Assegni scoperti: niente segnalazione Cai in emergenza Covid

3 Settembre 2020 | Autore:
Assegni scoperti: niente segnalazione Cai in emergenza Covid

Il decreto Liquidità ha sospeso fino al 31 agosto il termine generale di 60 giorni prima del quale la banca non può effettuare l’iscrizione in banca dati.

La segnalazione nella Centrale di allarme interbancaria (Cai) deve essere sospesa per gli assegni scoperti durante il periodo di emergenza Covid.

Il Decreto Liquidità [1] ha infatti stabilito il congelamento dei termini di 60 giorni necessari per poter procedere, a cura della banca, all’iscrizione in Cai fino al 31 agosto 2020.

Questo comporta che i titoli emessi senza provvista durante il lockdown (a partire dal 9 marzo 2020) ed anche successivamente (fino al 31 agosto 2020) beneficiano della sospensione, durante la quale è possibile effettuare il pagamento tardivo e così evitare sia la segnalazione in centrale rischi sia il protesto.

In virtù di questi principi, il tribunale di Reggio Emilia [2] ha cancellato in via d’urgenza l’iscrizione che era stata operata da un istituto di credito senza aspettare il decorso dei suddetti termini.

L’interessato si era opposto all’iscrizione nella banca dati Cai sostenendo che gli assegni “incriminati” erano stati tutti emessi nel periodo compreso tra il 31 marzo ed il 15 aprile 2020, dunque durante il periodo di emergenza Coronavirus.

Il giudice ha rilevato che «l’iscrizione può essere effettuata solo dopo il decorso del termine di 60 giorni previsto per il pagamento tardivo» [3] ma ora su questa previsione generale si innesta la legislazione speciale del Decreto Liquidità, che, come abbiamo visto, sospende fino al 31 agosto la decorrenza dei termini.

Invece, nel caso di specie l’iscrizione era avvenuta «prima del decorso del termine e in pendenza della sua sospensione»; dunque, il giudice ha rilevato che essa «è stata illegittimamente operata in quanto effettuata prima del decorso dei termini di legge e non ancora scaduti».

Lo stesso Decreto Liquidità, inoltre, prevede che le iscrizioni nel frattempo effettuate debbano essere cancellate. Per questi motivi il Tribunale ha accolto il ricorso d’urgenza, riscontrando anche il pericolo che l’operata iscrizione nella Cai – che comporta la revoca dell’autorizzazione ad emettere assegni – avesse «pesanti effetti negativi sulla possibilità di svolgere attività imprenditoriale e di gestire la normale operatività con il sistema bancario».

Il Decreto Liquidità non salva solo dalla segnalazione in centrale d’allarme Cai ma sospende anche in via generale tutti i termini di scadenza per assegni, cambiali e titoli di credito emessi prima della sua entrata in vigore, come quelli per elevare i protesti; anche per essi, se già pubblicati, è possibile ottenere la cancellazione.

Originariamente, il termine finale era stato fissato al 30 aprile 2020, ma poi gli emendamenti apportati in fase di conversione in legge lo hanno allungato al 31 agosto.

Leggi anche “protesto assegni per Covid-19: cosa succede?“.


note

[1] Art. 11 D.L. n.23 del 8 aprile 2020, convertito, con modificazioni, in Legge n. 40 del 5 giugno 2020.

[2] Trib. Reggio Emilia, Sez. Civile, ord. n. R.G. 3118/2020 del 25 agosto 2020.

[3] Artt. 8, comma 1, e 9, comma 2 lett. a) e b), della Legge n. 386 del 15 dicembre 1990.


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