Diritto e Fisco | Articoli

Separazione coniugi: problema assegnazione immobile societario

5 Settembre 2020
Separazione coniugi: problema assegnazione immobile societario

A ottobre 2019 dico a mia moglie che non sono più sicuro dei miei sentimenti e le comunico la volontà di procedere alla separazione. La casa dove abitiamo è all’interno del mio Hotel, non è una casa residenziale normale ma è un’appendice dell’Hotel stesso, catastalmente inserita all’interno dell’Hotel come abitazione del proprietario. La domanda che io volevo fare è inerente la casa: essendo non di mia proprietà ma della società che gestisce l’albergo (di cui sono socio al 51%) e inserita nel mio contesto lavorativo, per la quale comunque pago solo io il mutuo e la totalità delle utenze, posso pensare che sia mia moglie che debba cercare un’altra sistemazione?

Il rapporto con il bene immobile da Lei abitato è da inserire nella fattispecie contrattuale del comodato.

Infatti, da quanto si legge, risulta che la società (persona giuridica distinta dalla Sua persona) concede a Lei a titolo gratuito la possibilità di abitare l’immobile.

Deduco, quindi, che si tratti di contratto a titolo gratuito, visto che, non essendo Lei il proprietario, il mutuo sarà pagato dalla società, tramite i Suoi conferimenti.

Ebbene, secondo una pronuncia risalente nel tempo, ma mai contraddetta, del Tribunale di Milano, il godimento a titolo gratuito di un appartamento di proprietà di una società di capitali da parte del suo amministratore, che lo abbia adibito ad alloggio della propria famiglia, va ricondotto al “comodato”; sicché, ove poi l’appartamento stesso, in sede di separazione coniugale consensuale, venga attribuito alla moglie del suddetto amministratore, questa non può vantare sull’immobile alcun diritto di abitazione, non essendo ipotizzabile il trasferimento in capo a lei di un diritto più ampio di quello che il di lei coniuge poteva vantare quale comodatario (Tribunale Milano, 12/01/1995 – le allego la massima, in quanto la sentenza per esteso, data la storicità della sentenza, non è più rinvenibile nelle banche dati giuridiche).

Nel Suo caso, inoltre, l’appartamento risulta inserito in un contesto alberghiero, per il quale un’eventuale assegnazione a Sua moglie, terza estranea alla società, potrebbe creare degli ostacoli giuridici per il giudice, che non potrebbe assegnare l’abitazione di proprietà di una società, parte terza all’interno del giudizio di separazione.

Per tali motivi, a parere di chi scrive, in caso di discordia tra Lei e Sua moglie, credo che la soluzione legale percorribile sia quella dell’individuazione di altro appartamento in cui Sua moglie possa stabilire il proprio centro di interessi familiari e lavorativi; le spese e gli oneri derivanti dall’affitto e dalle spese connesse saranno poi ripartite sulla base delle Vostre capacità economiche, e sulla base della gestione della prole.

In conclusione, in caso di eventuali pretese da parte di Sua moglie, il mio consiglio è quello di rappresentare la giurisprudenza citata e di consigliare l’individuazione di un appartamento congruo, anche per il bene dei Vostri figli.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Salvatore Cirilla



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube