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Dimissioni telematiche: come fare

1 Settembre 2020
Dimissioni telematiche: come fare

A partire dal 2016 è stata introdotta un’apposita procedura che il lavoratore deve seguire se vuole porre fine al rapporto di lavoro.

Stai pensando seriamente di dimetterti dal posto di lavoro. Hai sentito dire che è necessario seguire un’apposita procedura per dimetterti. Vuoi sapere come fare per accedere a questa procedura e quali obblighi devi rispettare.

In passato, troppo spesso, le dimissioni del lavoratore non erano un suo atto libero e volontario ma erano in qualche modo imposte dal datore di lavoro. Per porre fine a questa pratica assolutamente non rispettosa di uno stato di diritto la legge ha introdotto l’obbligo di seguire un’apposita procedura online per rassegnare le dimissioni.

Se vuoi presentare le dimissioni telematiche e ti chiedi come fare devi sapere che tale procedura è molto semplice. Come vedremo, infatti, per i lavoratori meno abituati ad utilizzare internet, è possibile seguire la procedura di dimissioni online e anche per il tramite di soggetti intermediari.

Dimissioni del lavoratore: cosa sono?

Nel nostro ordinamento vale un generale principio di libertà negoziale. Ogni soggetto è libero di entrare o meno in un certo contratto ed è parimenti libero di uscire da quel contratto quando non ha più interesse a tenerlo in piedi. La libertà contrattuale vale anche nel contratto di lavoro. Il libero incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro porta il lavoratore ed il datore di lavoro a sottoscrivere il contratto di lavoro. La medesima libertà consente alle parti di sciogliere quel vincolo contrattuale quando non ne hanno più interesse.

In particolare, nel caso del dipendente, attraverso le dimissioni il lavoratore comunica al datore di lavoro la sua volontà di porre fine al contratto di lavoro e di sciogliersi dai relativi vincoli.

Dimissioni del dipendente: quali sono gli obblighi da rispettare?

Il principale obbligo che deve rispettare il lavoratore in caso di dimissioni è il periodo di preavviso di dimissioni [1]. Lasciare il posto di lavoro significa, infatti, imporre al datore di lavoro di riorganizzare la sua attività. Per fare questo, l’azienda deve avere un certo margine di tempo.

Proprio a tal fine, la legge prevede che il lavoratore, quando decide di dimettersi, debba rispettare il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicato al rapporto di lavoro.

La durata del preavviso dipende, solitamente, dalla categoria legale assegnata al lavoratore, dal livello di inquadramento del dipendente nonché dalla sua anzianità di servizio.

Dal punto di vista procedurale, a partire dal 2016, inoltre, il lavoratore può dimettersi solo seguendo un’apposita procedura telematica di dimissioni online [2].

Dimissioni telematiche: come fare?

La procedura di dimissioni telematiche è stata introdotta per evitare l’odioso fenomeno delle dimissioni in bianco. Spesso, in passato, il datore di lavoro faceva firmare al lavoratore, nel momento stesso in cui veniva assunto, una lettera di dimissioni senza data.

Il datore di lavoro teneva la lettera nel cassetto e la tirava fuori non appena aveva interesse a mandare via il dipendente.

Per porre fine a tale pratica incivile la legge ha, quindi, deciso di introdurre un’apposita procedura telematica per le dimissioni.

Lo scopo è quello di accertare l’effettiva identità del lavoratore (attraverso la procedura di identificazione digitale) e la sua effettiva volontà di porre fine al rapporto di lavoro.

La procedura telematica di dimissioni deve essere seguita sia in caso di dimissioni volontarie che in caso di dimissioni per giusta causa che in caso di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

La procedura di dimissioni telematiche può essere seguita dal lavoratore da solo oppure per il tramite di soggetti abilitati. Se vuole procedere da solo, il lavoratore deve accedere all’apposito form presente nel sito cliclavoro.gov.it.

Per autenticarsi e procedere all’inoltro della comunicazione di dimissioni, il lavoratore deve essere in possesso del Pin  dispositivo Inps oppure dello Spid. A quel punto, il lavoratore potrà accedere nell’area dedicata nella quale gli verrà richiesto di compilare una serie di campi (credenziali, dati identificativi del rapporto di lavoro, tipologia di cessazione, data di efficacia delle dimissioni, etc.).

Dal 15 novembre 2020, però, il Pin dispositivo Inps non è più accettato per l’accesso al portale dei servizi del ministero del Lavoro: l’unico sistema con cui è possibile effettuare la pratica delle dimissioni resta lo Spid, il sistema di identità digitale.

Il lavoratore potrà revocare le dimissioni entro 7 giorni dall’inoltro della comunicazione.

Con la procedura di dimissioni telematiche, la comunicazione di dimissioni arriverà automaticamente alla Pec del datore di lavoro il lavoratore non dovrà, quindi, inviare alcuna comunicazione (nè cartacea, né tramite mail) al datore di lavoro.

Se preferisce, il lavoratore può presentare le dimissioni telematiche anche rivolgendosi a soggetti abilitati ovvero organizzazioni sindacali, enti bilaterali, patronati, commissioni di certificazione dei rapporti di lavoro, consulenti del lavoro, sedi locali dell’Ispettorato nazionale del lavoro.


note

[1] Art. 2118 cod. civ.

[2] D.lgs. 151/2015.


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