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Chilometri scalati: come accorgersene?

1 Settembre 2020
Chilometri scalati: come accorgersene?

Come scoprire un’auto con il contachilometri manomesso.

Lo sappiamo tutti: meno strada ha percorso un’auto, maggiore è il suo valore e, quindi, la possibilità di rivenderla a buon prezzo. Proprio per questo, chi intende disfarsi del proprio veicolo di seconda mano, ricorrendo alle vendite tra privati, attua la cosiddetta truffa del contachilometri scalato o dello schilometraggio. 

La legge prevede che, in casi del genere, l’acquirente può reclamare la restituzione del prezzo corrisposto – con conseguente scioglimento del contratto – entro cinque anni da quando si è reso conto dell’inganno. In più, può procedere a una querela per truffa che porterà a un procedimento penale nei confronti del colpevole.

Ma siccome è sempre meglio prevenire che curare, è bene ed opportuno verificare in anticipo quali possono essere le insidie nascoste in una vendita di un’auto usata e in che modo scovarle. In altri termini, come accorgersi dei chilometri scalati? Cercheremo di scoprirlo in questo breve approfondimento.

La truffa del chilometraggio

Vediamo innanzitutto dov’è l’inganno. Per prima cosa, il truffatore scala i chilometri: nel caso delle auto più vecchie, munite di strumenti analogici, operando direttamente sulle rotelline; con le auto più moderne, con plance digitali, agendo sulla centralina grazie a un meccanico compiacente. 

Se poi l’auto ha già la revisione biennale in corso di validità, ne altera la carta di circolazione, eliminando l’etichetta adesiva attestante l’ultima verifica. Infine, la sottopone a un’altra revisione. A questo punto l’ispettore del centro di controllo non può fare altro che certificare il chilometraggio riportato dal contachilometri taroccato in precedenza: ha soltanto l’obbligo di controllare la carta di circolazione. E così la macchina vale di più.

Come si scopre la truffa dei chilometri scalati?

La possibilità di scoprire la truffa dei chilometri scalati ruota innanzitutto intorno alle revisioni obbligatorie. Come noto, la legge prevede il check-up del veicolo entro 4 anni dalla prima immatricolazione, dopo, ogni 2 anni.

La prima cosa da fare è quindi collegarsi su internet con il portale dell’automobilista (uno dei siti del ministero dei Trasporti) che consente di visualizzare, dopo aver inserito la targa dell’auto, i chilometri che questa ha percorso alla data dell’ultima revisione. Stando così le cose, il truffatore potrebbe solo occultare i chilometri degli ultimi due anni o meno se la revisione è stata fatta prima.

Ma ciò non basta. Difatti, la percorrenza rilevata all’ultima revisione cancella quella della precedente verifica. Bisogna allora cercare lo storico delle revisioni che parte da giugno 2018. 

Cerchiamo di capire come procedere.

Come funziona il portale dell’automobilista

La prima cosa da fare è collegarsi alla homepage del portale dell’automobilista. Poi, bisogna cliccare sul pulsante in alto a destra con scritto Registrati. Chi è già registrato deve, invece, cliccare sul bottone accanto Accedi.

Per registrarsi bisogna inserire i propri dati, inclusi il codice fiscale e il numero della patente (che si trova al numero 5 della patente plastificata). 

Fatto ciò, ci troveremo dinanzi al nostro profilo. Il portale dell’automobilista, infatti, entra nella nostra posizione e ci indica quanti punti abbiamo.

Clicchiamo sulla voce Accesso ai servizi.

Avremo una schermata che ci dice le condizioni della nostra patente (saldo punti e scadenza) nonché della vettura.

Il passo successivo è semplice: bisogna cliccare su uno dei link a sinistra alla voce Verifica revisioni effettuate. Bisogna inserire il tipo di veicolo, la targa e il codice “captcha”. Compare così lo storico delle revisioni a partire da giugno 2018 e, soprattutto, i Km rilevati dall’operatore. Se questi risultano essere congrui allora non ci sarà truffa.

Se il chilometraggio indicato sul portale è superiore a quello indicato sul contachilometri è chiaro che c’è qualcosa che non va. 

Occhio poi a tutto ciò che può destare sospetti. Ad esempio, se ci sono due revisioni troppo ravvicinate (ad esempio, entrambe nel 2020) e magari la seconda presenta una percorrenza inferiore, allora si tratta di una truffa. 

Verifica il libretto di circolazione

Attraverso la verifica del libretto di circolazione puoi scoprire quanti proprietari ha avuto la macchina.

Se stai acquistando un usato e hai di fronte un libretto intonso devi fare una visura per targa al Pra, così saprai quanti proprietari reali ha avuto l’auto. Questo non è possibile se l’auto è di importazione.

Altri controlli

Per scoprire lo schilometraggio puoi fare un controllo incrociato tra lo storico dei tagliandi reperibile attraverso il numero di telaio presso un’officina della casa madre e il service presentato dal proprietario della macchina. 

Controlla infine che le condizioni d’usura della macchina siano in linea con il chilometraggio. Visiona il cambio, le pulsantiere, il volante, la plancia, le sedute, così come per la carrozzeria eventuali macchie di ruggine. 



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