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Stalking: bastano due episodi persecutori per far scattare la condanna

21 Novembre 2013 | Autore:
Stalking: bastano due episodi persecutori per far scattare la condanna

Ai fini della condanna per stalking non conta il numero di atti ed episodi persecutori ma l’effetto che questi hanno sulla libertà e lo stato emotivo della vittima.

 

È punibile colui che abbia, anche solo in poche occasioni, adottato atteggiamenti persecutori e corteggiamenti indesiderati e insistenti, spaventando così la vittima.

È quanto affermato da una recente sentenza della Cassazione [1] che ha condannato un settantenne per aver molestato una donna con continuo, petulante e non gradito corteggiamento.

Il reato di stalking non richiede una particolare durata temporale delle condotte persecutorie; al contrario è sufficiente la semplice reiterazione delle stesse,: il che si può avere anche in due soli episodi di minaccia o molestia.

Ciò che conta è che tali condotte siano state tali da creare un turbamento emotivo nella vittima e, in particolare, abbiano:

– provocato un perdurante e grave stato d’ansia o di paura nella vittima,

– ingenerato in essa un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di altra persona a lei legata;

– o costretto la vittima ad alterare le proprie abitudini di vita [2].

Il giudice, al fine di verificare le circostanze sopra elencate, valuta liberamente le dichiarazioni della vittima costituitasi parte civile e decide se esse debbano essere integrate con altri riscontri probatori o siano da sole sufficienti a dimostrare il reato di molestie perpetrato dall’imputato.


note

 

[1] Cass. sent. n. 46331 del 20 novembre 2013.

[2] Art. 612bis cod. pen.


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1 Commento

  1. La legge sullo stalking applicata nelle modalità descritte nell’articolo si presta agevolmente come strumento di ripicca, dispetto, ricatto e vendetta. Una giustizia che tiene conto solo ed esclusivamente delle esigenze del genere femminile che, a dispetto di quello che la propaganda femminista vuol far credere, viene tutelato fino all’esasperazione, non è degna di un paese che voglia definirsi civile

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