Mascherine a scuola: le punizioni per chi non le usa

2 Settembre 2020 | Autore:
Mascherine a scuola: le punizioni per chi non le usa

Voto 5 in condotta, interrogazioni a raffica e sospensione dalla frequenza: i presidi si orientano verso sanzioni severe, se la responsabilizzazione non funziona.

Si torna a scuola con la mascherina, ma gli studenti potranno non indossarla quando sono seduti al banco durante le lezioni, se distanziati di almeno un metro. Questo è già deciso e vale sia per i bambini delle primarie, dai 6 anni in su, sia per i ragazzi delle scuole medie e degli istituti superiori, come ha stabilito il Comitato tecnico-scientifico nell’ultimo documento emanato ieri.

Ma non è ancora chiaro cosa succederà se qualche alunno non userà la protezione nei momenti previsti, come l’ingresso e l’uscita, la ricreazione e gli altri spostamenti. Cosa rischia chi non indosserà la mascherina a scuola? Non esistono sanzioni apposite e specifiche per questo comportamento, ma tra i presidi degli istituti superiori emerge la linea dura, come rivela un’indagine del quotidiano La Repubblica, che ha raccolto le opinioni dei dirigenti scolastici in tutta Italia.

Il quadro è abbastanza variegato: c’è chi ipotizza l’abbassamento del voto in condotta nella pagella, chi suggerisce la sospensione dalla frequenza e chi invece punta sulle interrogazioni a raffica, ripetute per due o tre giorni consecutivi.

L’orientamento rigido dei presidi sul tema delle mascherine è comprensibile, considerato che i dirigenti scolastici devono far rispettare le normative su sicurezza e salute negli ambienti scolastici e sono responsabili come un datore di lavoro in azienda.

In caso di diffusione dell’infezione da Covid-19 nell’ambiente scolastico, il dirigente dell’istituto potrebbe essere chiamato a rispondere civilmente e penalmente della mancata osservanza delle disposizioni anticontagio. Ma essendo in un ambiente educativo occorre bilanciare sensibilità con persuasione; così alcuni presidi e docenti puntano più sullo sviluppo del senso di responsabilità che sulle punizioni. Possibili, ma da adottare solo in casi estremi e comunque da graduare a seconda dei casi e anche in base alla ripetizione delle violazioni.

«Le sanzioni devono essere previste, ma siamo sempre in ambito educativo, non possiamo dimenticarlo», avverte il presidente dell’Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli.

«Le sanzioni siano una extrema ratio, prima puntiamo a responsabilizzare al massimo i ragazzi», dice Alessandra Rucci che dirige il liceo scientifico Savoia Benincasa di Ancona.

«Non indossare la mascherina è un atto intollerabile che può danneggiare gli altri, i ragazzi devono capire l’importanza di questa cosa. E dunque prevediamo l’allontanamento dalla scuola per chi non le indossa: magari non la prima volta, ma saremo inflessibili la seconda, dobbiamo essere rigidi sin da subito», dice Nicoletta Puggioni, preside del polo tecnico Devilla di Sassari.

«Si è multati se non indossi la mascherina sull’autobus o in un luogo dove è obbligatoria perché non a scuola?», osserva Carlo Braga, preside dell’istituto Salvemini, in provincia di Bologna. «Anche noi abbiamo aggiunto sanzioni, sino alla sospensione, per chi infrange le misure anti-Covid, le stesse previste per qualsiasi azione pericolosa che possono commettere gli studenti, per un cazzotto piuttosto che una spinta. Poi è chiaro, ci sarà una gradualità, ma il ragazzo che non la indossa in modo provocatorio, il negazionista sarà allontanato dalla scuola».

Quello che è certo è che non c’è una linea comune e tutto è affidato alla discrezionalità e all’interpretazione del singolo dirigente scolastico.

Intanto, mentre nelle chat si discute e i capi di istituto si scambiano gli schemi dei regolamenti, si punta molto sul Patto educativo di corresponsabilità [1], che la maggior parte delle scuole in questo periodo sta riscrivendo per aggiornarlo alle nuove regole anti-Covid.

Si tratta del documento che deve essere firmato da genitori e studenti al momento dell’iscrizione nelle scuole secondarie e contiene i principi di comportamento che scuola, famiglia e alunni condividono e si impegnano a rispettare. Ora nelle nuove versioni potrebbe entrare anche la previsione della necessità di indossare la mascherina, per proteggere sé e gli altri e frequentare la scuola in sicurezza.


note

[1] Introdotto dal D.P.R. n. 249 del 24 giugno 1998, n. 249, modificato dall’art. 5 bis del D.P.R. n. 235 del 21 novembre 2007.


4 Commenti

  1. Forse, i genitori così insegneranno finalmente a indossare correttamente le mascherine ai propri bambini. I più piccoli sono molto più svegli di quanto si pensi, il problema sono gli adulti.

  2. Mio figlio ha imparato sin da subito ad indossare correttamente le mascherine, lava le mani e usa le salviette, saluta a distanza tutti. Poi, se qualcuno gli chiede di dargli un bacio, lui dice: Non c’è il Coviddi. Quindi, basta insegnargli le regole. Loro capiscono tutto. Anzi, anche ai nonni dice con dolcezza che non possono abbracciarsi ma gli manda i bacini a distanza

  3. se non pubblicate il commento che ho fatto prima siete dei venduti al sistema nwo satanico che durera soltanto qualche anno ma poi il signore GESU CRISTO ritorna sulla terra e lo spazzerà via

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