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Documenti pubblicazioni di matrimonio

30 Ottobre 2020
Documenti pubblicazioni di matrimonio

Cosa occorre per richiedere le pubblicazioni all’ufficio Anagrafe del Comune di residenza di uno degli sposi.

Hai chiesto alla tua fidanzata di sposarti. Siete al settimo cielo perché tra qualche mese diventerete marito e moglie e, finalmente, potrete coronare il vostro sogno d’amore. Ci sono tantissime cose da organizzare: l’abito nuziale, la lista degli invitati, la scelta del ristorante, la luna di miele, il fotografo, ecc.

In questo articolo ci soffermeremo, in particolare, sui documenti necessari per le pubblicazioni di matrimonio. Per ottenere il nulla osta, infatti, sono indispensabili il documento d’identità, la richiesta del parroco e la marca da bollo. Si tratta di un adempimento burocratico a cui non è possibile sottrarsi. Ma procediamo con ordine e vediamo insieme tutto quello che serve per richiedere le pubblicazioni all’ufficio Anagrafe del Comune di residenza.

Chi può contrarre matrimonio?

In Italia, il matrimonio è riservato esclusivamente alle coppie eterosessuali, cioè quelle formate da un uomo e una donna, che sono in possesso dei seguenti requisiti:

  • la maggiore età;
  • la capacità di intendere e di volere;
  • la libertà di stato;
  • l’assenza di condanna per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altro.

Inoltre, i nubendi non devono essere legati tra di loro da alcun rapporto di parentela, affinità, adozione e affiliazione.

Cosa sono le pubblicazioni di matrimonio?

Devi sapere che tra gli adempimenti da rispettare prima della celebrazione del matrimonio ci sono anche le pubblicazioni. In sostanza, i futuri sposi devono recarsi all’ufficio Anagrafe del Comune di residenza di uno dei due e dichiarare:

  • i propri dati anagrafici: nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza, codice fiscale, ecc.;
  • che non ci sono impedimenti al matrimonio. Ad esempio, non può sposarsi la coppia legata da vincoli di parentela.

Lo scopo delle pubblicazioni, naturalmente, è quello di far sapere alla comunità la propria volontà di sposarsi per consentire ai soggetti legittimati, che sono a conoscenza di determinati fatti, di opporsi al matrimonio.

Richieste le pubblicazioni (su un apposito modulo reperibile presso l’ufficio Anagrafe), l’ufficiale di Stato civile deve verificare che non ci sia alcun tipo di impedimento. In caso contrario, deve rilasciare ai nubendi un certificato con i motivi di rifiuto oppure richiedere qualche chiarimento supportato da documentazione.

Documenti pubblicazioni di matrimonio

Alla richiesta delle pubblicazioni è necessario allegare:

  • il documento d’identità in corso di validità;
  • il certificato contestuale (prodotto dall’ufficio Anagrafe del Comune) da cui risultano le informazioni anagrafiche e lo stato civile;
  • la richiesta di pubblicazioni rilasciata dal parroco della chiesa scelta (in caso di matrimonio religioso);
  • una marca da bollo da 16 euro se entrambi gli sposi sono residenti nello stesso Comune oppure due marche del medesimo importo in caso di residenza in Comuni differenti;
  • il nulla osta rilasciato dal consolato per il matrimonio con cittadino di diversa nazionalità;
  • l’autorizzazione del giudice tutelare se gli sposi hanno un’età compresa tra i 16 e i 18 anni.

Le pubblicazioni sono esposte sul sito web del Comune per 8 giorni (depositate per altri 3 giorni, nel caso di cerimonia religiosa) e perdono efficacia se il matrimonio non viene celebrato nei successivi 180 giorni. Se non emerge alcun tipo di impedimento e nessuno presenta opposizione, al parroco verrà consegnato il nulla osta al matrimonio. Se, invece, si è optato per il rito civile verrà rilasciato il certificato di eseguite pubblicazioni e il matrimonio potrà essere celebrato nei termini di legge.

Attenzione: la coppia che non ha richiesto le pubblicazioni non potrà sposarsi. Se il matrimonio viene celebrato ugualmente, sia gli sposi sia l’ufficiale di Stato civile saranno soggetti al pagamento di una sanzione amministrativa.

Pubblicazioni matrimonio: cosa fare per presentare opposizione?

A conclusione di questo articolo, voglio parlarti brevemente di cosa accade se qualcuno decide di opporsi alle nozze. Come ti ho già spiegato, le pubblicazioni assolvono la funzione di rendere pubblica la notizia che di lì a breve sarà celebrato un matrimonio. Ti faccio un esempio per farti capire meglio.

Tizio e Caia hanno deciso di sposarsi. I genitori di Caia, però, sono a conoscenza del rapporto di parentela che lega i due fidanzati, completamente ignari della vicenda.

In base al Codice, possono presentare opposizione i seguenti soggetti:

  • i genitori o, in loro mancanza, gli ascendenti e i collaterali entro il terzo grado di parentela (ad esempio, fratelli, sorelle, zii);
  • il tutore o il curatore, se uno degli sposi è soggetto a tutela o curatela;
  • il coniuge di uno degli sposi che vuole contrarre matrimonio con un’altra persona;
  • i parenti del precedente marito nel caso di matrimonio contratto in violazione del divieto temporaneo di nuove nozze, qualora il precedente sia stato sciolto;
  • l’ex coniuge e i parenti dello stesso, se il matrimonio è stato dichiarato nullo;
  • il pubblico ministero.

Per opporsi ad un matrimonio è necessario presentare un ricorso nel tribunale del luogo in cui è stata effettuata la pubblicazione di matrimonio. Se, ad esempio, l’opposizione ha ad oggetto il difetto d’età, la mancanza della libertà di stato, ecc., competente a pronunciarsi sarà il giudice civile. Negli altri casi, invece, cioè se l’opposizione riguarda la violazione di una norma di diritto canonico (ad esempio, non può celebrarsi un matrimonio tra due persone che non hanno ricevuto il sacramento del battesimo), allora il tribunale emette una sentenza di “non luogo a deliberare” e la parte interessata dovrà rivolgersi all’autorità religiosa perché decida in merito.



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