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Tacco incastrato in buca della strada: c’è il risarcimento?

3 Settembre 2020 | Autore:
Tacco incastrato in buca della strada: c’è il risarcimento?

Quando si può dare la colpa di una caduta al gestore o al proprietario della strada e quando, invece, è responsabilità del pedone?

Agli uomini basta una distrazione per inciampare in una buca della strada e finire a terra. Alle donne, anche a quelle più attente, può bastare un tacco. Ma il risultato è lo stesso: se in quel momento si andava di fretta, si rischia una caduta violenta e una lesione. Magari una semplice escoriazione, più comunemente una storta alla caviglia o il quinto metatarso che va a farsi benedire. Pronto soccorso, gesso, assenza per malattia per qualche settimana. Tutto per un maledetto tacco incastrato in una buca della strada. C’è il risarcimento in questo caso?

Non sempre, dicono alcune sentenze. Tra le più recenti, quella del tribunale di Latina [1], secondo cui quando la strada è in condizioni normali, nessuno è mai caduto prima e in quel momento la visibilità è garantita, di risarcimento non se ne parla.

Le buche sono una minaccia anche per moto e auto quando hanno certe dimensioni, ma sono soprattutto i pedoni quelli che hanno più probabilità di farsi male: bastano un’imperfezione dell’asfalto o un sampietrino sollevato a far perdere l’equilibrio a chi non ci bada perché va di corsa. Come va a finire, lo si può intuire.

La questione è capire se, al di là della disattenzione, l’episodio si doveva evitare con l’adeguata manutenzione del manto stradale, garantendo l’incolumità ai pedoni, anche a quelli più distratti. Quindi, quando una persona finisce per terra, di chi è la colpa? Se una donna cade per il tacco incastrato in una buca, c’è il risarcimento? Vediamo.

Buca stradale: quando è responsabile il custode

Secondo il Codice civile [2], esiste una presunzione generale di responsabilità dell’ente proprietario o del gestore della strada, che ha il compito di custodirla in modo da evitare che possa creare un danno a chi la utilizza. Va da sé, dunque, che il custode risponde di una buca frutto di incuria, usura o dissesto non segnalato a dovere.

Il proprietario o il gestore rispondono anche del danno causato da una buca che rappresenta un’insidia stradale non prevedibile, né evitabile da chi circolava in quel tratto.

In questi casi, dunque, il cittadino che ha subìto il danno può chiedere il risarcimento.

Buca stradale: quando non è responsabile il custode

Il custode, però, non ha colpa nel caso in cui si verifichi un caso fortuito. Che vuol dire? Significa che se si forma una buca nella strada per un fatto non riconducibile a lui, come ad esempio un evento atmosferico particolarmente violento, al custode non viene richiesta alcuna responsabilità. Lo stesso succede quando il pedone è distratto e prende una buca per sbaglio. Diversi tribunali hanno concordato sul fatto che chi cammina per strada deve avere sempre un atteggiamento prudente e diligente. Detto in un linguaggio molto popolare, il pedone deve stare attento a dove mette i piedi. Esprime più correttamente questo concetto la Cassazione [3]: «La giurisprudenza di questa Corte ha da tempo affermato che il caso fortuito idoneo a fare venire meno la responsabilità del custode può essere costituito anche dal comportamento colposo del danneggiato».

È il caso del nostro famoso tacco della scarpa. Secondo il tribunale di Latina, non ha diritto al risarcimento da parte del Comune la donna che cade a terra dopo che uno dei suoi tacchi è rimasto incastrato in una buca quando la strada sia in condizioni «normali» e nessuno abbia fatto la stessa fine. E per «condizioni normali» si intende – come spiegato dal Codice civile – l’assenza «di una situazione di pericolo occulto, cioè non visibile e non prevedibile, che dia luogo al cosiddetto trabocchetto o insidia stradale, da cui deriva l’obbligo per l’ente di intervenire rimuovendo o segnalando l’insidia stessa».

In sostanza: se la strada è perfettamente illuminata, la buca non rappresenta un pericolo concreto e nessuno è mai inciampato in essa cadendo a terra, il tacco incastrato nella fessura dell’asfalto non dà diritto al risarcimento.

Buca stradale come avere il risarcimento?

Il pedone che, invece, è caduto e si è procurato un danno a causa di una buca non segnalata, insidiosa e frutto dell’incuria o della mancata manutenzione del proprietario o del gestore della strada può chiedere il risarcimento inviando una richiesta formale tramite raccomandata a/r all’ufficio competente del Comune, il quale – se ammette la colpa – girerà la comunicazione alla compagnia di assicurazioni dell’ente locale. Se la risposta fosse negativa, ci sarebbe sempre la via legale da percorrere, accompagnati da un avvocato.

Prima di tutto ciò, però, è consigliabile raccogliere tutti gli elementi sul luogo per dimostrare le proprie ragioni. Quindi:

  • fare qualche foto del luogo in cui è accaduto l’episodio e, in particolare, della buca che ha causato la caduta;
  • raccogliere le dichiarazioni di eventuali testimoni;
  • chiamare le forze dell’ordine per avere un verbale.

note

[1] Trib. Latina sent. n. 1523/2020.

[2] Art. 2051 cod. civ.

[3] Cass. ordinanza n 12032/2018.


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