Superbonus: il Fisco lascia fuori alcuni aventi diritto

3 Settembre 2020 | Autore:
Superbonus: il Fisco lascia fuori alcuni aventi diritto

L’Agenzia delle Entrate interpreta a modo suo il decreto Rilancio convertito in legge, restringendo l’accesso a chi potrebbe beneficiare della detrazione.

C’è modo e modo di applicare la legge. La si può osservare alla lettera e la si può interpretare a seconda del proprio criterio. L’Agenzia delle Entrate ha scelto quest’ultima strada per dettare le regole sull’accesso al superbonus 110% sulla riqualificazione energetica degli edifici. Regole che, per la verità, erano già state stabilite dal decreto Rilancio, convertito in legge dal Parlamento. Ma che poi il Fisco ha modificato in una circolare. Con il risultato che alcuni aventi diritto alla maxi-detrazione rischiano di restare fuori.

Succede, innanzitutto, con gli edifici residenziali. L’Agenzia circoscrive a questo tipo di immobili l’accesso all’agevolazione, che si tratti di condomini, di fabbricati unifamiliari o di immobili funzionalmente autonomi. La legge non dice questo: il decreto, in realtà, non cita da nessuna parte il carattere residenziale dei fabbricati ma parla soltanto di «edifici». Ad esempio, quando fa riferimento al cappotto termico. Ciò significa che, mentre la legge non esclude a priori un negozio o un ufficio autonomo appartenente a una persona fisica, il Fisco li lascia fuori dal superbonus per l’isolamento termico.

Lo stesso vale per gli interventi sulle parti comuni per la sostituzione degli impianti di riscaldamento, in cui sono inclusi anche i beni d’impresa: la legge cita le «unità immobiliari». Che, secondo il Testo unico delle imposte sui redditi, deve essere inteso come il fabbricato e le sue pertinenze suscettibili di reddito. Per il Tuir, dunque, quando si parla di unità immobiliare non c’è distinzione tra la destinazione residenziale o strumentale. Morale: un condominio fatto di soli uffici e negozi non deve essere escluso dal superbonus del 110%, come ritiene invece il Fisco.

L’Agenzia modifica la legge a proprio piacimento anche nella parte dedicata agli interventi antisismici che danno diritto al superbonus. Secondo le Entrate, l’accesso al beneficio è riservato ai soli edifici residenziali. Secondo il decreto, invece, la maxi-detrazione spetta agli edifici destinati sia ad abitazione sia ad attività produttive.

Il Fisco, poi, riconosce il superbonus a chi possiede un’unità immobiliare non residenziale in un condominio se quest’ultimo è destinato prevalentemente ad abitazione ma solo per i lavori sulle parti comuni e non sugli interventi trainati (fotovoltaico, colonnine elettriche, ecc.). Questa limitazione non è scritta da nessuna parte nel decreto.



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