Scuola: più precauzioni per evitare il contagio

3 Settembre 2020
Scuola: più precauzioni per evitare il contagio

Mascherine da portare anche mentre si è seduti al banco, specialmente se si parla e si emettono droplet: il parere del virologo Crisanti.

La data della riapertura delle scuole si avvicina e il Cts, Comitato tecnico-scientifico, ha già dato le disposizioni sull’uso delle mascherine e sul distanziamento da mantenere tra alunni e docenti nelle classi, ma permangono le perplessità sui rischi di contagio di Covid negli ambienti scolastici.

Oggi arriva un allarme: «La riapertura delle scuole e la riapertura delle attività produttive sono un’occasione fantastica per innescare la trasmissione di Covid-19»: lo afferma il virologo Andrea Crisanti, direttore di Microbiologia all’università di Padova, che a ‘SkyTg24‘ è tornato a ribadire l’importanza di aumentare i tamponi per la ricerca degli infettati dal nuovo Coronavirus.

«Se uno sta male e ha la febbre – avverte l’esperto – bisogna fare tamponi a lui, amici, parenti e colleghi di lavoro. Ogni asintomatico intercettato è una vittoria, quindi è chiaro che i tamponi che facciamo adesso ci bastano appena per controllare la situazione».

Secondo il virologo, «l’unico modo che abbiamo per controllare i contagi, in assenza di farmaci efficaci e ancora in assenza di un vaccino, sono le misure di sorveglianza attiva».

Ma Crisanti prende le distanze dalla decisione del Cts di far togliere la mascherina agli alunni in classe, a condizione che sia garantito il distanziamento minimo di almeno un metro: è del parere che i ragazzi dovrebbero indossare le mascherine anche quando sono seduti al banco.

«Le mascherine servono e funzionano – ha spiegato l’esperto. Se gli studenti li teniamo tutti zitti per ore va pure bene permettere che se le tolgano da seduti – osserva – però io non ce la vedo una classe che sta in silenzio per ore e ore».

Crisanti fa degli esempi e arriva a questa conclusione: «E se uno deve parlare per dire ‘prestami la penna’, ‘passami questo’? Aboliamo l’interazione sociale in una classe? Perché nel momento in cui parlo di fatto emetto droplet, quindi se non altro bisognerebbe che i ragazzi abbiano a disposizione la mascherina e, se parlano, se la mettano».

Secondo il virologo, «probabilmente non è stata ancora raggiunta la capacità di fornire 11 milioni di mascherine al settore scuola, come annunciato invece dal Governo. Bisognerà vedere se effettivamente queste mascherine si materializzano ogni giorno», dice.

E comunque «le mascherine andrebbero portate anche seduti ai banchi – ribadisce l’esperto – specialmente se un ragazzo inizia una conversazione con un’altra persona. A scuola si parla. La scuola non solo serve per imparare, ma è anche una palestra sociale per interagire con gli altri».



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