Cartelle sospese: verso un nuovo rinvio a dicembre

1 Settembre 2020 | Autore:
Cartelle sospese: verso un nuovo rinvio a dicembre

In Parlamento si ipotizza l’ulteriore slittamento del recapito dei plichi, il 90% dei quali contiene debiti per meno di 5mila euro.

C’è una concreta possibilità di un nuovo rinvio della notifica delle cartelle esattoriali sospese fino al 15 ottobre dal decreto Agosto. Se ne discute in Parlamento, dove si ipotizza la data del 1° dicembre, se non addirittura quella di fine anno come vorrebbe la Lega. Una mossa che farebbe contento il contribuente moroso ma che creerebbe qualche problema alle casse dello Stato: rinviare la riscossione significa rinviare l’incasso delle tasse e delle sanzioni non pagate.

Per quanto riguarda il contenuto delle cartelle, come rivela questa mattina Il Sole 24 Ore sulla base dei dati dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, nove cartelle sospese su dieci hanno al loro interno un debito inferiore ai 5mila euro e solo il 36% dei quasi 9 milioni di plichi riguarda tasse non versate. I numeri dell’Ader suggeriscono che la maggior parte dei debiti sono sostenibili, pur tenendo delle difficoltà economiche create dall’emergenza coronavirus. Tuttavia, quasi tre cartelle su quattro contengono un debito inferiore ai mille euro (soprattutto in Liguria, Toscana e Puglia). Oltre alle tasse non pagate, l’Ader reclama le sanzioni per violazioni al Codice della strada e i tributi locali non pagati (perlopiù Imu e Tari), specialmente in Calabria, Campania e Valle d’Aosta.

L’Agente della riscossione valuta la possibilità di far partire l’invio delle cartelle in modo scaglionato dopo aver individuato i criteri di priorità nel recupero coattivo dei crediti. Da quando, è quello che deve essere stabilito ancora dal Parlamento. Che, pur ipotizzando il nuovo rinvio al 1° dicembre, non può ignorare il conseguente costo per lo Stato. Lo slittamento deciso dal 1° settembre al 15 ottobre (data tuttora in vigore per la ripresa del recapito dei plichi) è costato all’Erario quasi 66 milioni di euro per il 2020 in termini di saldo netto da finanziare e 165,5 milioni di euro per il 2020 in termini di indebitamento netto. Insomma, un ulteriore rinvio vorrebbe dire per lo Stato tirar fuori altri soldi in attesa che entrino quelli dovuti dai contribuenti.



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