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Non è obbligatorio il controllo annuale delle caldaie

21 Novembre 2013
Non è obbligatorio il controllo annuale delle caldaie

Obbligatorio solo il controllo di efficienza energetica (“controllo fumi”) da farsi ogni 2 o 4 anni; la manutenzione ordinaria, invece, deve seguire i consigli del manutentore, senza obblighi di legge. Le precisazioni di Federconsumatori.

Giungono numerose segnalazioni da parte di cittadini che, in questo periodo, hanno trovato nelle loro cassette delle lettere, delle cartoline postali. In esse, alcuni professionisti specializzati ricordano l’obbligo di effettuare la manutenzione delle caldaie almeno “una volta l’anno”. Tuttavia, la normativa del settore è cambiata dal mese di luglio 2013; pertanto è bene fugare il campo dagli equivoci generati da tali comunicazioni erronee.

La legge [1] dispone che la periodicità dei controlli e della manutenzione della caldaia non è annuale, ma deve essere effettuata secondo quando prescritto e secondo i tempi contenuti nelle istruzioni tecniche per l’uso e la manutenzione forniti dall’impresa installatrice dell’impianto. Nel caso, invece, in cui l’impresa installatrice non abbia fornito proprie istruzioni specifiche o queste non siano più disponibili, le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione degli apparecchi e dei dispositivi facenti parte dell’impianto termico devono essere eseguite conformemente alle prescrizioni e con la periodicità contenute nelle istruzioni tecniche relative allo specifico modello elaborate dal fabbricante.

Pertanto, riassumendo, dal 12 luglio 2013, data in cui è entrato in vigore il nuovo decreto appena indicato, pur essendo stato mantenuto l’obbligo di far effettuare i controlli a ditte abilitate, sono cambiati il campo di applicazione e la periodicità degli stessi.

Per la cadenza dei controlli di efficienza energetica (controllo fumi), per impianti di potenza compresa da 10 e 100 kiloWatt, nei quali rientrano tutti quelli domestici, compresi quelli di piccoli condomini, i controlli devono essere effettuati ogni 2 anni se l’impianto è alimentato a combustibile liquido o solido e ogni 4 anni se alimentato a gas, metano o GPL.

Per gli impianti di potenza pari o superiore a 100kW, i tempi sono rispettivamente dimezzati.

Per quanto riguarda la manutenzione ordinaria, se non diversamente esplicitato come obbligatorio dal libretto fornito dall’installatore, o, in mancanza di questo, dal libretto del fabbricante, si seguono i consigli del manutentore senza alcun obbligo di legge.

Tali sono le conclusioni condivise da Federconsumatori in un comunicato ufficiale apparso sui principali giornali.


note

[1] Art. 7 del DPR 74/2013.


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27 Commenti

  1. @fabrizio:
    Report chiaro e esaustivo ma, come potrai sincerarti tu stesso, in Italia riusciamo sempre a fare un po’ alla come mi piace; prendi esempio della regione veneto dove si rimanda al DPR 74/2013 per quanto attiene l’argomento in oggetto ma…l’RCEE viene imposto ad OGNI manutenzione ordinaria, come chiaramente detto nelle F.A.Q. e ribaditomi da ing. competente in regione via mail.
    A mio avviso il DPR riferisce la tabella in allegato A alla periodicità dei controlli RCEE e non all’invio dei rapporti, in nessun caso menzionati nell’art.8 comma 2 il quale richiama l’allegato A. Ovvio che, se come inteso a mio avviso, il manutentore segue la periodicità espressa in tabella farà una verifica RCEE ogni 4 anni per generatori a gas, 2 per solido o liquido, ecc ecc a meno che non rientri in quanto indicato dal comma 3 dell’art. 8…
    Ora, che sia come la vedo io o che sia come la vedi tu non cambia la sostanza, ma in regione Veneto glielo vai a spiegare tu che non sanno leggere un testo di legge se non nel modo in cui, guarda caso, gli comoda più a loro, cioè facendo buttare una barca di soldi ai poveri malcapitati residenti in Veneto?
    Grazie della tua attenzione.

    Matteo

  2. ogni quanto tempo devo fare il controllo su caldaia a gasolio con eta SUP AI 15 ANNI PREMETTO VIVO IN LIGURIA

  3. Confermo che in Veneto interpretano l’ art. 8 in maniera “strana” (conrollo dei fumi ad ogni manuntenzione)e quello che da piu’ fastidio, e’ la supponenza di essere i piu’ bravi.Va anche detto che sono state fatte delle delibere (1363) dove stranamente eì sparita la parola “eventuale” manuntenzione e non c’ e’ traccia del comma 2 quindi,da verificare la regolarita’.A quasi 2 anni dall’ entrata in vigore di questa legge,tutte le associazioni di consumatori oltre a qualche articoletto,non stano facendo nulla di concreto e proprio per quesro dovremo essere noi cittadini a farci sentire

  4. Il D.P.R. 74/2013 presenta delle evidenti criticita’ nei seguenti punti:
    1) la cadenza della manuntenzione ordinaria viene praticamente delegata ai manuntentori,i quali hanno tutto l’ interesse di farla fare prima possibile (sfido chiunque a trovare un manuntentore che indica la manuntenzione oltre 1 anno)
    2) L’ art. 8 dell’ efficienza energetica non e’ scritto bene e potrebbe lasciare spazio ad interpretazioni soggettive (come in Veneto).Se si legge bene pero’,si nota che recita “in occasione degli interventi di controllo ed eventuale manuntenzione…”e non in occasione di OGNI intervento,infatti la parola manuntenzione e’ preceduta da “eventuale”.In ogni caso,il comma 2 stabilisce che la cadenza e’ definita dall’ allegato A.Lo stesso allegato viene ripreso al comma 5 per indicare la trasmissione. Alcuni manuntentori (forse per un loro vantaggio) fanno confusione con questo allegato,ma in realta’ usando anche il buon senso,non dovrebbero esserci dubbi per il semplice motivo che avrebbe poca efficacia obbligare a fare il controllo dell’ efficienza energetica ogni anno e poi obbligare a trasmetterlo ogni 4 anni
    Le varie associazioni dei consumatori oltre a qualche comunicato,finora non si sono prodigate a difendere i consumatori costretti a sostenere delle spese maggiori

    1. Facciamo un pò di chiarezza.
      il rapporto efficienza energetica è una cosa; la manutenzione ordinaria un altra.
      il rapporto eff. energ. come da legge n art. ecc. ecc anche europea è ogni 4 anni e ci va allegato un bollino per mantenere organi preposti al controllo e le verifiche.
      la manutenzione non è obbligatoria è rimandata al libretto caldaia del costruttore che dice : la manutenzione ordinaria cioè, controllo vaso espansione ,pulizia scambiatore primario, controllo dei vari organi elettronici, tubi fumi ecc. ecc. …
      Quando questo non è presente è demandata al manutentore,.
      Qui non è colpa nostra se la legge prevede questo e comunque prescritto anche da tutti i costruttori di caldaie .
      Comunque vorrei vedere, quanti durante il periodo di funzionamento se non ricaricano il vaso d’espansione avranno problemi con la pressione dell’acqua impianto che riscaldandosi aumenterà di pressione e se il vaso sarà sgonfio inevitabilmente si perderà dell’acqua dalla valvola di sicurezza , questo creerà grossi problemi all’impianto riaggiungendo acqua di continuo, l’impianto si imbratterà di fanghi o di calcare con costi onerosi per ripristinare lo scambiatore al rendimento e funzionamento normale, visto che poi lo scambiatore primario non avrà più la sua efficienza energetica il famoso rendimento ed inquinamento.
      Quindi anche dovessimo decidere noi installatori manutentori, non dichiareremmo mai diversamente da quello che prescrivono tutte le case costruttrici di caldaie.

  5. Salve, l ultimo controllo della caldaia l ho fatto a gennaio 2018, con tanto di pagamento del bollino obbligatorio comunale che va fatto ogni 2anni,adesso che siamo a fine gennaio 2019 è obbligatorio che faccio il controllo fumi?

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