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Il datore di lavoro può rifiutare le dimissioni per giusta causa?

1 Settembre 2020
Il datore di lavoro può rifiutare le dimissioni per giusta causa?

In alcuni casi il comportamento del datore di lavoro legittima il lavoratore ad andarsene senza preavviso.

Sono diversi mesi che non ricevi lo stipendio. Sei stufo di questa situazione e vuoi andartene. Ti chiedi se, in questo caso, puoi dimetterti in tronco. Come vedremo, il caso del datore di lavoro che non paga regolarmente lo stipendio al dipendente è una di quelle ipotesi in cui il lavoratore può dimettersi per giusta causa, senza rispettare il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo di lavoro.

Ma il datore di lavoro può rifiutare le dimissioni per giusta causa? La risposta è sì. O meglio: il datore di lavoro non può impedire al dipendente di dimettersi ma può contestare il fatto che le dimissioni siano basate su una giusta causa.

Solitamente, infatti, il datore di lavoro contesta la sussistenza di una giusta causa di dimissioni e tratta, dunque, il recesso del lavoratore come se fosse un caso di dimissioni volontarie.

Cosa sono le dimissioni per giusta causa?

Nel contratto di lavoro, entrambe le parti (datore di lavoro e lavoratore) possono recedere dal rapporto rispettando il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicato [1].

Il datore di lavoro, oltre al rispetto del preavviso di licenziamento, deve anche indicare il motivo (giusta causa o giustificato motivo) che ha reso necessario il licenziamento.

Il dipendente, invece, può dimettersi senza dover necessariamente indicare una motivazione e con il solo rispetto del periodo di preavviso.

In certi casi, tuttavia, le dimissioni del lavoratore non sono un atto volontario ma sono in qualche modo imposte da un gravissimo comportamento del datore di lavoro che non consente al dipendente di portare avanti il rapporto, nemmeno per un istante. In questi casi parliamo di dimissioni per giusta causa [2].

Il principale effetto delle dimissioni per giusta causa è l’esonero dal rispetto del periodo di preavviso. Se il datore di lavoro pone in essere un comportamento qualificabile come giusta causa di dimissioni, dunque, il dipendente può dimettersi in tronco, dall’oggi al domani, senza rispettare il preavviso.

Sarà, al contrario, il datore di lavoro a dovergli riconoscere l’indennità sostitutiva del preavviso, proprio come se fosse stato lui a licenziare il dipendente.

Dimissioni per giusta causa: la casistica

È fondamentale chiarire quali sono i comportamenti scorretti del datore di lavoro che possono essere considerati giusta causa di dimissioni. L’importanza di questa informazione deriva dalle importanti conseguenze che scattano in caso di dimissioni per giusta causa. Solo se c’è giusta causa, infatti, il lavoratore è esonerato dall’obbligo del rispetto del preavviso.

Inoltre, solo in caso di giusta causa di dimissioni, il datore di lavoro deve corrispondere al dipendente l’indennità sostitutiva del preavviso.

La giusta causa è un concetto generale ed astratto previsto dalla legge. E’ stata dunque la giurisprudenza, analizzando i casi concreti portati alla sua attenzione, ad identificare le fattispecie che possono essere considerate giusta causa di dimissioni.

In particolare, si considerano giusta causa le dimissioni determinate:

  • dal mancato pagamento della retribuzione;
  • dall’essere stato vittima di molestie nei luoghi di lavoro;
  • dall’aver subito modificazioni peggiorative delle mansioni lavorative;
  • dall’aver subito condotte inquadrabili sotto la fattispecie del mobbing;
  • dall’aver subito variazioni notevoli delle proprie condizioni lavorative a seguito di una cessione dell’azienda o di un ramo di azienda;
  • dall’essere stato trasferito in una sede di lavoro senza la sussistenza delle comprovate esigenze tecniche, organizzative e produttive richieste dalla legge;
  • dall’essere stato oggetto di un comportamento ingiurioso da parte del superiore gerarchico.

Il datore di lavoro può rifiutare le dimissioni per giusta causa?

Quando ricorre una ipotesi di giusta causa di dimissioni, il lavoratore può dimettersi per giusta causa senza rispettare il periodo di preavviso di dimissioni previsto dal Ccnl e può chiedere al datore di lavoro di versargli l’indennità sostitutiva del preavviso.

Nella gran parte dei casi, tuttavia, il datore di lavoro rifiuta le dimissioni per giusta causa in quanto contesta che, nel caso di specie, sussista una giusta causa di dimissioni.

Non riconoscendo sussistente una ipotesi di giusta causa di dimissioni, il datore di lavoro tratterà il recesso del dipendente come una ipotesi di dimissioni volontarie rassegnate senza il rispetto del periodo di preavviso. Conseguentemente, il datore di lavoro tratterrà dalle spettanze finali dovute al lavoratore l’indennità sostitutiva del preavviso di dimissioni.

In questi casi, non resta che agire di fronte al giudice del lavoro per chiedere l’accertamento della sussistenza di una ipotesi di giusta causa di dimissioni.

Se il giudice darà ragione al lavoratore, il datore di lavoro dovrà restituirgli l’indennità sostitutiva del preavviso trattenuta e versargli l’indennità sostitutiva del preavviso mai erogata.

Se il giudice, al contrario, darà ragione al datore di lavoro, il comportamento dell’azienda verrà reputato corretto e nulla sarà dovuto al dipendente.

 


note

[1] Art. 2118 cod. civ.

[2] Art. 2119 cod. civ.


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