autore:
Scuola: Speranza non esclude la didattica online

Il ministro della Salute al termine di un summit internazionale sul rientro a scuola: pronti in caso di quarantene e sospensioni temporanee.

La priorità è quella di far tornare gli studenti tra i banchi di scuola. Con tutte le misure di sicurezza necessarie, purché docenti e alunni tornino a lavorare nelle aule. Tuttavia, non è detto che la didattica a distanza finisca nel cassetto dei tristi ricordi di un periodo drammatico, quello del lockdown per coronavirus. Anzi, la battuta di oggi del ministro della Salute Roberto Speranza fa pensare che il Governo sta preparando un piano B per un’eventuale seconda ondata della pandemia in Italia.

Al termine del summit che ha visto insieme i rappresentanti di 53 Paesi per dare delle indicazioni su procedure condivise per il rientro a scuola, Speranza ha condiviso il pensiero espresso nella dichiarazione conclusiva: «È realistico – si legge nel documento firmato anche dal nostro ministro – preparare e pianificare la disponibilità dell’apprendimento online per integrare l’apprendimento nel prossimo anno scolastico. Le lezioni online saranno necessarie durante le chiusure temporanee, possono essere necessarie durante la quarantena episodica e possono integrare l’apprendimento scolastico in circostanze in cui i bambini alternano la presenza scolastica per rispettare le esigenze di allontanamento fisico nelle aule più piccole».

Frasi che contengono la notizia nella notizia, come si suol dire in gergo giornalistico. Non solo si esorta i ministeri competenti a predisporre un piano di apprendimento a distanza, ma si suggerisce che nei prossimi mesi ci saranno (o ci potranno essere) delle «chiusure temporanee» e qualche «quarantena episodica».

Non solo: «Dovranno essere attuate politiche specifiche per i bambini a rischio con esigenze di apprendimento o condizioni di salute speciali», si legge ancora, «nonché per gli educatori con condizioni di salute che li rendono vulnerabili a infezioni più gravi».

Nel frattempo, quando gli alunni torneranno fisicamente in aula, dovranno essere osservate le più severe misure di prevenzione già annunciate in Italia: «Le misure protettive relative all’igiene delle mani – spiegano Speranza e il direttore regionale per l’Europa dell’Oms, Hans Kluge – alle distanze fisiche, all’uso di mascherine dove appropriato e allo stare a casa in caso di malattia sono le pietre angolari di un’istruzione scolastica sicura all’interno della realtà Covid-19».



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