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Trascrizione matrimonio: cos’è e come si fa

30 Ottobre 2020
Trascrizione matrimonio: cos’è e come si fa

Le nozze celebrate in chiesa producono effetti civili solo se trascritte nell’apposito registro.

Tu e la tua compagna vi siete sposati in chiesa qualche giorno fa. La cerimonia è stata bellissima e gli invitati si sono divertiti molto. Ora, vi preparate a partire per il viaggio di nozze verso una meta esotica. Se ti interessa sapere qualcosa di più sugli adempimenti burocratici successivi alla celebrazione, in questo articolo faremo il punto della situazione sulla trascrizione del matrimonio: cos’è e come si fa. Devi sapere, infatti, che dopo la cerimonia il parroco deve trasmettere tempestivamente l’atto all’ufficiale di Stato civile affinché provveda a trascriverlo nel registro. Solo in questo modo il matrimonio religioso può produrre effetti civili. In alcuni casi, però, tale adempimento non è possibile: ad esempio, in caso di nozze celebrate in segreto o alla presenza dei soli testimoni. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capirne di più sulla questione.

Cos’è il matrimonio?

Prima di affrontare l’argomento principale di questo articolo, devi sapere che il matrimonio è l’atto con cui un uomo e una donna danno vita ad una stabile comunione di vita materiale e spirituale.

Per sposarsi, in chiesa o al Comune, il nostro ordinamento richiede il possesso dei seguenti requisiti:

  • la diversità di sesso;
  • la maggiore età;
  • la libertà di stato;
  • la capacità di intendere e di volere;
  • l’assenza di condanna per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altro;
  • l’assenza di legami di parentela, affinità, adozione e affiliazione.

Quante tipologie di matrimonio ci sono?

Forse, non sai che esistono diverse tipologie di matrimonio. I nubendi, infatti, possono scegliere di sposarsi con il rito:

  • concordatario: celebrato in chiesa dal parroco. Produce effetti civili solo se trascritto nel registro di Stato civile;
  • civile: celebrato in Comune dinanzi all’ufficiale di Stato civile;
  • canonico: celebrato in forma religiosa e valido solo per la Chiesa cattolica ma non per lo Stato;
  • acattolico: celebrato da un ministro di culto diverso da quello cattolico (pensa, ad esempio, ai ministri della Tavola Valdese, della Chiesa Avventista del settimo giorno, ecc.). Produce effetti civili solo se trascritto nell’apposito registro.

Trascrizione matrimonio: cos’è e come si fa

Come ti ho già anticipato, qualora la coppia di sposi scelga di sposarsi in chiesa, quindi con il rito religioso, il matrimonio produrrà effetti civili solo se l’atto viene trascritto nel registro di Stato civile. In caso contrario, si tratterà di una cerimonia valida esclusivamente per la Chiesa, ma non per lo Stato italiano. Quindi, la trascrizione serve ad evitare che i matrimoni canonici siano irrilevanti per l’ordinamento civile.

Chi deve occuparsi della trascrizione? Il parroco, il quale deve trasmettere – entro 5 giorni dalla celebrazione – l’originale dell’atto di matrimonio all’ufficiale di Stato civile del Comune in cui si sono svolte le nozze. La trascrizione va fatta entro 24 ore dal ricevimento dell’atto e nelle successive 24 ore l’ufficiale deve darne notizia al parroco. Quando vengono rispettati questi termini così ristretti si parla di trascrizione tempestiva.

Se l’atto di matrimonio non viene trasmesso in originale, non contiene i dati degli sposi (nome, cognome, età, luogo di nascita, residenza, ecc.) oppure non riporta la menzione dell’eseguita lettura degli articoli del Codice civile (sui diritti e doveri che nascono dal matrimonio), l’ufficiale deve sospendere la procedura e trasmettere nuovamente l’atto al parroco affinché provveda alla sua regolarizzazione.

Trascrizione matrimonio: tardiva e ritardata

Può capitare che i nubendi (o uno di essi purché l’altro non si oppone) richiedano di trascrivere l’atto in un momento successivo (quindi, non nei 5 giorni canonici). In tal caso, si parla di trascrizione tardiva, ammessa dalla legge alle seguenti condizioni:

  • che i coniugi abbiano conservato la libertà di stato dal giorno delle nozze fino al momento della trascrizione;
  • che non pregiudichi i diritti acquisiti nel frattempo da terzi.

La trascrizione ritardata, invece, si verifica quando:

  • il matrimonio non è preceduto dalle pubblicazioni;
  • è necessario procedere alla regolarizzazione dell’atto di matrimonio;
  • l’ufficiale di Stato civile non ha effettuato la trascrizione nei tempi previsti.

Trascrizione matrimonio: assenza delle pubblicazioni

Se la celebrazione del matrimonio non è stata preceduta dalle pubblicazioni (indispensabili per consentire ai soggetti legittimati di presentare opposizione alle nozze), il matrimonio concordatario potrà comunque essere trascritto. Prima, però, l’ufficiale di Stato civile dovrà verificare l’assenza di circostanze che impediscono la trascrizione e cioè:

  • il difetto d’età;
  • l’infermità di mente;
  • la mancanza di libertà di stato: ad esempio, uno dei due sposi risulta già sposato;
  • il vincolo di parentela, affinità, adozione o affiliazione;
  • le condanne per delitti a danno del coniuge dell’altro.

In tal caso, l’ufficiale deve richiedere agli sposi una serie di documenti (oltre a fare delle indagini, se lo ritiene opportuno) e affiggere alla porta della Casa comunale un avviso contenente, oltre alle generalità dei coniugi e alla data della celebrazione, la notizia del matrimonio canonico da trascrivere. Detto avviso, rimarrà affisso per 10 giorni onde consentire a determinati soggetti di presentare eventuale opposizione.

Trascrizione matrimonio: quando non è ammessa?

Come già detto poc’anzi, se i nubendi non hanno i requisiti previsti per la celebrazione (maggiore età, libertà di stato, ecc.) non sarà possibile procedere alla trascrizione dell’atto di matrimonio.

Va precisato, altresì, che esistono delle forme speciali di matrimonio che, pur essendo valide per il diritto canonico, non sono trascrivibili e quindi non producono effetti civili. Sto parlando, in particolare, del matrimonio:

  • celebrato in presenza dei soli testimoni senza il ministro di culto;
  • segreto: ossia le nozze celebrate alla sola presenza del parroco e di due testimoni;
  • contratto all’estero secondo il rito canonico che però non produce effetti civili nello Stato in cui è stato celebrato.

Trascrizione matrimonio celebrato all’estero

Se la coppia decide di sposarsi all’estero, allora il matrimonio avrà effetti in Italia solo se trascritto presso il Comune competente. In tal caso, l’atto di matrimonio in originale viene emesso dall’ufficio dello Stato civile estero e, una volta legalizzato e tradotto, dovrà essere consegnato, a cura degli sposi, alla rappresentanza diplomatico-consolare. Quest’ultima poi ne curerà la trasmissione in Italia ai fini della trascrizione nel registro. In alternativa, gli sposi possono presentare l’atto di matrimonio, legalizzato e tradotto, direttamente al Comune italiano di appartenenza.

Se vuoi approfondire l’argomento ti consiglio la lettura dell’articolo “Matrimonio all’estero: è valido anche in Italia?“.



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