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Versamenti e prelievi sul conto corrente: per la Cassazione sono ricavi non dichiarati

21 Novembre 2013
Versamenti e prelievi sul conto corrente: per la Cassazione sono ricavi non dichiarati

Obbligo di giustificare ogni movimentazione bancaria: in assenza di pezze giustificative, l’Agenzia delle Entrate può presumere – senza bisogno di altri elementi gravi, precisi e concordanti – una evasione fiscale.

Prosegue la linea dura della Corte di cassazione sulle presunzioni derivanti dalle movimentazioni bancarie non giustificate. Con una sentenza depositata ieri [1], la Suprema Corte ha confermato che ogni prelievo o versamento dal conto corrente bancario deve essere singolarmente giustificabile dal contribuente. In mancanza di idonei riscontri in contabilità, le predette movimentazioni in entrata o uscita vanno considerate entrambe, sommandosi, maggiori ricavi. E, pertanto, possono dare origine ad un accertamento fiscale, anche in assenza di ulteriori indizi che siano “gravi”, “precisi” e “concordanti”.

Secondo la Cassazione, infatti, le presunzioni derivanti da contestazioni bancarie non devono essere necessariamente gravi, precise e concordanti. Prelevamenti e versamenti rappresentano sempre maggiori ricavi, salvo che il contribuente riesca a dimostrare di averne tenuto conto in sede di determinazione del reddito oppure che siano estranei alla produzione del reddito. È quindi possibile – a patto di non avere nulla da nascondere e di conservare sempre le pezze giustificative – fornire prova contraria, valutabile dal giudice di merito in rapporto agli elementi risultanti dai conti per verificare attraverso i riscontri possibili se, ed eventualmente a quali operazioni, la documentazione fornita si riferisca.

Tuttavia, è bene evidenziare, in proposito, la difficile condizione del correntista nei cui confronti scatta automaticamente la presunzione di “nero”, salvo prova contraria.

La vicenda

A un contribuente era stato contestato un maggior reddito all’esito di indagini bancarie svolte nei suoi confronti e del nucleo familiare. Secondo l’Agenzia delle Entrate, non erano stati giustificati, in modo analitico, prelevamenti e versamenti, che pertanto sono stati considerati maggiori ricavi sommando gli uni e gli altri.


note

[1] Cass. sent. n. 25884 del 20.11.2013.


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4 Commenti

  1. Buon giorno ho letto ciò che dite, ma questo governo è peggio dell’ aghestapo siamo messi a pane e acqua tutto perchè è un governo sopressivo e non ha nessuna tecnologia da mettere in pratica, giusta,sono andati a scuola per imparare a distruggere tutto quando si tratta di soldi, non capiscono che i soldi sono guadagnati con tante ore di lavoro,questo loro non lo capiscono,sono abituati ad averli da noi cittadino non faticano loro, ma solo pretendono e fanno le leggi a loro favore soffocando la persona onesta,mettendola in condizione a pane ,e acqua non si vergognano il suo cuore ha in pelo lungo chilometri.Un saluto.

  2. e chi si è venduto l’oro o riceve aiuto da parenti perché senza reddito cos’è?
    evasore?

  3. Se potessimo fare altrettanto per controllare come e quanto lavorano non solo magistrati,ma anche tutti i dipendenti pubblici potremmo dirci un paese civile.

  4. ADESSO SONO AMMESSI ANCHE I PROCESSI SULLE PRESUNZIONI DI REATO, E CON QUALI PROVE SI POSSONO APRIRE PROCEDIMENTI? DOVRANNO PUR DIMOSTRARE LA COLPEVOLEZZA, OPPURE E’ GIA UNA PROVA CIO CHE LORO PENSANO NELLE LORO TESTE BACATE? TENETE I SOLDI IN CASA, UNA BELLA CASSAFORTE, E FATE CHIUDERE TUTTE LE BANCHE. QUESTA E’ REPRESSIONE, E’ LO STESSO GOVERNO CHE CI ISTIGA AD EVADERE. VORREI APERE COME DEVONO FARE COLORE CHE NON POSSONO APRIRE UN CC, PERCHE MAGARI SONO PROTESTAI, O PER ALTRI PROBLEMI, COSA DEVONO FARE? OGGI SENZA CARTA DI CREDITO NON SI PUO COMPERARE NULLA, E COSA FARANNO QUESTI POVERACCI?

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