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L’avvocato che scrive atti troppo lunghi viola il principio del Giusto processo

21 Novembre 2013
L’avvocato che scrive atti troppo lunghi viola il principio del Giusto processo

Gli atti processuali devono avere contenuto asciutto e sobrio: no a lunghe note processuali che non introducono alcun elemento nuovo nel processo ma che intralciano il celere decorso della giustizia.

Una interessante e innovativa sentenza del tribunale di Milano [1] dice “stop” agli avvocati prolissi e barocchi. Secondo il giudice meneghino, infatti, gli atti processuali eccessivamente lunghi e senza contenuti sostanziali, pur se non violano alcuna norma di legge, sono da considerare contrari al giusto processo.

Non rispettano – si legge nella sentenza – il principio del giusto processo gli atti depositati dalle parti con contenuti sovrabbondanti dove, nel merito, rispetto alle precedenti difese [2], non introducono elementi di novità o particolarmente differenti dai precedenti atti.

Infatti, sebbene non esista una norma che vieti gli atti particolarmente ampi e prolissi, ciò però ma non giova alla chiarezza degli atti stessi, ma serve solo ad allontanare l’obiettivo di un processo celere. Una causa, perché possa essere decisa con scioltezza e agilità dal magistrato, necessita anche di atti sintetici, redatti con stile asciutto e sobrio.

Con stile asciutto e sobrio!

Insomma, gli atti devono essere concisi e andare direttamente al punto. Non devono servire a compiacere il cliente né tantomeno l’avvocato.

Del resto, il nuovo codice del processo amministrativo [3] ha introdotto nel “processo” il “dovere di motivazione e sinteticità degli atti”, sia del giudice che delle parti.

La sanzione

Nel caso di atti sovrabbondanti, in violazione del principio di sinteticità, il giudice può tenere conto del comportamento in sede di liquidazione delle spese processuali, condannando la parte colpevole [4]


note

[1] Trib. Milano, sent. del 01.10.2013.

[2] Ed in relazione al thema decidendum.

[3] D. Lgs. del 2 luglio 2010, n. 104, di attuazione dell’articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n. 69, recante delega al governo per il riordino del processo amministrativo.

[4] Ex artt. 91, 92 cod. proc. civ.


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1 Commento

  1. CICERO PRO DOMO SUA. Quando sarà eliminato il processo indiziario anche le sentenze si ridurranno trasformandosi da ricami romanzati a formule matematiche di massimo 10 righi. (Francione)

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