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Piccolo spaccio di droga: la pena è minore?

3 Settembre 2020 | Autore:
Piccolo spaccio di droga: la pena è minore?

L’attenuante del lucro di speciale tenuità è applicabile ai reati di droga di lieve entità? Lo spacciatore che vende a poco ha diritto a uno sconto di pena?

Lo spaccio di droga è purtroppo uno dei reati più diffusi in Italia. La legge opera delle distinzioni a seconda del tipo di sostanza stupefacente che viene messa in commercio: una cosa è lo spaccio di cocaina, altro è quello di marijuana o di hashish. Come visto nell’articolo “Droghe leggere e droghe pesanti: qual è la differenza?“, il trattamento sanzionatorio è nettamente differente. Secondo una recentissima sentenza della Corte di Cassazione, non solo bisogna tener conto della tipologia di droga e della quantità per determinare la pena finale per lo spacciatore, ma anche del lucro che questi ha ottenuto dalla vendita. Dunque, nel caso di piccolo spaccio di droga, la pena è minore?

La soluzione fornita dalle Sezioni Unite della  Corte di Cassazione sembra muovere proprio in questa direzione: se uno spacciatore si limita a vendere droghe leggere, traendone un guadagno assolutamente modesto, allora è possibile applicargli la circostanza attenuante del lucro di speciale tenuità. Cosa significa? In soldoni, vuol dire che il piccolo spacciatore ha grandi possibilità di sfuggire alla gattabuia per via della pena ridotta per i piccoli trafficanti di droga. Vediamo cosa dice la legge a proposito dello spaccio di sostanze stupefacenti e qual è l’orientamento della Suprema Corte in merito al lucro di speciale tenuità.

Spaccio di droga: com’è punito?

Secondo il nostro ordinamento giuridico [1], chiunque, senza avere apposita autorizzazione ministeriale, coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti, è punito con la reclusione da sei a venti anni e con la multa da 26mila a 260mila euro.

Spaccio droghe leggere: quale pena?

A seguito di una sentenza della Corte Costituzionale [2] che ha dichiarato illegittima l’equiparazione tra droghe leggere e droghe pesanti, per lo spaccio di droghe leggere (cannabis, ecc.) la pena è della reclusione da due a sei anni e della multa da euro 5.164 a euro 77.468.

Spaccio di lieve entità: cos’è?

Secondo la legge, la pena prevista per lo spaccio di sostanze stupefacenti è ridotta (reclusione da sei mesi a quattro anni e multa da 1.032 a 10.329 euro) se la condotta criminosa, per i mezzi, la modalità o le circostanze ovvero per la qualità e quantità delle sostanze, è di lieve entità.

Lo spaccio di droga è di lieve entità quando, in considerazione del complessivo quantitativo detenuto o del fatto che la droga sia detenuta senza particolari accorgimenti o cautele e in pubblico, sia evidente che il crimine abbia una portata tutto sommata modesta.

Ad esempio, secondo la Corte di Cassazione [3], il piccolo spaccio di marijuana in strada, in favore di consumatori finali, può rientrare nello spaccio di lieve entità. Possono deporre in tal senso il tipo di sostanza, la non particolare accuratezza nel confezionamento dei singoli involucri e la detenzione della droga in pubblico senza particolari accorgimenti o cautele.

Sempre i giudici hanno precisato che la fattispecie del fatto di lieve entità non è di per sé incompatibile con la reiterazione nel tempo delle condotte di spaccio da parte dell’imputato né con lo svolgimento di attività di spaccio non occasionale ma continuativa, quando i singoli fatti risultino comunque di contenuta offensività e di modesto disvalore.

Piccolo spaccio: la pena è ridotta?

Secondo una recentissima sentenza della Corte di Cassazione resa a Sezioni Unite [4], al piccolo spacciatore può altresì applicarsi l’attenuante del lucro di speciale tenuità, con conseguente ulteriore riduzione della pena. Cosa significa?

In pratica, lo spacciatore che riceve un guadagno molto modesto dalla droga che ha venduto può beneficiare non solo dell’applicazione della fattispecie di lieve entità (di cui al paragrafo superiore), ma anche di un ulteriore sconto di pena, derivante dal fatto di aver ricavato un introito modesto dalla propria condotta illecita.

Secondo la Corte di Cassazione, l’attenuante del lucro di speciale tenuità deve ritenersi compatibile con il reato di droga di lieve entità, in quanto è escluso che in caso di condanna si configuri una duplice valutazione dello stesso elemento:

  • la verifica della lieve entità, infatti, si compie sulla condotta e sull’oggetto materiale del reato, considerando rispetto alla prima le modalità e le circostanze dell’azione e avuto riguardo al secondo la quantità e la qualità delle sostanze stupefacenti;
  • l’accertamento della speciale tenuità ai fini dell’attenuante, invece, investe i motivi a delinquere e il profitto (dunque, il lucro perseguito e quello ottenuto) oltre all’evento del reato, pericoloso o dannoso che sia.

Nel caso affrontato dalla Suprema Corte, lo spacciatore aveva ceduto pochi grammi di hashish in cambio di dieci euro. È parso giusto, quindi, ridurre ulteriormente la pena, visto che si trattava di un modesto quantitativo di droga leggera, per di più venduto a pochissimo prezzo.


note

[1] Art. 73, d.P.R. n. 309/90.

[2] Corte Cost., sent. n. 32/2014.

[3] Cass., sent. n. 97 del 19 febbraio 2019.

[4] Cass., sent. n. 24990 del 2 settembre 2020.

Autore immagine: Depositphotos.com


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