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Aiuti alle famiglie

4 Settembre 2020 | Autore:
Aiuti alle famiglie

Sussidi per i nuclei familiari con figli piccoli: quali sono, come funzionano, chi può richiederli, requisiti.

La legge prevede diverse tutele per le famiglie per le famiglie con bambini piccoli. Alcune tutele sono operative da poco tempo, come il buono nido, il bonus mamma domani e il bonus bebè. Altre tutele sono invece presenti da più tempo, come gli assegni familiari.

Ci sono poi delle agevolazioni di tipo fiscale, come le detrazioni per i figli a carico e per le spese scolastiche, alle quali si affiancano benefici di tipo previdenziale, come gli assegni per il nucleo familiare. Vediamo allora quali sono i principali aiuti alle famiglie con figli piccoli.

Ricordiamo che, a breve, la maggior parte degli aiuti alle famiglie saranno soppressi e al loro posto sarà operativo l’assegno unico familiare. Si tratta di un sussidio unico, d’importo variabile in base all’Isee della famiglia, che spetterà, per ogni figlio, sino al compimento del ventunesimo anno di età.

In base a quanto reso noto, l’assegno potrebbe essere erogato tramite bonifico, oppure sotto forma di credito d’imposta e dovrebbe attestarsi nella misura di 200-250 euro mensili.

Bonus bebè

Il bonus bebè, o assegno di natalità, è un assegno spettante per ogni figlio nato, adottato o preso in affidamento nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2020.

Il bonus bebè è riconosciuto in misura differente, sulla base dell’indicatore Isee della famiglia:

  • con Isee fino a 7.000 euro, sono previsti 160 euro mensili di bonus bebè, per un totale di 1.920 euro annui;
  • con Isee fino a 40.000 euro, il bonus previsto è di 120 euro mensili, corrispondenti a 1.440 euro annui;
  • con Isee oltre 40.000 euro il bonus si riduce a 80 euro al mese, per un totale di 960 euro annui.

Per il secondo figlio, il bonus è aumentato del 20% ed ammonta dunque a

  • 192 euro al mese, per le famiglie il cui Isee non supera 7.000 euro;
  • 144 euro al mese, per le famiglie il cui Isee risulta compreso tra i 7.000 euro e i 40.000 euro;
  • 96 euro mensili, per le famiglie il cui Isee supera 40.000 euro;

Ecco i requisiti che deve possedere il genitore richiedente:

  • cittadinanza italiana, di uno Stato europeo o di uno Stato extraeuropeo con regolare permesso di soggiorno;
  • residenza in Italia;
  • convivenza con il figlio;
  • per il diritto al bonus bebè maggiorato rispetto alla misura minima, nucleo familiare in possesso di una dichiarazione Isee in corso di validità.

Per approfondire, leggi: “Bonus bebè 2020“.

Bonus nido

Il bonus nido, o buono nido, è un contributo erogato dall’Inps per il pagamento delle rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati, per ogni figlio sino a 3 anni di età. Questo sussidio serve anche per garantire forme di assistenza domiciliare in favore di bambini con meno di tre anni affetti da gravi patologie croniche.

Il buono nido ammonta a:

  • 3.000 euro annui, 272,73 euro per 11 mensilità, per i nuclei familiari con Isee fino a 25.000 euro;
  • 2.500 euro annui, 227,27 euro per 11 mensilità, per le famiglie con Isee fino a 40.000 euro;
  • 1.500 euro annui, 136,36 euro per 11 mensilità, per le famiglie con Isee superiore a 40.000 euro.

Il buono nido è incompatibile con la detrazione fiscale spettante per le spese per la frequenza dell’asilo nido. Per approfondire, leggi l’articolo sul Bonus nido 2020.

Bonus mamma domani

Il bonus mamma domani, o premio alla nascita, è un contributo di 800 euro corrisposto in un’unica soluzione dall’Inps, per la nascita, l’adozione o l’affidamento preadottivo di un minore. Il premio spetta, su domanda della madre, a partire dal compimento del settimo mese di gravidanza.

In caso di parto gemellare (o adozione o affidamento di più minori), la prestazione è riconosciuta per ciascun figlio.

Per approfondire: “Bonus mamma domani 2020“.

Detrazione per familiari a carico

Chi ha a carico coniuge, figli o altri familiari ha diritto a una detrazione, cioè a sottrarre dalle tasse un determinato importo. Quando un familiare è a carico? Un membro della famiglia è considerato a carico quando il suo reddito non supera i 2.840,51 euro annui. Se si tratta di un figlio che non ha più di 24 anni, è considerato a carico se il suo reddito non supera 4mila euro annui. Inoltre, per i figli si ha diritto a una detrazione più elevata in caso di disabilità, di minori di 3 anni o di famiglia numerosa.

Perché determinati familiari risultino a carico può essere richiesta anche la convivenza. Per maggiori informazioni: “Detrazioni per familiari a carico“.

Bonus famiglie numerose

Per chi ha dai 4 figli in su, oltre alle ordinarie detrazioni fiscali per ogni figlio a carico, spetta un’ulteriore detrazione, unica per tutti i figli, chiamata “Bonus famiglie numerose.

La detrazione è pari a 1.200 euro indipendentemente dal reddito, del contribuente e a prescindere dal numero di mesi per i quali ciascun figlio risulta a carico: ad esempio, se in una famiglia nasce il 4° figlio il 31 dicembre, il bonus famiglie numerose spetta per intero, non deve essere frazionato.

Se il contribuente è incapiente, cioè ha un reddito così basso per cui la detrazione risulta maggiore dell’imposta dovuta, il bonus famiglie numerose diventa un credito a suo favore. L’ammontare del credito è pari all’importo del bonus non fruito, considerando le altre detrazioni spettanti già sottratte dall’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) dovuta.

L’Irpef a carico di Giacomo, che ha 4 figli a carico, è pari a 5mila euro. Giacomo ha già fruito delle detrazioni spettanti per familiari a carico per un totale di 4800 euro, quindi perché l’Irpef si azzeri basta utilizzare soltanto 200 euro del bonus famiglie numerose. Giacomo può però utilizzare i restanti 1000 euro come credito d’imposta.

Assegni familiari

Gli assegni per il nucleo familiare, o Anf, spettano ai dipendenti, ai disoccupati, ad alcune categorie di pensionati e ai collaboratori, a seconda della composizione della famiglia: sono a carico dell’Inps, ma corrisposti, solitamente, dal datore di lavoro in busta paga, per i beneficiari lavoratori dipendenti o collaboratori.

L’ammontare degli assegni dipende dal reddito e dalla composizione della famiglia: può andare da pochi centesimi a oltre 1700 euro, a seconda dei requisiti posseduti.

Per approfondire, leggi:

Deduzione dei contributi di colf e babysitter

Se la famiglia fruisce dell’aiuto di una colf o di una babysitter (oppure di una badante, nel caso in cui siano presenti anziani o disabili), si possono inoltre dedurre dai redditi ai fini fiscali i contributi previdenziali versati per la collaboratrice, in quanto lavoratrice domestica, sino a un massimo di 1549,37 euro annui.

La deduzione è diversa dalla detrazione, in quanto non è un importo che va sottratto dalle tasse, ma va sottratto dal reddito da tassare.

Detrazione per le spese scolastiche

Il contribuente può detrarre le spese scolastiche sostenute per i figli; nel dettaglio, sono detraibili al 19% i seguenti costi:

  • iscrizione e frequenza dell’asilo nido, sino a un massimo di 632 euro annui;
  • iscrizione e frequenza di scuole dell’infanzia, primarie e secondarie, sino a un massimo di 800 euro a partire dall’anno d’imposta 2019;
  • iscrizione e frequenza di master, università, scuole di specializzazione, dottorati di ricerca, senza alcun limite massimo; se la scuola è privata, però, il massimo detraibile è pari alle tasse pagate per la corrispondente università pubblica.

Nei costi di iscrizione e frequenza sono compresi:

  • la mensa;
  • i servizi di dopo-scuola e gli altri servizi scolastici integrativi;
  • l’assicurazione della scuola;
  • le spese per le gite scolastiche;
  • il contributo scolastico finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa deliberato dagli organi d’istituto (corsi di lingua, teatro, ecc., svolti anche al di fuori dell’orario scolastico e senza obbligo di frequenza).

La detrazione non spetta per le spese relative all’acquisto di materiale di cancelleria e di testi scolastici e per il servizio di trasporto scolastico.

Detrazione per le spese per lo sport dei figli

Per l’iscrizione dei figli dai 5 ai 18 anni ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti, il contribuente beneficia di una detrazione pari al 19%, su un limite massimo di 210 euro annui.

Carta famiglia

La carta famiglia è una carta sconto rilasciata per l’acquisto di beni e servizi, a favore di tutti i membri del nucleo familiare.

La carta è destinata alle famiglie numerose, con almeno 3 figli: per il 2020, però, considerata l’emergenza sanitaria dovuta all’epidemia di coronavirus, il Governo ha previsto la possibilità di richiedere la carta per tutte le famiglie con almeno un figlio a carico.

In base alla nuova disciplina della carta famiglia, non sono più previsti limiti riguardo ai beni e ai servizi per i quali è possibile fruire di sconti e agevolazioni.

Gli sconti sono comunque decisi dai fornitori dei beni e dei servizi, che sono liberi di:

  • non accettare la carta;
  • non applicare lo sconto su tutti i beni o su tutti i servizi offerti.

Lo sconto minimo applicato non può essere inferiore al 5%. Per maggiori informazioni leggi la guida alla carta famiglia.



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