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Quale cognome usare nell’unione civile?

3 Settembre 2020
Quale cognome usare nell’unione civile?

Le coppie dello stesso sesso, unite civilmente, possono scegliere un cognome comune.

Sei fidanzata con una donna da circa cinque anni. Da qualche mese, però, state pensando di sposarvi per creare una famiglia e andare finalmente a convivere. Ma come formalizzare la vostra unione? Quale cognome usare nell’unione civile? Devi sapere che la legge Cirinnà consente alle coppie dello stesso sesso di unirsi civilmente dinanzi all’ufficiale di Stato civile. Nella stessa sede, è possibile dichiarare l’intenzione di assumere un cognome comune. Tale scelta, tuttavia, non deve essere poi annotata nella scheda anagrafica individuale del partner. Ma procediamo con ordine ed analizziamo la questione in questo articolo.

Cos’è l’unione civile?

A partire dal 2016, anche in Italia, è permesso alle coppie omosessuali di formalizzare il proprio legame ed acquisire una serie di diritti e doveri simili a quelli che derivano dal matrimonio. Si tratta dell’unione civile che consente a due persone dello stesso sesso di dichiarare dinanzi all’ufficiale di Stato civile la volontà di passare tutta la vita insieme.

Come costituire l’unione civile?

Per dar vita all’unione civile la coppia deve possedere i seguenti requisiti:

  • lo stesso sesso;
  • la maggiore età;
  • la capacità di intendere e di volere;
  • la libertà di stato: in altre parole, le parti non devono essere già sposate o unite civilmente tra di loro o con altre persone;
  • l’assenza di condanne per omicidio tentato o consumato nei confronti del coniuge del partner;
  • l’assenza di legami di parentela, affinità, adozione o affiliazione.

La verifica dei suddetti requisiti viene effettuata entro 15 giorni dalla manifestazione di volontà delle parti di unirsi civilmente.

Per costituire un’unione civile occorre che la coppia renda congiuntamente una dichiarazione all’ufficiale di Stato civile di un qualsiasi Comune alla presenza di due testimoni (uno per parte). La coppia dovrà dichiarare in particolare:

  • i propri dati anagrafici;
  • l’assenza di impedimenti: ad esempio, se un partner è già sposato o interdetto per infermità di mente non può unirsi civilmente;
  • la volontà di assumere il cognome di famiglia o il proprio cognome;
  • l’indicazione del regime patrimoniale: se le parti non effettuano alcuna scelta al riguardo si applicherà direttamente il regime della comunione legale dei beni.

Non sono previste le pubblicazioni, ma l’atto viene comunque registrato nell’archivio di Stato civile.

Quali effetti produce l’unione civile?

L’unione civile determina per le parti l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale, alla coabitazione e alla contribuzione ai bisogni comuni della famiglia (naturalmente, in base alle proprie sostanze e alla capacità di lavoro professionale e casalingo). Le parti possono inoltre concordare l’indirizzo della vita familiare e fissare la residenza comune (cioè dove andare ad abitare stabilmente).

Inoltre, anche alle coppie omosessuali unite civilmente sono riconosciuti i diritti in materia di successione, il diritto alla pensione di reversibilità, il diritto al ricongiungimento familiare, il diritto di ricevere informazioni sullo stato di salute del partner e di prendere tutte le decisioni in caso di incapacità e decesso dello stesso (ad esempio, decidere per la donazione degli organi).

Non è previsto, invece, l’obbligo di reciproca fedeltà né la possibilità di adottare un bambino. In quest’ultimo caso, tuttavia, la giurisprudenza riconosce anche alle coppie omosessuali la possibilità di adottare il figlio biologico del partner attraverso l’istituto dell’adozione in casi particolari.

Quale cognome usare nell’unione civile?

Coloro che scelgono di legarsi mediante l’unione civile possono adottare un cognome comune oppure dichiarare all’ufficiale di Stato civile di voler anteporre o posporre il proprio cognome a quello comune. Ti faccio un esempio.

Mario Rossi e Andrea Bianco decidono di contrarre l’unione civile. In seguito alla celebrazione, i due partner assumono il cognome Rossi Bianco.

Appena emanata, la legge Cirinnà [1] imponeva al partner che assumeva il cognome dell’altro di procedere anche all’annotazione nell’atto di nascita e nella scheda anagrafica (ossia il documento in base al quale vengono redatti la carta di identità, il passaporto e il codice fiscale). Sul punto, tuttavia, sono intervenuti sia il Governo sia la Corte Costituzionale per chiarire che le parti possono assumere un cognome comune solo come cognome d’uso, quindi senza che sia necessario modificare i documenti.

Quindi, la scelta del “cognome comune” non modifica la scheda anagrafica individuale, nella quale rimane il cognome precedente, ma viene comunque iscritta negli atti dello Stato civile. La questione comporta seri risvolti perché in questo modo non è possibile trasmettere ad eventuali figli il cognome del partner. Si tratta, dunque, di una conseguenza fortemente discriminatoria se si pensa che attualmente la legge italiana nega alle coppie omosessuali il diritto di essere genitori.

Come si scioglie l’unione civile?

L’unione civile si scioglie per:

  • morte o dichiarazione di morte presunta di una delle parti;
  • volontà delle parti;
  • rettificazione di sesso dichiarata con sentenza;
  • altre cause previste dalla legge sul divorzio.

Se la coppia decide di sciogliere l’unione civile, ciascun partner ha la facoltà di chiedere il divorzio in qualsiasi momento, anche e se l’altro non è d’accordo. La procedura è molto veloce perché non prevede un periodo di separazione, ma basta comunicare all’ufficiale di Stato civile, anche disgiuntamente, l’intenzione di dividersi. Trascorsi tre mesi, è possibile chiedere lo scioglimento.


note

[1] L. n. 76/2016 del 20.05.2016.


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