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Finti annunci di lavoro: come difendersi

2 Novembre 2020 | Autore:
Finti annunci di lavoro: come difendersi

Attività diversa da quella proposta, approccio sessuale, furto d’identità, invio di denaro, corso a pagamento: le truffe rivolte a chi cerca un impiego.

«Cercasi impiegato amministrativo: offresi ottima retribuzione, esperienza non richiesta». «Cercasi segretaria di direzione, bella presenza, offresi retribuzione elevata». «Cercasi responsabile marketing: l’assunzione avverrà previo svolgimento di un corso di formazione obbligatorio a pagamento». Scommetto che su internet, cercando lavoro, hai trovato molti annunci simili a questi.

Il web è pieno di annunci di lavoro, ma molti di essi si rivelano veri e propri “specchietti per le allodole”, dietro i quali vi sono truffe o operazioni illecite di vario genere, compreso il riciclaggio di denaro.

Una retribuzione troppo elevata rispetto all’esperienza richiesta, un’offerta generica, una ditta che è appena stata costituita o della quale non trovi alcuna traccia sul web sono già dei campanelli d’allarme da non ignorare.

Ma dai finti annunci di lavoro come difendersi? Per difenderti, devi imparare a riconoscerli: alcune truffe sono semplici da mascherare, come la richiesta d’invio di denaro per sostenere il colloquio di lavoro. Facili da smascherare anche i multilevel marketing illegali e gli annunci poco chiari, in cui non solo non si capisce quale sia l’inquadramento offerto e quali mansioni debba svolgere il candidato, ma non si è nemmeno sicuri dell’esistenza dell’azienda.

Non configura sempre una truffa, ma risulta comunque una seccante perdita di tempo, l’ipotesi in cui l’azienda pubblichi un annuncio in cui ricerca dei dipendenti, ma in realtà l’inquadramento previsto è quello di venditore- lavoratore autonomo.

Ma procediamo con ordine e osserviamo quali sono le truffe più diffuse e come evitare i raggiri.

Finta ricerca di dipendenti

Partiamo proprio dall’ultima situazione descritta: la finta ricerca di lavoratori subordinati. L’azienda, nell’offerta, informa che sono aperte le selezioni per profili come impiegato amministrativo, contabile, o per mansioni di segreteria. Non menziona un compenso specifico, né definisce l’inquadramento e non descrive le mansioni e le attività richieste al candidato. Non richiede, peraltro, esperienze pregresse o una particolare formazione.

Arrivato in azienda, scopri che in realtà nessuno ha intenzione di darti uno “stipendio fisso”, ma che “guadagnerai in base alle tue capacità”, vendendo porta a porta o telefonando ai potenziali acquirenti.

In pratica, si tratta di attività di vendita diretta o di telemarketing: attenzione, sia l’attività di venditori ed agenti che la vendita telefonica non sono, di per sé, illegali. La legalità dipende da come è svolta nel concreto l’attività (approccio aggressivo, raggiri alla clientela, utilizzo illecito di dati…)

In ogni caso, risulta sicuramente scorretto attrarre candidati con la proposta di un impiego subordinato e retribuito che, in realtà, non esiste.

Multilevel marketing

A proposito delle offerte di lavoro nel settore commerciale, non mancano mai allettanti proposte nel cosiddetto multilevel marketing. Di che cosa si tratta? Il multilevel marketing, o marketing piramidale, consiste in un sistema strutturato a “piramide”, cioè in cui il venditore, oltre a vendere i prodotti dell’azienda, può reperire altri venditori e prendere una percentuale sulle loro vendite. I venditori “subordinati” possono fare altrettanto, e così via.

Il sistema diventa illegale quando il suo obiettivo non è più la vendita di prodotti e servizi, ma quello di trovare altre persone da inserire nel circuito ed a cui far pagare un importo per l’ingresso.

Assunzione dopo corso a pagamento

Una delle truffe più diffuse e “sempre in voga” consiste nell’offrire al candidato un’ottima posizione lavorativa, previo svolgimento, però, di un corso di formazione a pagamento obbligatorio: se non si svolge il corso, a proprie spese, l’assunzione non avverrà.

Nella maggior parte dei casi, si tratta di una truffa per obbligare il candidato ad acquistare un corso, terminato il quale non ci sarà alcuna assunzione.

Attenzione: esistono aziende ed istituti formativi seri che propongono dei master con successivo stage aziendale, senza però promettere alcuna assunzione al termine del percorso. In questo caso, naturalmente, non c’è nessuna truffa.

Il consiglio è quello di valutare l’iscrizione ad eventuali corsi di formazione in base alle proprie competenze ed esperienze ed alla qualifica necessaria per il lavoro desiderato, confrontando questi elementi con i contenuti proposti e le attestazioni che verranno rilasciate al termine del periodo formativo, verificando attentamente istituto e docenti.

Approccio sessuale

È una truffa datata nella quale, oggigiorno, cascano sempre meno candidate. Riguarda soprattutto le donne, ma potrebbe coinvolgere anche gli uomini.

Parlo del finto colloquio di lavoro che, in realtà, si rivela un “appuntamento al buio” con il potenziale datore di lavoro che promette un lucroso impiego in cambio di prestazioni sessuali. Naturalmente, il molestatore non ha intenzione di offrire alcuna assunzione.

Riciclaggio di denaro

Alì Babà, capo di una società che opera nell’alta finanza, ti propone un impiego molto interessante: devi soltanto far transitare dei soldi nel tuo conto corrente e, in cambio, trattenere una percentuale. Ovviamente, si tratta di riciclaggio di denaro, molto probabilmente provento di qualche crimine. Fai molta attenzione: se accetti, potresti diventare tu il criminale, per lo Stato, ed essere accusato di riciclaggio.

Lavoro da casa imbustamento

Una truffa “da quattro soldi”, ma pur sempre una truffa, è quella proposta da chi offre lavori da casa che consistono nel confezionare, imbustare, assemblare determinati materiali. Si richiede però al lavoratore un contributo per l’invio del kit. In realtà, si tratta di un modo per liberarsi di merce invenduta: alla riconsegna del kit, l’azienda si rifiuterà di pagare adducendo mille scuse, come la consegna in ritardo o l’annullamento dell’ordine.

Richiesta dati

Nel curriculum vitae figurano numerosi dati del candidato, molti dei quali appetibili per le aziende. Spesso, dietro una finta offerta di lavoro si cela un’azienda che ha intenzione di raccogliere illecitamente quanti più dati possibile per poi rivenderli.

Quali rischi per il lavoratore? Normalmente pochi, come la ricezione di e-mail spam o di chiamate indesiderate dai call center. Se il finto datore di lavoro ha richiesto la compilazione di questionari dettagliati, la perdita di tempo è la conseguenza più spiacevole.

Ma il candidato può correre rischi ben più gravi, qualora gli vengano richiesti, o estorti con l’inganno, dati quali il numero della carta di credito o le credenziali per accedere a determinati siti. In questo caso si tratta di vero e proprio phishing o furto d’identità.

Come difendersi dagli annunci di lavoro truffa?

Abbiamo individuato le principali tipologie di annunci di lavoro che, quando non si concretizzando in vere e proprie truffe, devono almeno farci insospettire. Ma quali verifiche ed accorgimenti si possono mettere in atto per non cadere nella rete dei truffatori?

Ecco alcuni consigli:

  • innanzitutto, fai attenzione al mittente dell’annuncio: in Italia è illegale pubblicare annunci di lavoro in forma anonima [1]; solo le agenzie per il lavoro possono pubblicare un annuncio senza specificare l’azienda cliente;
  • fai attenzione alla mail aziendale indicata; se l’estensione dopo la chiocciola è generica (@yahoo.it, @gmail.com) e non riporta il nome dell’azienda, potrebbe anche non trattarsi di una finta attività, ma quanto meno si tratta di un’attività che non dispone di una grande organizzazione;
  • cerca il nome dell’azienda online e controlla se esiste veramente, servendoti del Registro imprese: ti basta scrivere il nome dell’azienda in un apposito box e cliccare su “cerca”; puoi inoltre verificare la partita Iva sul sito delle Entrate;
  • chiedi i dettagli relativi all’offerta di lavoro: mansioni, inquadramento, orario, esperienza necessaria; se le risposte sono molto vaghe, mettiti in allarme;
  • non rispondere alle richieste di invio di denaro o di dati non attinenti (gusti musicali, abbigliamento preferito, passatempi) o, peggio ancora, di dati che potrebbero diventare pericolosi nelle mani sbagliate (ad esempio, se fornisci non solo i codici della carta di credito, ma anche, semplicemente, le credenziali personali di accesso a determinati siti web, rischi di vedere i tuoi risparmi azzerati in men che non si dica);

note

[1] Cass. sent. n.37049/2012. La III sezione penale della Corte di Cassazione ha stabilito che «le attività commerciali in cui il beneficio economico deriva dal reclutamento di utenti, piuttosto che dalla vendita diretta di beni o servizi, sono da ritenersi fuorilegge».

[2] Art. 9 D.lgs. 276/2003.


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