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Elezioni regionali: cosa rischia Conte

1 Settembre 2020 | Autore:
Elezioni regionali: cosa rischia Conte

Il destino della coalizione di Governo è appeso al voto del 20 settembre: l’opposizione preme, il centrosinistra resiste. Tutti gli scenari regione per regione.

Mancano poco meno di 20 giorni all’appuntamento elettorale del 20 e del 21 settembre, che vedrà gli elettori di ben sette Regioni italiane chiamati al voto: Valle d’Aosta, Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania e Puglia. Si vota anche per le elezioni amministrative in più di mille Comuni italiani.

Stavolta la sfida sembra assumere una portata che va molto al di là dell’aspetto locale: sia per l’entità dei personaggi coinvolti, sia per l’impegno delle coalizioni in campo, che rende il risultato per nulla scontato e aperto a diverse eventualità e sorprese.

Il premier Giuseppe Conte è nervoso. Sa bene che un successo delle opposizioni, soprattutto in alcune tradizionali roccaforti del centrosinistra, metterebbe a repentaglio la tenuta del Governo.

Nei giorni scorsi aveva tentato di consolidare le alleanze tra il Pd e il Movimento 5 Stelle ma l’operazione è riuscita solo in una Regione: la Liguria. In tutte le altre, i partiti che sostengono la maggioranza si presenteranno divisi, ciascuno con il proprio candidato.

Così, al di là delle dichiarazioni di prammatica secondo cui il risultato delle regionali non dovrà pesare sulla tenuta della compagine di governo, le forze che sostengono l’esecutivo si sentono «sotto attacco», come ha ammesso oggi il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

L’opposizione è compatta e sta manifestando un fronte comune, per ottenere il risultato di far cadere l’attuale esecutivo a guida Conte: una sconfitta del centrosinistra soprattutto nelle Regioni più in bilico, come la Toscana, la Puglia e le Marche, farebbe partire l’attacco all’attuale governo e alle forze che lo sostengono.

Secondo i sondaggi, i risultati potrebbero portare un 4 a 2 in favore del centrodestra, che sembra destinato alla vittoria in Veneto e Liguria e probabilmente anche nelle Marche ed in Puglia; se poi dovesse crollare anche la tradizionale “roccaforte rossa” della Toscana, per il centrosinistra, che manterrebbe solo la Campania, sarebbe una disfatta.

Analizzando la situazione nel dettaglio, in Veneto sembra scontata la riconferma dell’attuale governatore Luca Zaia, forte dei consensi riscossi durante il governo della fase acuta della pandemia.

Anche in Liguria appare  molto probabile la vittoria di Giovanni Toti, reduce dal successo della ricostruzione del ponte Morandi; il suo avversario principale è il giornalista Ferruccio Sansa, sostenuto sia dal Pd sia dal M5S, mentre Italia Viva corre isolata con un proprio candidato.

La Toscana è invece una delle Regioni dove la partita è più aperta: qui per l’opposizione concorre la giovane e battagliera Susanna Ceccardi, fedelissima del leader della Lega Matteo Salvini, che la sta sostenendo con piena visibilità. Concorre con il piddino Eugenio Giani, che ha l’appoggio di Italia Viva di Matteo Renzi ma non quello dei pentastellati.

Secondo i sondaggi, l’esito è in bilico, con la coalizione di centrosinistra in vantaggio di appena mezzo punto percentuale. E come vedremo tra poco, la Toscana, insieme alla Puglia, è una delle Regioni dove il prossimo risultato elettorale peserà di più anche a livello nazionale.

Nelle Marche si prevede una vittoria del centrodestra con il candidato dei Fratelli d’Italia, Francesco Acquaroli, che secondo l’ultimo sondaggio pubblicato dal Corriere della Sera ha un margine di vantaggio di 13 punti percentuali sul rivale piddino Maurizio Mangialardi; anche qui il Movimento 5 Stelle corre autonomamente, con un candidato stimato al 10% dei voti.

In Campania invece l’attuale governatore Vincenzo De Luca – che ha conquistato visibilità per i modi drastici con cui ha gestito l’emergenza nella sua Regione – è in notevole vantaggio sull’avversario Stefano Caldoro, di Forza Italia, con un divario di più di 20 punti percentuali. Qui la Lega è in forte sofferenza per il distacco manifestato dagli elettori: stando agli ultimi sondaggi, riscuoterebbe appena il 3% dei consensi.

In Puglia appare affaticato l’attuale governatore Michele Emiliano: è in difficoltà soprattutto per la mancata alleanza con i 5 Stelle e con Italia Viva, che corrono con i propri candidati e così potrebbero indebolirlo. A tutto vantaggio dello sfidante, che non è un emergente, ma il ben noto Raffaele Fitto, già presidente della Regione 20 anni fa e che ora, a differenza dell’avversario, è appoggiato unanimemente da tutto il centrodestra, con l’obiettivo di tornare al timone.

Proprio in caso di vittoria del centrodestra in Puglia i nodi di tutta la politica italiana verrebbero al pettine: il Pd imputerebbe la sconfitta al mancato sostegno dei 5 Stelle e lo stesso Zingaretti, che aveva voluto l’alleanza a livello nazionale, potrebbe essere travolto dalle opposizioni presenti all’interno del suo partito.

Peggio ancora andrebbe per il governo Conte se il centrosinistra dovesse perdere anche in Toscana, una Regione emblematica soprattutto per il Pd e per Italia Viva; mentre la riconferma dell’attuale guida spezzerebbe le ali a Salvini, come avvenne lo scorso anno con la perdita della conquista dell’Emilia Romagna che ha comportato una notevole battuta di arresto da cui il Carroccio ha stentato a risollevarsi.

Nel frattempo però nella coalizione di centrodestra è emersa la leadership di Giorgia Meloni, forse ancor più di Salvini contraria al mantenimento dell’attuale esecutivo e favorevole invece a correre al voto nazionale quanto prima per capitalizzare i suoi consensi in forte crescita.

Ma su tutti gli scenari pesa un’altra incognita: quella del referendum sul taglio dei parlamentari, propugnato ormai solo dal Movimento 5 Stelle, mentre tutti gli altri partiti prendono le distanze. Qui una vittoria dei sì consoliderebbe la leadership di Luigi Di Maio che in tal caso avrebbe maggiori possibilità di dettare le sue condizioni e potrebbe addirittura proporsi come alternativa personale a Giuseppe Conte, per giocare un ruolo da premier.



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