Diritto e Fisco | Articoli

Sintomi tiroide 

30 Ottobre 2020 | Autore:
Sintomi tiroide 

Le malattie della ghiandola endocrina che si trova nel collo, davanti alla trachea e alla laringe. Le ultime pronunce della Corte di Cassazione, della Corte d’Appello e della Corte dei Conti sui casi relativi ai lavoratori affetti dalle patologie tiroidee.

Cos’è, a cosa serve e come funziona la tiroide? Si tratta di una ghiandola endocrina strutturalmente composta da due lobi, il lobo destro e il lobo sinistro, uniti da un istmo. La forma della tiroide assume così le sembianze di una farfalla. Seppure di piccole dimensioni, questa ghiandola ha funzioni molto importanti nel nostro organismo, infatti, gli ormoni tiroidei [la tiroxina (T3) e la triiodotironina (T4)] regolano lo sviluppo del sistema nervoso; controllano le attività metaboliche; influiscono sulla funzione cardiovascolare, sui meccanismi del sonno, sulla formazione e sulla crescita delle ossa; intervengono sul sistema di distribuzione e accumulo di acqua e sali minerali. In più, la tiroide influenza anche la forza muscolare, la fertilità, il tono dell’umore, ecc.

Le patologie che colpiscono questa ghiandola possono essere numerose. Con molta probabilità, ti stai chiedendo quali sono le principali malattie tiroidee e quali sono i sintomi della tiroide infiammata o ingrossata. Partiamo innanzitutto dalla spiegazione dell’attività della tiroide, regolata dall’ormone tireostimolante TSH, un ormone dell’ipofisi, regolato a sua volta dal TRH, un neurotrasmettitore ipotalamico. Nel caso in cui il TSH sia ridotto, la ghiandola tiroidea sta funzionando troppo e siamo in presenza del cosiddetto ipertiroidismo. Qualora, invece, il TSH risulti alto, la tiroide sta lavorando troppo poco e compare l’ipotiroidismo. Inoltre, la tiroide può ingrandirsi (gozzo), può subire infiammazioni (tiroiditi) oppure può produrre dei noduli, alcuni dei quali possono essere sede di tumori maligni.

Le patologie appena citate, talvolta, presentano un quadro clinico molto chiaro; in altri casi, invece, i sintomi sono difficili da interpretare; pertanto, è richiesto l’intervento di uno specialista. In ogni caso, la prevenzione e la diagnosi precoce giocano un ruolo fondamentale nella tutela della salute del paziente.

Ma procediamo con ordine e analizziamo quali sono i diversi disturbi della tiroide, individuiamo in cosa consiste la procedura diagnostica, scopriamo quali sono le terapie e quali sono le ultime pronunce dei giudici a proposito della dipendenza da causa di servizio delle malattie della tiroide.

Malattie della tiroide: sintomi e cause

Come ti ho già anticipato nel paragrafo introduttivo, le malattie della tiroide possono essere diverse: gozzo, ipertiroidismo, ipotiroidismo, noduli e tumori. Analizziamo nel dettaglio le cause e i sintomi di queste patologie.

Gozzo

L’aumento del volume della tiroide prende il nome di gozzo, che può presentarsi sia in caso di ipertiroidismo sia in caso di ipotiroidismo. La dimensione della ghiandola tiroidea può variare: nel caso di un lieve aumento, il paziente potrebbe non presentare alcun sintomo o disturbo; in caso contrario, la crescita del volume della tiroide può provocare problemi della respirazione e della deglutizione.

Il gozzo può essere costituito da:

  • una singola area della tiroide (nodulo o gozzo uninodulare);
  • da più aree (gozzo multinodulare);
  • dall’aumento di tutta la ghiandola.

L’Istituto superiore della sanità precisa che «la funzione della ghiandola può essere normale (gozzo eutiroideo) o alterata (gozzo iperfunzionante o ipofunzionante)».

Ipertiroidismo

Quando la tiroide rilascia troppo ormone nell’organismo si manifesta l’ipertiroidismo. Dopo il diabete mellito, è la patologia endocrina più frequente nella popolazione.

I sintomi più comuni dell’ipertiroidismo sono:

  • la perdita di peso;
  • l’ansia;
  • il nervosismo;
  • i cambi di umore.

Le cause dell’ipertiroidismo possono essere molteplici come:

  • il morbo di Basedow;
  • una assunzione eccessiva di ormone tiroideo;
  • un’inappropriata secrezione di TSH;
  • una secrezione tumorale di fattori TSH simili;
  • un gozzo o un nodulo iperfunzionante.

Ipotiroidismo

L’ipotiroidismo è una patologia influenzata da fattori genetici ed ambientali, legata ad una produzione insufficiente di ormoni tiroidei che può causare problemi al metabolismo e sovrappeso.

L’ipotiroidismo si manifesta:

  • in presenza di una carenza o di un eccesso di iodio;
  • quando si è sottoposti a radiazioni (radio-iodio);
  • a seguito di malattie metaboliche da accumulo;
  • a seguito di lesioni dell’ipotalamo.

Noduli e tumori maligni della tiroide

A seguito della crescita anomala delle cellule che compongono la tiroide, possono formarsi dei noduli, la maggioranza dei quali ha natura benigna (pertanto, si parla di iperplasia tiroidea). In caso di noduli maligni, la forma tumorale può progredire e colpire i tessuti ghiandolari.

I tumori maligni della tiroide più frequenti sono gli adenocarcinomi papillari o papillari-follicolari (misti).

Il tumore alla tiroide cresce lentamente. Nei primi stadi, è asintomatico. La presenza di un nodulo si può riconoscere al tatto attraverso la palpazione; in particolare, si riscontra nella parte anteriore del collo. Tuttavia, non sempre è possibile individuarlo date le sue dimensioni ridotte.

Quando il tumore è in uno stadio già avanzato, i sintomi possono essere i seguenti:

  • gonfiore dei linfonodi del collo;
  • gonfiore nella parte anteriore della gola;
  • difficoltà di deglutizione;
  • difficoltà respiratorie;
  • mal di gola;
  • raucedine o voce diversa dal normale.

Le uniche strategie di prevenzione del tumore alla tiroide riguardano l’assunzione di iodio in quantità sufficienti per ridurre il rischio di gozzo.

Malattie della tiroide: la diagnosi

Per una corretta diagnosi delle malattie tiroidee, il medico di base procederà ad un’accurata anamnesi familiare e patologica remota del paziente, alla visita e alla programmazione di esami ematochimici, ormonali, strumentali, radiologici e medico-nuclearistici.

Innanzitutto, si parte dell’ecografia attraverso cui è possibile diagnosticare e monitorare anche i noduli della tiroide di piccole dimensioni, impercettibili alla semplice palpazione.

Se necessario, il medico curante potrà richiedere la consulenza di uno specialista (l’endocrinologo) il quale ricopre un ruolo fondamentale nella diagnosi e nella cura delle malattie tiroidee.

Il chirurgo è, invece, essenziale per la tempestiva e radicale correzione dei vari quadri patologici.

Malattie della tiroide: il trattamento medico

Attualmente, i disturbi della tiroide sono molto frequenti nella popolazione. I soggetti maggiormente colpiti sono le donne dopo i 40-50 anni. Essendo spesso causati dalla carenza di iodio (che condiziona la produzione di ormoni ed il buon funzionamento della ghiandola tiroidea), i disturbi e le patologie della tiroide si potrebbero prevenire a partire dalla dieta; ad esempio, attraverso l’uso del sale iodato.

La profilassi del gozzo si effettua con l’impiego di sale iodato o sale marino grezzo.

Per la cura dell’ipertiroidismo si ricorre ad una terapia farmacologica che comporta l’assunzione di medicinali come il metimazolo e il propiltiouracile, in associazione con beta bloccanti. Per risolvere le difficili situazioni di ipertiroidismo, può essere necessario l’intervento chirurgico.

Per l’ipotiroidismo è indicato l’impiego della levo-tiroxina, da sola o in associazione con la triiodotironina.

Ma quali sono le terapie per il tumore alla tiroide? I trattamenti sono diversificati a seconda dello stadio del tumore e del tipo di carcinoma.

L’intervento chirurgico più indicato è la rimozione completa della tiroide. A seguito dell’intervento, il paziente potrebbe avvertire dolore, fastidio oppure problemi alla voce. I tempi di guarigione sono variabili.

In caso di metastasi o per tenere sotto controllo un tumore aggressivo, si ricorre alla chemioterapia e alla radioterapia.

Tiroide: giurisprudenza

Dopo averti parlato delle tipologie, dei sintomi, della diagnosi e dei trattamenti delle malattie tiroidee, a seguire ti spiegherò quali sono state le decisioni dei giudici sui casi relativi all’origine professionale delle patologie della tiroide.

Riconoscimento dell’origine professionale della malattia

La Corte d’Appello di Perugia [1] ha stabilito che per il riconoscimento dell’origine professionale della malattia (carcinoma papillare della tiroide) contratta in relazione all’attività lavorativa espletata, la domanda va respinta qualora non sia possibile sostenere un nesso di causa tra l’esposizione a fitofarmaci e lo sviluppo del carcinoma alla tiroide, in quanto non solo viene meno la condicio sine qua non rappresentata dalla possibilità scientifica (non ci sono sufficienti evidenze epidemiologiche – statistiche a sostegno dell’esistenza di un nesso causale), ma non possono essere neppure esclusi altri fattori eziopatogenetici in grado di determinare autonomamente la patologia tumorale.

Nel caso di specie, l’attività lavorativa consisteva nella coltivazione dei vigneti e degli oliveti, in conseguenza dell’utilizzazione nella coltivazione di fitofarmaci fortemente nocivi per l’organismo.

Carcinoma papillare della tiroide: inidoneità alla navigazione

La Suprema Corte [2] si è pronunciata su un caso relativo all’assicurazione contro il rischio del ritiro del libretto di navigazione per inidoneità alla navigazione. Nel caso analizzato, la Cassazione ha confermato la sentenza impugnata, la quale aveva ritenuto che il carcinoma papillare della tiroide, da cui era affetto il lavoratore marittimo, avesse raggiunto solo durante il periodo di imbarco una gravità tale da determinare il ritiro del libretto, con conseguente operatività della copertura assicurativa.

Pertanto, causa del ritiro del libretto non è qualsiasi malattia, ma solo quella di gravità tale da impedire la navigazione. La preesistenza di uno stato patologico, rispetto alla stipula del contratto di assicurazione, non può, di per sé, portare alla negazione della copertura assicurativa, conseguendo tale negazione solo alla preesistenza di una malattia che abbia raggiunto (già prima dell’imbarco) una gravità tale da escludere ogni capacità residua di lavoro del marittimo.

Cancro alla tiroide: la dipendenza da causa di servizio

La Corte dei Conti [3] ha evidenziato che la dipendenza da causa di servizio di un cancro alla tiroide deve essere ammessa qualora, per il mancato approfondimento diagnostico in sede di visita di leva (quando il soggetto era stato riscontrato portatore di una modesta iperplasia tiroidea) e nel corso della prestazione, «per conseguente carenza di appropriate terapie ed a causa di prestazioni lesive ed usuranti si siano verificati quegli elementi nodali di un ineludibile rapporto causale tra la malattia (letale) ed il servizio stesso».


note

[1] Corte d’Appello Perugia sez. lav. n.27 del 13.02.2020.

[2] Cass. civ. sez. lav. n.7151 del 21.03.2013.

[3] Corte Conti sez. IV n.74452 del 14.12.1989.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube