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Rapporti tra coniugi: come funziona la comunione legale

3 Novembre 2020
Rapporti tra coniugi: come funziona la comunione legale

Quando la coppia di sposi sceglie di condividere ogni acquisito compiuto durante il matrimonio.

Il tuo fidanzato ti ha chiesto di sposarlo. Hai accettato senza pensarci due volte, anzi non vedi l’ora di andare a convivere e iniziare una lunga vita insieme. Tu non lavori ancora, anche se dal punto di vista economico non avete alcun problema. Per tale ragione non sapete quale regime patrimoniale scegliere. In questo articolo faremo il punto della situazione sui rapporti tra coniugi: come funziona la comunione legale e quali sono le conseguenze. Devi sapere, infatti, che la legge consente alla coppia di disciplinare liberamente i propri rapporti economici. Ad esempio, con la comunione dei beni è possibile condividere ogni acquisto con il partner, dalla casa agli investimenti. Se vuoi saperne di più sull’argomento ti consiglio di prenderti cinque minuti di tempo e proseguire nella lettura.

Rapporti tra coniugi: quale regime patrimoniale scegliere?

Prima di affrontare il tema centrale, soffermiamoci brevemente sulla scelta del regime patrimoniale che deve disciplinare i beni acquistati dai coniugi nel corso del matrimonio.

Ebbene, se al momento della celebrazione delle nozze la coppia nulla dice al riguardo, si instaura in automatico la comunione legale dei beni, con la conseguenza che ogni acquisto compiuto dai coniugi (congiuntamente o separatamente) appartiene ad entrambi (salve alcune eccezioni che vedremo tra poco). Ti faccio un esempio.

Tizio è sposato con Caia in regime di comunione di beni. Un giorno, acquista un computer al prezzo di 1000 euro. In tal caso, il pc sarà di proprietà di entrambi al 50% anche se il bene in questione è stato pagato esclusivamente da Tizio.

Al momento del matrimonio, però, i coniugi potrebbero anche optare per la separazione dei beni. In tal caso, ciascun coniuge sarà il proprietario esclusivo di tutti i beni acquistati prima e dopo il matrimonio. Ti faccio un altro esempio.

Mevio è sposato con Sempronia in regime di separazione dei beni. Essendo appassionato di vela, decide di acquistare una barca di 12 metri.

In quest’altro esempio, solo Mevio sarà proprietario della barca a vela, mentre la moglie Sempronia avrà solo il godimento del bene.

Attenzione però: a differenza della comunione legale, il regime di separazione dei beni richiede una dichiarazione dei nubendi nell’atto di matrimonio oppure in un momento successivo (tramite atto pubblico stipulato davanti al notaio).

Rapporti tra coniugi: come funziona la comunione legale

A questo punto, entriamo più nel dettaglio per capire esattamente come funziona la comunione legale. Fin qui ti ho spiegato che se la coppia di sposi non dichiara quale regime patrimoniale adottare, allora scatta in automatico la comunione dei beni e ogni acquisto compiuto dopo le nozze sarà di proprietà di entrambi i coniugi. Naturalmente, faranno parte del patrimonio comune anche i debiti contratti dai coniugi (congiuntamente o disgiuntamente), nonché gli oneri che sussistono al momento dell’acquisto (come, ad esempio, l’ipoteca su una casa).

In particolare, dobbiamo distinguere:

  • la comunione immediata: ossia i beni che cadono in comunione al momento dell’acquisto: pensa, ad esempio, alla casa al mare comprata dopo il matrimonio;
  • la comunione de residuo: vale a dire i beni che rientrano nella comunione solo al momento dello scioglimento della stessa, cioè quando il giudice autorizza i coniugi a vivere separati.

Non rientrano nella comunione legale i beni personali che, invece, rimangono nella titolarità esclusiva del coniuge. Pensa, ad esempio, ai capi di abbigliamento, ai gioielli, ai beni destinati all’esercizio della professione, ecc.

Quanto alla gestione della comunione legale, ciascun coniuge può amministrare i beni comuni in autonomia. Tuttavia, se gli atti compiuti eccedono l’ordinaria amministrazione, occorre il consenso dell’altro (pensa, ad esempio, alla vendita di una casa).

Inoltre, come chiarito di recente dalla Cassazione [1], cadono in comunione anche i titoli di credito, come, ad esempio, un investimento in denaro. Se poi uno dei due coniugi vende il titolo senza prima chiedere il consenso dell’altro, in tal caso il ricavato della vendita va suddiviso al 50%. Quindi, detto in parole più semplici, se i coniugi, durante il regime di comunione legale, acquistano (anche separatamente) strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, ecc.) tale acquisto appartiene ad entrambi.

Comunione legale: quando si scioglie?

Ricapitolando, sono beni comuni:

  • gli acquisti compiuti dai coniugi, anche separatamente, dopo il matrimonio, ad eccezione per i beni propri;
  • le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio, gli utili e gli incrementi di quelle che appartengono ad un solo coniuge prima delle nozze, ma gestite da entrambi;
  • i frutti dei beni propri di ciascun coniuge e i proventi dell’attività separata percepiti e non consumati al momento dello scioglimento della comunione.

Il regime della comunione legale dei beni si scioglie [2] in caso di:

  • morte di uno dei due coniugi;
  • separazione giudiziale dei beni;
  • separazione personale, divorzio o annullamento del matrimonio;
  • convenzione con cui i coniugi scelgono di abbandonare il regime della comunione dei beni;
  • fallimento del coniuge, dichiarato con sentenza del giudice.

In caso di separazione personale dei coniugi, lo scioglimento della comunione dei beni si avrà solo nel momento in cui il presidente autorizza la coppia a vivere separati ovvero alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale (purché omologato).


note

[1] Cass. sent. n. 18156/2020 del 01.09.2020.


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