Statali: sì all’anticipo di Tfr e Tfs

1 Settembre 2020 | Autore:
Statali: sì all’anticipo di Tfr e Tfs

Via libera dalla Corte dei Conti al decreto che consente di avere un acconto dalla banca fino a 45mila euro. Ecco la procedura.

La Corte dei Conti ha dato parere positivo sul decreto della Funzione pubblica approvato il 28 agosto scorso che dà attuazione all’accordo quadro con l’Abi (Associazione delle banche italiane) per consentire ai dipendenti statali che vanno in pensione di chiedere l’anticipo del Tfr fino ad un massimo di 45mila euro. Si attende ora la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. A breve, il ministero della Funzione Pubblica caricherà sul proprio sito la procedura da seguire e l’elenco degli istituti che aderiscono all’accordo. Il sito del Ministero darà anche la possibilità di calcolare la decorrenza del proprio trattamento di fine rapporto o di fine servizio (Tfs).

Gli interessati dovranno inoltrare la domanda all’Inps per poter avere la certificazione che dà diritto all’anticipo entro 90 giorni dalla data di presentazione della richiesta. Dopodiché, occorrerà fare domanda alla banca – direttamente o tramite un patronato – con la certificazione dell’Inps, la bozza sottoscritta di contratto e lo stato di famiglia. Bisognerà precisare se si è divorziati o separati e indicare l’eventuale assegno di mantenimento versato al coniuge.

Fatto questo, la banca comunicherà la presentazione della domanda e l’accettazione della proposta di anticipo all’ente erogatore. L’Inps svolgerà tutte le verifiche entro 30 giorni e farà sapere alla banca della presa d’atto della conclusione del contratto. Infine, entro 15 giorni dalla data in cui ha efficacia il contratto, la banca erogherà l’anticipo sul conto corrente indicato dal richiedente.

Il trattamento di fine servizio spetta ai dipendenti pubblici che sono stati assunti prima del 2000 ed è pari all’80% della retribuzione erogata l’ultimo giorno di servizio moltiplicato per il numero degli anni di servizio riconosciuti.

Il trattamento di fine rapporto, invece, spetta a chi è stato assunto dopo il 2000 ed è pari ad all’accantonamento annuo di una mensilità messa da parte dall’amministrazione.

Tuttavia, la normativa prevede che entrambi i trattamenti non vengano erogati al lavoratore che va in pensione al momento della cessazione dell’attività, ma soltanto 12 mesi più tardi per chi percepirà la pensione di vecchiaia o 24 mesi dopo per chi va in pensione anticipata o con quota 100. Proprio per questo motivo, è stato sottoscritto l’accordo con le banche per chiedere un anticipo del Tfr o del Tfs, intesa che ora ha ricevuto il via libera dalla Corte dei Conti.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube