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Carcere per chi paga la multa ma, per il taglio punti, dà il nome di un altro soggetto

21 Novembre 2013
Carcere per chi paga la multa ma, per il taglio punti, dà il nome di un altro soggetto

Rischia una condanna per falso ideologico l’automobilista che fornisce alla polizia il nominativo di un altro soggetto come effettivo conduce del mezzo, al fine di sottrarsi alla decurtazione dei punti sulla patente.

Attenti a fornire falsi dati alla polizia!

Falso ideologico: è questo il reato che commette chi, dopo aver subìto la multa e averla pagata, indica alla polizia il nome di un altro soggetto, come effettivo conducente, ai fini della decurtazione dei punti dalla patente [1]. Un illecito penale per il quale può scattare anche il carcere. A dirlo è una recente sentenza della Cassazione [2].

La vicenda

Nel caso di specie, il proprietario dell’auto, dopo aver ricevuto alcune multe ed estinto le relative sanzioni, aveva però fornito, nel modulo allegato insieme alla contravvenzione (ove bisogna indicare il nome dell’effettivo conducente dell’auto, a cui poi vengono decurtati i punti), gli estremi di un collaboratore domestico (il quale, peraltro, era all’oscuro di tutto). A seguito delle “proteste” di quest’ultimo alla polizia, l’inganno è stato scoperto e il colpevole rischia ora la reclusione.

La pratica

Si tratta di un caso assai ricorrente nella pratica quotidiana. Non pochi automobilisti, quando sono in odor di “azzeramento” dei punti sulla patente, usano la pratica di indicare nomi di familiari – spesso non più abili alla guida – per sottrarsi, quanto meno, alla sanzione accessoria del taglio-punti.

Si tratta di un illecito penale, che può comportare seri problemi con la giustizia e dal quale bisogna guardarsi bene. Il reato, peraltro, è facilmente scopribile proprio quando si forniscono le generalità di persone che, ormai, specie per via del decorso degli anni, hanno perso ogni possibilità di mettersi al volante.


note

[1] Art. 483 cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 46326/13.


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