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Preliminare: quando sorge obbligo stipula contratto definitivo?

5 Settembre 2020
Preliminare: quando sorge obbligo stipula contratto definitivo?

Sono invalido civile oltre 75% mia madre invalida allettata al 100%. Nel 2003 morì mio padre. Mi domando se mia sorella, che odia sua madre, si rifiuta di vendere la casa per curare la madre e da 10 anni mai si è interessata augurandole la morte, posso obbligarla a riprendere le trattative con l’agenzia (avevo già l’assegno di caparra del cliente) e obbligarla a firmare? 

Dobbiamo fare una doverosa premessa: tutti i fratelli (e, quindi, anche Sua sorella) sono obbligati ad assistere Vostra madre.

Si rischia, infatti, la configurazione del reato di abbandono di persone incapaci, previsto all’articolo 591 del codice penale, secondo il quale chiunque abbandona una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a sé stessa, e della quale abbia la custodia o debba avere cura, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.

Pertanto, occorrerà far presente alla sorella che, a causa della mancata collaborazione assistenziale ed economica, sareste costretti a denunciarla penalmente.

Con riguardo alla questione della vendita immobiliare, la sorella potrà essere obbligata solo se è stato sottoscritto un accordo preliminare con il promissario acquirente.

Ma non potrete essere Voi ad obbligarla a stipulare il contratto, ma solo il promissario acquirente.

Pertanto, occorrerà verificare se è stato o meno raggiungo un accordo primordiale tra le parti, che si sia anche arrestato a delle fasi precedenti a quelle preliminari.

Secondo la giurisprudenza, infatti, è pure ammissibile la stipulazione di un contratto preliminare di preliminare, in virtù del quale le parti si obbligano a concludere un successivo contratto che preveda soltanto effetti obbligatori.

Così, la violazione di tale accordo, in quanto contraria a buona fede, è idonea a fondare una responsabilità contrattuale da inadempimento di una specifica obbligazione sorta nella fase precontrattuale (Cassazione civile, sez. II, 17/10/2019, n. 26484).

Non sarà, però, possibile assumere una responsabilità della donna se c’è stata una semplice intesa verbale.

Mi preme precisare come occorra evitare qualsiasi tipo di minaccia nei confronti di Vostra sorella, ma solo un avvertimento che, in mancanza di collaborazione, sareste costretti a tutelare le ragioni di Vostra madre.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Salvatore Cirilla



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