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Risarcimento per incidente causato da strada ghiacciata

1 Settembre 2020
Risarcimento per incidente causato da strada ghiacciata

Incidente stradale e risarcimento del danno: quando il Comune è responsabile per la lastra di ghiaccio che fa slittare la macchina. 

Durante la stagione invernale, una delle principali cause di incidenti è la strada ghiacciata che coglie spesso impreparati gli automobilisti. 

Le lastre di ghiaccio che si formano sull’asfalto, specie durante la notte, costituiscono un’insidia non facilmente visibile (per via del loro colore trasparente), né prevedibile (si pensi al tratto stradale che si apre subito dopo una curva stretta).

In tali condizioni, è facile perdere il controllo del veicolo con conseguente sbandamento sull’altra corsia o contro la vegetazione intorno. Quali tutele può allora invocare l’automobilista danneggiato?

Una recente ordinanza della Cassazione [1] ha vagliato la possibilità di ottenere il risarcimento per incidente causato da strada ghiacciata, analizzando l’eventuale responsabilità dell’ente titolare della strada (nel caso di specie, si trattava del Comune, ma il discorso può essere esteso a qualsiasi altra amministrazione). 

Di tanto parleremo più diffusamente nel corso del seguente articolo; forniremo tutti i consigli pratici necessari a chi si trovi in una situazione del genere. Ma procediamo con ordine.

Chi è responsabile della strada?

Ai sensi dell’articolo 14 del Codice della strada, l’ente proprietario della strada deve garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, provvedendo alla manutenzione, gestione e pulizia dell’asfalto. Tanto al fine di evitare incidenti causati da asperità, detriti causati da agenti atmosferici, oggetti lasciati da altri automezzi, ecc.

A questo dovere corrisponde l’obbligo di risarcimento per tutti i danni causati dalla strada agli automobilisti. Risarcimento che discende dall’articolo 2051 del Codice civile a norma del quale il titolare o il custode di una cosa – come appunto la strada – è responsabile per i danni da essa procurati a terzi, a meno che non dimostri che l’evento si è verificato per un «caso fortuito». Il caso fortuito è un evento imprevedibile e inevitabile; è tutto ciò che non può essere eliminato anche con un comportamento diligente (si pensi all’improvvisa crepa che si realizzi su una strada a causa di una frana o di un terremoto).

Al danneggiato spetta dimostrare: 

  • l’esistenza dell’insidia riscontrata sulla strada, che ha determinato l’incidente;
  • che l’incidente è stato determinato solo dall’insidia e non da altre cause.

Alla PA, invece, spetta provare il «caso fortuito» ossia che il sinistro si è verificato per cause impreviste e imprevedibili, non tempestivamente eliminabili o segnalabili oppure determinate esclusivamente dal comportamento del danneggiato.

Il tipico caso fortuito è costituito dall’eccesso di velocità del danneggiato, da un suo comportamento imprudente o distratto. Si pensi a chi, pur dinanzi a una strada ghiacciata facilmente visibile non faccia nulla per moderare l’andatura alla condizione dei luoghi.

A chi chiedere il risarcimento per la strada ghiacciata?

A seconda del tipo di strada ove è avvenuto l’incidente, il risarcimento va chiesto al relativo titolare che può essere ad esempio il Comune, la Provincia, la Regione, l’Anas per le strade statali, la società di gestione dell’autostrada.

Ma prima di chiedere il risarcimento è necessario verificare se sussista la responsabilità dell’ente e, quindi, escludere ogni concorso di colpa del danneggiato.

Responsabilità del Comune per la strada ghiacciata

La Cassazione ha sposato, di recente, la linea dura nei confronti dei Comuni, anche quelli con un’ampia estensione territoriale, tale da non consentire un immediato e diretto controllo dell’intera superficie. 

Secondo la Corte, il Comune è tenuto a risarcire l’incidente occorso a causa del ghiaccio sulla strada. 

Solo l’imprevedibilità del danno, determinato da una lastra formatasi nelle ore immediatamente anteriori al sinistro (tale quindi da non poter essere eliminata nell’immediatezza) o da una condotta negligente dell’automobilista, può escludere la responsabilità dell’ente locale. Ma tale prova spetta appunto al titolare della strada. In assenza di essa, il risarcimento è dovuto.

Nella pronuncia è stato analizzato il caso di un incidente mortale su un tratto di strada su cui il Comune non aveva sparso il sale da oltre 10 giorni, comportamento questo ritenuto oltremodo colpevole; secondo i giudici, era stato proprio il difetto di manutenzione dell’asfalto a determinare lo sbandamento del conducente con conseguente morte. Peraltro, è normale che, durante la stagione invernale, il ghiaccio si formi più facilmente, il che dovrebbe suggerire una maggiore diligenza da parte dell’ente titolare del suolo; pertanto, l’amministrazione dovrebbe essere sempre pronta a tenere sotto controllo l’asfalto.

La PA che voglia liberarsi da ogni responsabilità dovrebbe, come anticipato, dimostrare eventualmente la condotta imprudente e negligente del danneggiato. Infatti, quando il conducente del veicolo ha la possibilità di prevedere e, quindi, di evitare l’insidia stradale, i danni da esso patiti non possono essere oggetto di richiesta di risarcimento nei confronti dell’ente proprietario. 

La prova

Come detto, spetta al danneggiato dimostrare l’evento (l’incidente) e il cosiddetto rapporto di causa-effetto ossia che l’evento è stato determinato unicamente dall’insidia (la strada ghiacciata). Questa prova può essere fornita innanzitutto con una fotografia dello stato dei luoghi. Se sono intervenute le autorità, il verbale da queste redatto farà pubblica fede e avrà valore in un eventuale processo. 

Sarà poi necessario corroborare il tutto con una dichiarazione testimoniale di chi abbia visto in prima persona l’auto sbandare proprio a causa della lastra ghiacciata.

Prima di intraprendere il giudizio, sarà opportuno inviare una diffida scritta all’ente titolare della strada per chiedere il risarcimento in via bonaria. 


note

[1] Cass. ord. n. 18079/20.


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