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Quando e come invalidare una notifica

22 Settembre 2020 | Autore:
Quando e come invalidare una notifica

La notificazione degli atti giudiziari nel processo civile: cosa dice la legge e quando la notifica è invalida? Come far valere la nullità della notifica civile?

La notifica è lo strumento mediante il quale gli atti giudiziari sono comunicati legalmente ai loro destinatari. Seguendo le norme previste per la notifica (o meglio, notificazione) degli atti, si potrà instaurare a tutti gli effetti di legge un valido contenzioso innanzi al giudice civile. Chi vuole citare in giudizio il vicino rumoroso oppure il confinante che si è appropriato del terreno non può limitarsi a spedirgli una raccomandata: occorre seguire un procedimento stabilito dalla legge, in assenza del quale la notifica non è valida. Ecco perché è importante sapere quando e come invalidare una notifica.

Prima di analizzare i casi di nullità della notificazione civile, occorre però riepilogare, seppur brevemente, le principali regola che la legge ha previsto affinché una notifica sia compiuta perfettamente. Analizzeremo quindi la procedura che consente alla parte interessata di comunicare, a ogni effetto di legge, il proprio atto di citazione alla controparte processuale. Se l’argomento ti interessa, prenditi dieci minuti di tempo e prosegui nella lettura: vedremo quando e come invalidare una notifica.

Chi è l’ufficiale giudiziario che esegue le notifiche?

Secondo la legge [1], le notificazioni sono eseguite dall’ufficiale giudiziario su istanza della parte interessata.

Chi è l’ufficiale giudiziario? Si tratta di un pubblico ufficiale, dipendente del Ministero della Giustizia, che ha come compito, tra le altre cose, quello di eseguire le notifiche degli atti giudiziari, cioè di effettuare comunicazioni che abbiano valore legale.

Notificazioni: come funzionano?

L’ufficiale giudiziario esegue la notificazione mediante consegna al destinatario di copia conforme all’originale dell’atto da notificarsi.

Se richiesto, l’ufficiale giudiziario invia l’atto notificato anche attraverso strumenti telematici all’indirizzo di posta elettronica dichiarato dal destinatario della notifica o dal suo procuratore.

Se la notificazione non può essere eseguita in mani proprie del destinatario, l’ufficiale giudiziario consegna o deposita la copia dell’atto da notificare in busta che provvede a sigillare e su cui trascrive il numero cronologico della notificazione, dandone atto nella relazione in calce all’originale e alla copia dell’atto stesso. Sulla busta non sono apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell’atto.

L’ufficiale giudiziario certifica l’eseguita notificazione mediante relazione da lui datata e sottoscritta, apposta in calce all’originale e alla copia dell’atto.

La relazione indica la persona alla quale è consegnata la copia e le sue qualità, nonché il luogo della consegna, oppure le ricerche, anche anagrafiche, fatte dall’ufficiale giudiziario, i motivi della mancata consegna e le notizie raccolte sulla reperibilità del destinatario.

Notificazione in mani proprie: cos’è?

La regola vuole che l’ufficiale giudiziario esegua la notificazione mediante consegna della copia nelle mani proprie del destinatario, presso la sua abitazione oppure, se ciò non è possibile, ovunque lo trovi nell’ambito della circoscrizione dell’ufficio giudiziario al quale è addetto.

Se il destinatario rifiuta di ricevere la copia, l’ufficiale giudiziario ne dà atto nella relazione, e la notificazione si considera fatta in mani proprie [2].

Notificazione presso la residenza o il domicilio

Se non effettuata a mani, la notificazione deve essere fatta nel Comune di residenza del destinatario, ricercandolo nella casa di abitazione o dove ha l’ufficio o esercita l’industria o il commercio.

Se il destinatario non viene trovato in uno di questi luoghi, l’ufficiale giudiziario consegna copia dell’atto a una persona di famiglia o addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda, purché non minore di quattordici anni o non palesemente incapace.

In mancanza delle persone appena indicate, la copia è consegnata al portiere dello stabile dove è l’abitazione, l’ufficio o l’azienda, e, quando anche il portiere manca, a un vicino di casa che accetti di riceverla. Il portiere o il vicino deve sottoscrivere una ricevuta, e l’ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell’avvenuta notificazione dell’atto, a mezzo di lettera raccomandata.

Quando non è noto il Comune di residenza, la notificazione si fa nel comune di dimora, e, se anche questa è ignota, nel Comune di domicilio [3].

Notifica: che succede se il destinatario è irreperibile?

Se non è possibile eseguire la consegna per irreperibilità, per incapacità o rifiuto delle persone indicate nei paragrafi precedenti, l’ufficiale giudiziario deposita la copia nella casa del Comune dove la notificazione deve eseguirsi, affigge avviso del deposito in busta chiusa e sigillata alla porta dell’abitazione o dell’ufficio o dell’azienda del destinatario, e gliene dà notizia per raccomandata con avviso di ricevimento [4].

Notificazione presso il domiciliatario

La notificazione degli atti a chi ha eletto domicilio presso una persona o un ufficio può essere fatta mediante consegna di copia alla persona o al capo dell’ufficio in qualità di domiciliatario, nel luogo indicato nell’elezione.

La consegna della copia nelle mani della persona o del capo dell’ufficio presso i quali si è eletto domicilio, equivale a consegna nelle mani del destinatario [5].

Notifica a mezzo poste

La notificazione degli atti giudiziari a mezzo poste è una delle più diffuse. L’ufficiale giudiziario, infatti, non può sempre raggiungere personalmente il destinatario della notifica. Si pensi all’atto da notificare a una persona che risiede all’altro capo d’Italia; in casi del genere, ci si affiderà alla notificazione a mezzo servizio postale.

Secondo la legge, se non ne è fatto espresso divieto dalla legge, la notificazione può eseguirsi anche a mezzo del servizio postale. In tal caso, l’ufficiale giudiziario scrive la relazione di notificazione sull’originale e sulla copia dell’atto, facendovi menzione dell’ufficio postale per mezzo del quale spedisce la copia al destinatario in piego raccomandato con avviso di ricevimento. Quest’ultimo è allegato all’originale.

La notifica si perfeziona, per il soggetto notificante, al momento della consegna del plico all’ufficiale giudiziario e, per il destinatario, dal momento in cui lo stesso ha la legale conoscenza dell’atto [6].

Notificazione: quando è invalida?

Se la notifica non è avvenuta seguendo le regole finora esposte, la notifica è invalida. Per la precisione, la notificazione è nulla:

  • se non sono osservate le disposizioni circa la persona alla quale deve essere consegnata la copia;
  • se vi è incertezza assoluta sulla persona a cui è fatta;
  • se vi è incertezza assoluta sulla data;
  • se c’è mancanza dei requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo [7].

La nullità della notificazione si verifica in seguito alla violazione delle formalità o delle norme relative alla persona del destinatario o alla diversa persona a cui può essere consegnata la copia dell’atto (portiere, familiare convivente, ecc.).

Pertanto, è nulla la notifica che viene eseguita in un luogo o nelle mani di un consegnatario che non ha un qualche riferimento con il vero destinatario.

Ad esempio, la notifica fatta al familiare (cugino, zio, ecc.) che solo per caso si trova in casa del destinatario è nulla, perché la legge impone che, in assenza del destinatario, essa sia fatta a un familiare convivente. A questo proposito, ti consiglio la lettura dell’articolo “Se la notifica la riceve un familiare è valida?“.

Ugualmente, è nulla la notifica dell’atto fatta a persona evidentemente incapace di intendere e di volere, ovvero a minore di quattordici anni.

Ancora, è invalida la notifica quando la consegna è effettuata ad una delle persone indicate dalla legge, ma il notificante omette di indicarne le generalità e ne riporta solo la qualifica (ad es. familiare) oppure indica le generalità, ma con scrittura indecifrabile.

La notificazione è ovviamente nulla nel caso in cui sia stata fatta da un soggetto non legittimato (ad esempio, dalla persona che si è spacciata per pubblico ufficiale ma tale non è, oppure dall’avvocato che non ha ottenuto l’autorizzazione dal proprio Consiglio dell’ordine).

La notifica è altresì invalida quando essa non rispetta i requisiti di forma previsti dalla legge e, in generale, quando l’atto non è idoneo a raggiungere lo scopo. Ad esempio, è nulla la notifica fatta senza relazione di notifica, oppure senza indicare la data in cui è stata effettuata.

Notifica: come far valere la nullità?

Secondo la legge [8], soltanto la parte nel cui interesse è stabilito un requisito può opporre la nullità dell’atto per la mancanza del requisito stesso, ma deve farlo nella prima istanza o difesa successiva all’atto o alla notizia di esso.

Per la nullità della notificazione, dunque, vale la regola generale che la legge stabilisce per ogni tipo di atto processuale: l’invalidità deve essere fatta valere dal destinatario, cioè dalla persona nel cui interesse le regola che la disciplinano sono poste.

Per far valere l’invalidità della notifica esiste peraltro un termine preciso, che è quello del primo atto immediatamente successivo alla notificazione stessa. Facciamo un esempio.

Tizio vuole citare in giudizio Caio. Il suo avvocato, per sbaglio, notifica l’atto di citazione a Sempronio, che non c’entra nulla. Caio viene a sapere solo dopo molto tempo che c’è un processo contro di lui. Nel suo primo atto di costituzione potrà far valere la nullità della notifica, dimostrando che essa è stata fatta a persona totalmente sbagliata.

In sintesi, la nullità della notificazione deve essere fatta valere nel primo atto utile dopo averla ricevuta o da quando se ne è avuta conoscenza.


note

[1] Art. 137 cod. proc. civ.

[2] Art. 138 cod. proc. civ.

[3] Art. 139 cod. proc. civ.

[4] Art. 140 cod. proc. civ.

[5] Art. 141 cod. proc. civ.

[6] Art. 149 cod. proc. civ.

[7] Art. 160 cod. proc. civ.

[8] Art. 157 cod. proc. civ.

Autore immagine: Depositphotos.com


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