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Cambio mansione durante apprendistato

31 Ottobre 2020
Cambio mansione durante apprendistato

L’apprendista deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto al fine di ottenere la qualifica professionale.

Hai assunto un giovane lavoratore con un contratto di apprendistato. Dopo un po’ di tempo, ti sei reso conto che hai la necessità di affidare un nuovo ruolo al lavoratore e adibirlo a nuove mansioni, diverse da quelle previste dal contratto. Vuoi sapere se il cambio di mansione è possibile anche nel contratto di apprendistato e se si corrono dei rischi.

Innanzitutto, è bene chiarire che la funzione del contratto di apprendistato è quella di far acquisire al lavoratore una certa qualifica professionale alla fine del periodo di formazione. Alla luce del fine che il contratto di apprendistato persegue, deve essere, dunque, valutata la possibilità di un cambio mansione durante l’apprendistato.

Infatti, la finalità di acquisire una certa qualifica professionale non può mai essere frustrata. Inoltre, il datore di lavoro, nel contratto di apprendistato, può contare su importanti agevolazioni contributive e il cambio di mansione potrebbe determinare la perdita di tali sgravi contributivi.

Contratto di apprendistato: che cos’è?

Il contratto di apprendistato [1] è una particolare tipologia di contratto di lavoro che presenta una doppia funzione. Infatti, accanto alla funzione tipica di un qualsiasi contratto di lavoro, ovvero lo scambio tra prestazione di lavoro e retribuzione, il contratto di apprendistato persegue un’ulteriore funzione, quella formativa.

In questa tipologia contrattuale, il datore di lavoro, oltre a farsi carico dei tradizionali obblighi previsti in ogni contratto di lavoro, deve anche garantire all’apprendista la formazione specifica finalizzata all’acquisizione della qualifica professionale per cui il contratto è stato sottoscritto.

La formazione dell’apprendista è un tratto essenziale del contratto di apprendistato tanto che, alla lettera di assunzione, deve essere allegato il piano formativo individuale e deve essere individuato il tutor aziendale che seguirà il giovane lavoratore nel suo percorso formativo.

Contratto di apprendistato: le agevolazioni per il datore di lavoro

Il contratto di apprendistato svolge un’importante funzione nel nostro ordinamento in quanto consente ai giovani, appena usciti da un percorso di istruzione, di avere un primo contatto diretto con il mondo del lavoro e di acquisire una qualifica professionale per inserirsi stabilmente nel mercato lavorativo.

Proprio per l’importante finalità perseguita da questo contratto, la legge prevede importanti agevolazioni per il datore di lavoro che assume un giovane apprendista.

Innanzitutto, il datore di lavoro può sottoinquadrare l’apprendista fino a due livelli di inquadramento rispetto al livello cui è riconducibile la qualifica professionale che il lavoratore acquisirà alla fine del periodo formativo.

In questo modo, il datore di lavoro può contare su un importante risparmio in termini di costo del lavoro.

Inoltre, dal punto di vista contributivo, con riferimento al contratto di apprendistato il datore di lavoro deve pagare dei contributi previdenziali fortemente ridotti rispetto a quelli che devono essere pagati per un lavoratore subordinato standard.

Cambio mansione contratto apprendistato

Come abbiamo detto, ogni contratto di apprendistato è finalizzato all’acquisizione, da parte dell’apprendista, di una determinata qualifica professionale. Il profilo professionale da acquisire, con il relativo livello di inquadramento, deve essere chiaramente indicato nel contratto di lavoro.

Il contratto di apprendistato, in particolare, deve indicare:

  • la qualifica professionale che l’apprendista conseguirà alla fine del periodo di formazione;
  • il livello di inquadramento iniziale, intermedio e finale del lavoratore.

Proprio per questo, la possibilità di modificare, durante lo svolgimento del rapporto, le mansioni assegnate all’apprendista deve essere valutata con molta attenzione.

In linea generale [2], il datore di lavoro può modificare unilateralmente le mansioni del lavoratore dipendente solo se le nuove mansioni assegnate appartengono al medesimo livello di inquadramento di quelle previste dal contratto di lavoro. Questa regola vale anche nel caso del contratto di apprendistato.

Tuttavia, la modifica delle mansioni non deve frustrare la finalità formativa che il contratto di apprendistato persegue.

Si consideri, inoltre, che il cambio di mansione dell’apprendista potrebbe rendere necessaria anche la modifica del piano formativo individuale, alla luce della diversa attività formativa che potrebbe essere richiesta dalle nuove mansioni.

Inoltre, se la modifica delle mansioni avviene subito dopo la trasformazione del contratto di apprendistato in un ordinario contratto di lavoro subordinato, il datore di lavoro rischia di dover restituire all’Inps i contributi non versati a causa degli sgravi contributivi previsti per il contratto di apprendistato. È questa la conclusione cui è giunta la Cassazione [3].


note

[1] Artt 41-47, D.lgs. 81/2015.

[2] Art. 2103 cod. civ.

[3] Cass. 22 giugno 2010, n. 15055.


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