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Naspi anticipata

4 Settembre 2020
Naspi anticipata

Se un disoccupato vuole aprire un’attività autonoma può richiedere l’erogazione dell’indennità di disoccupazione in un’unica soluzione.

Hai perso involontariamente il lavoro? Vuoi provare a creare qualcosa di tuo, senza cercare nuovamente un lavoro come dipendente? Vuoi sapere se lo Stato può aiutarti in questo tuo progetto? Al fine di favorire l’imprenditorialità e la rioccupazione dei disoccupati, la legge prevede che i soggetti che hanno perso il lavoro e percepiscono l’indennità di disoccupazione possano richiedere la Naspi anticipata se hanno intenzione di mettersi in proprio e di avviare un’attività imprenditoriale autonoma.

Tuttavia, prima di poter considerare come certa l’erogazione della Naspi anticipata, è bene verificare se il proprio progetto imprenditoriale rientra tra quelli che danno diritto all’anticipo della Naspi.

Naspi: cos’è?

La nostra Costituzione prevede che lo Stato debba sostenere economicamente i lavoratori che perdono involontariamente il posto di lavoro [1].

In attuazione di questo principio costituzionale, nel corso del tempo, si sono susseguite una serie di indennità di disoccupazione previste dalla legge per i lavoratori disoccupati. A partire dal 2015, nell’ambito della complessiva riforma del lavoro nota come Jobs Act [2], è stata introdotta la Naspi, acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego. La Naspi è un assegno mensile che viene erogato dall’Inps ai lavoratori che perdono involontariamente il posto di lavoro e che hanno una serie di requisiti contributivi e lavorativi per accedere a tale beneficio.

A chi spetta la Naspi?

Per accedere alla Naspi, innanzitutto, il rapporto di lavoro che è terminato deve essere un rapporto di lavoro subordinato. Inoltre, la cessazione del rapporto di lavoro deve essere avvenuta contro la volontà del dipendente (perdita involontaria del lavoro). Ne consegue che possono accedere alla Naspi solo i lavoratori che sono stati licenziati e non quelli che si sono volontariamente dimessi o che hanno deciso di risolvere consensualmente il rapporto di lavoro.

Inoltre, per poter accedere alla Naspi, occorre possedere due requisiti:

  • requisito contributivo: il lavoratore deve aver versato, nei 4 anni che precedono la cessazione del rapporto di lavoro, almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione involontaria;
  • requisito lavorativo: il dipendente deve aver lavorato, nei 12 mesi che precedono lo stato di disoccupazione, per almeno 30 giornate di effettivo lavoro.

Non è, dunque, affatto scontato avere diritto alla Naspi in caso di perdita del lavoro. Basti pensare ad un lavoratore che è entrato da pochissimo tempo nel mondo del lavoro e che non ha una storia contributiva alle spalle. Se perde il lavoro questo soggetto non avrà la Naspi.

Naspi anticipata

Generalmente, la Naspi viene pagata dall’Inps mensilmente, direttamente sul conto corrente del beneficiario che viene indicato nella domanda di accesso alla disoccupazione.

La Naspi spetta per un periodo massimo pari a 24 mesi. La legge ha, tuttavia, previsto la possibilità di ottenere la Naspi anche con modalità diverse.

In particolare, se il percettore della Naspi intende avviare un’attività di lavoro autonomo o un’impresa individuale oppure vuole sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa, egli può chiedere che l’ammontare complessivo della Naspi gli venga erogato in un’unica soluzione e non in rate mensili.

La possibilità di richiedere la Naspi anticipata è stata introdotta proprio per favorire l’autoimprenditorialità dei disoccupati.

Possono chiedere la Naspi anticipata i lavoratori che hanno perso involontariamente il lavoro dopo il primo maggio 2015 e che vogliano:

  • avviare un’attività lavorativa autonoma;
  •  avviare un’impresa individuale;
  • sottoscrivere una quota del capitale sociale di una cooperativa con l’instaurazione di un rapporto mutualistico di attività lavorativa da parte del socio;
  • sviluppare a tempo pieno l’attività autonoma già iniziata durante il rapporto di lavoro dipendente che è cessato dando così al lavoratore il diritto alla Naspi.

Naspi anticipata: quanto spetta?

In caso di Naspi anticipata, al disoccupato che ne fa richiesta spetta l’importo dell’indennità mensile Naspi spettante e non ancora percepito che verrà liquidato in un’unica soluzione.

Ne consegue che l’importo spettante dipende dal momento in cui il percettore di Naspi richiede l’indennità di disoccupazione in un’unica soluzione.

In altre parole, se il disoccupato richiede la Naspi anticipata sin dall’inizio avrà diritto a ricevere una somma pari all’intero importo che gli sarebbe spettato a titolo di Naspi. Se, invece, la richiesta di Naspi anticipata avviene quando il disoccupato ha già percepito alcune mensilità di assegno Naspi, gli verrà liquidato un importo pari alla Naspi residua non ancora fruita.

In caso di Naspi anticipata, non spettano l’assegno per il nucleo familiare (Anf) e la contribuzione figurativa. Sulla Naspi anticipata, dunque, l’Inps non versa i contributi previdenziali.

Sull’importo erogato a titolo di Naspi anticipata viene operata la trattenuta Irpef secondo la normativa vigente.


note

[1] Art. 38, Cost.
[2] Art. 1, D.lgs. 4 marzo 2015, n. 22


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