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Diritti d’autore: ora la durata dei diritti connessi si allunga a 70 anni

22 Novembre 2013
Diritti d’autore: ora la durata dei diritti connessi si allunga a 70 anni

I diritti di interpreti ed esecutori sulle interpretazioni musicali e dei produttori di fonogrammi vengono estesi, in recepimento della direttiva comunitaria.

Passa da 50 a 70 anni la durata dei diritti connessi: è questo l’effetto del decreto legislativo oggi alla firma del consiglio dei ministri che recepisce una direttiva della Comunità europea [1].

Il provvedimento estende da 50 a 70 anni la durata dei diritti connessi degli artisti, interpreti ed esecutori sulle interpretazioni musicali fissate in un fonogramma e dei produttori di fonogrammi. Il nuovo termine di protezione si calcola a partire dalla pubblicazione o dalla comunicazione al pubblico del fonogramma, a seconda di quale atto di sfruttamento economico sia avvenuto prima.

La Direttiva trova, quindi, applicazione solo con riferimento alle interpretazioni musicali fissate in un fonogramma e ai fonogrammi stessi: ne sono esclusi sia i diritti degli artisti sulle interpretazioni che non sono fissate in un fonogramma, sia i diritti dei produttori sulle opere cinematografiche o audiovisive, la cui durata rimane di 50 anni.

Obiettivo dichiarato dell’iniziativa comunitaria è l’innalzamento del livello di protezione degli artisti dell’industria musicale, garantendo loro uno sfruttamento economico ed artistico delle proprie interpretazioni per un periodo più lungo degli attuali 50 anni, ritenuti non sempre sufficienti a coprire l’intera vita degli artisti.

Si ricorderà come il Governo Monti aveva liberalizzato i diritti connessi, mettendo di fatto il Nuovo Imaie in regime di piena concorrenza sul mercato.


note

[1] Direttiva n. 77 del 2011.


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